Mer. Ago 5th, 2026

Data di pubblicazione: 06/11/2018

Editore: Sperling & Kupfer

284 pagine

La biblioteca di Ispirazione Sportiva presenta oggi Giancarlo Fisichella si racconta in Il profumo dell’asfalto, scritto con Carlo Baffi, la formula uno vista come un romanzo, lontana parente di quella attuale dove i computer hanno la meglio sulla classe dei piloti.

Scrive il pilota, ex Ferrari tra le altre scuderia vissute (Minardi, Jordan, Benetton, Sauber, Renault, Force India):

Hockenheimring, GP di Germania 1997.

Per la prima volta mi trovo in testa. Difendo con tutta la tenacia che ho la mia posizione, ma al trentanovesimo giro mi esplode una gomma e la vittoria, che sentivo già mia, sfuma. A fine gara, Schumacher accosta alla sua Ferrari e mi fa cenno di salire. Per portarmi in parata e dirmi, a modo suo, che si, meritavo di vincere. Ecco, la Formula Uno per me è questo: oltre il gesto tecnico, c’è quel saliscendi di emozioni che ti proietta in cima al mondo a 300 km all’ora. Per poi ributtarti a terra, c’è la disperazione di Mansell che spinge la sua monoposto e sviene a pochi metri dal traguardo, c’è la lite ai box per uno sgarro in pista e l’amicizia quando meno te l’aspetti. È alla mia idea di competizione, epica e umana insieme, che ho voluto dedicare questo libro: non è la strategia fare la corsa perfetta, ma il sorpasso che toglie il fiato (favoloso Mika Hakkinen a Spa nel 2000), l’impresa impossibile, le rivalità più accese, che sono poi quelle tra compagni di scuderia, come sanno bene Alonso e Hamilton. Ho ripensato ai grandi piloti che hanno segnato un’epoca, come Senna e Michael, tanto geniali in pista quanto sfaccettati fuori, ai retroscena del Circus, soprattutto durante la regia visionaria di Ecclestone e agli ingegneri che tutto sanno calcolare meno la passione di noi che scendiamo in pista. Perché si dice che il profumo dell’asfalto, una volta che l’hai sentito, sia come una droga: non puoi più farne a meno e tornano a scarica di adrenalina ogni volta che si spegne l’ultimo semaforo”.