Mar. Mag 11th, 2021

“Amici sportivi, buon pomeriggio!”

Così apriva trasmissioni Paolo Valenti, un personaggio dello sport televisivo che ha segnato un’epoca, scomparso 30 anni fa, non riuscendo nel suo ultimo intento, salutare i propri spettatori e svelare la sua squadra del cuore.

Noi che quelle domeniche entravamo in un altro pianeta lo salutiamo ricordandolo con questo pezzo.

La nostra vita pallonara cambia drasticamente il 27 settembre del 1970, quando alle ore 18 arriva in tv un programma chiamato 90°Minuto (scritto anche Novantesimo Minuto), che, prolungando le domeniche con Tutto il Calcio di Minuto per Minuto, fa vedere i gol, in una prima puntata che dura poco più di 10 minuti.

Fino a quel momento Paolo Valenti è stato famoso come voce alla radio, narratore di un celebre mondiale pesi medi di boxe tra Nino Benvenuti ed Emile Griffith del 17 aprile 1967. La peculiarità di quell’incontro fu che all’ultimo momento saltò la diretta tv e tutti si riversarono all’ascolto in radio, con l’audience che raccontò un picco di 18 milioni di ascoltatori che promossero a pieni voti la cronaca di Valenti.

Pensate, per quel match di boxe combattuto nel teatro dei sogni, il Madison Square Garden di New York, andò in tilt anche il servizio sveglia della Sip, in quello che era il terzo assalto di un italiano alla corona dei medi.

Riavvolgendo il nastro della vita di Paolo Valenti eccolo in fasce nella sua Roma, nato il 6 ottobre del 1922 e poi già in Rai, entrato grazie ad un concorso, dopo aver conseguito la laurea in lettere e filosofia, collaborando fin da subito con un altro mostro sacro del microfono: Enrico Ameri.

Con Ameri Valenti collabora a Radiosera e a Microfono per Sette Giorni, ma Paolo segue anche i viaggi del Papa, il terremoto del Friuli, commenta quattro Olimpiadi oltre ovviamente alla boxe.

La curiosità di Paolo è però sempre verso il calcio, che all’epoca degli anni 60 in tv è solo Nicolò Carosio, attivo sino al 1971, poi Nando Martellini, il Telegiornale Sport alle 19:45 e la Domenica Sportiva con Enzo Tortora (1965-69) e Lello Bersani (69-70).

Paolo Valenti ha già un’idea di 90°Minuto e la propone alla radio ma non viene preso in considerazione ma non demorde. Nel 1968/69 è lo stesso Paolo che conosce e allena le nuove leve del giornalismo, i cosiddetti “Pupazzoni” che animeranno qualcosa di speciale, così insieme a Maurizio Barendson e Remo Pascucci propone alla tv il progetto di portare i gol della Serie A dopo la fine delle gare, perché fino a quel momento gli italiani dovevano aspettare quanto meno la Domenica Sportiva per vedere le reti.

La definizione “Pupazzoni” viene data da Luigi Necco a se stesso e ai suoi colleghi e in quel 1970 nasce il mito di 90°Minuto. Valenti lo conduce insieme a Barendson sino al 1976, quando la riforma Rai sposta quest’ultimo su Rai Due, lasciando la trasmissione a “quello che non incute timore“, cioè Valenti, che tiene il programma sulla prima rete proprio grazie a Barendson che glielo lascia riconoscendogli la paternità dell’idea, ma in tutta la risposta alla grandezza dei due fa nascere Domenica Sprint, altro rotocalco molto apprezzato, in onda dal 1976 al 2013.

Le prime edizioni sono molto semplici, 90°Minuto si suddivide in 10/15 minuti, risultati, schedina e pochi gol ripresi. Pian piano tutto si allunga a 20 minuti nel 1975 e poi 30 nel 1976 sino ai 50 minuti che ne caratterizzano la storia.

90°Minuto è un “Tutto il Calcio Minuto per Minuto” ma con le figure e tra fine anni 70 e 80 arriva il meglio, tra chroma key sbagliati (Chroma Key noto anche come green screen o blue screen, è una delle tecniche usate per realizzare effetti di sovrapposizione di due diverse immagini, o due diversi video. Con questa tecnica si può rimuovere il colore di sfondo della prima immagine, e sostituirlo con qualsiasi altra immagine, come nel caso delle trasmissioni televisive delle previsioni del tempo), disservizi tecnici, giacche e cravatte impossibili, da cui poi Teo Teocoli ideerà il personaggio Felice Caccamo.

90°Minuto non si prende sul serio, è semplicità e ingenuità allo stato puro, inserito prima nella fascia oraria tra le 14 e le 19:50 con Corrado su Rai Uno in Domenica In e poi via via sempre più indipendente.

Se Barendson conduce Riprese Dirette di Avvenimento Sportivi sul 2 dalle 15 alle 17:30 nel marzo 1976, il primo canale risponde con 90°Minuto alle 17:00, poi 17:20 Insieme, Facendo Finta di Niente con Maurizio Costanzo, un tempo di una gara di A alle 18:15 e poi il telefilm Sulle Strade della California alle 19, che poco c’entra con lo sport ma per una generazione ha fatto da antipasto alla cena.

La crescita esponenziale di 90°Minuto è pari a quella della tv di stato, Valenti è tra i conduttori di Cinque Ore con Noi dove la novità sono i risultati di calcio che vengono aggiornati con scritte in sovraimpressione, cosa che non viene ben vista da Barendson.

Quel programma diventa poi Domenica In e dal 1976 Valenti rinnova le sue truppe, rovistando in quello che trova nelle sedi Rai, giornalisti di cronaca ma anche esperti di altre materie, giovani esuberanti che, buffi e diversi tra loro, andranno a comporre una composizione calcistica che non avrà eguali in Italia.

Il tutto ovviamente orchestrato da Valenti, lui che tra le altre cose aveva anche organizzato spettacoli per Radio Vaticana, scritto commedie e poi dedicatosi al giornalismo, commentando tra le altre cose numerosi Giri d’Italia e gare di automobilismo, sempre con quell’aria bonaria e avvolgente.

Valenti si trova nel posto giusto e al momento giusto, perché tra il 76 e il 78 arriva il colore in tv, certo, non dappertutto, come con Piero Pasini a Bologna, ma finalmente i mezzi busti di 90°Minuto irrompono con i loro abiti sgargianti e un pallone che consegna un nuovo modo di vedere lo sport.

Un’altra rivoluzione arriva con le riprese su nastro magnetico anziché pellicola cinematografica e poi anche il montaggio diventa elettronico e analogico anziché veder le moviole, con servizi più rapidi e intuitivi.

Si può rischiare così un ulteriore diretta da tutti i campi, così nel 1979 sono 8 partite, 8 città e 8 studi collegati con una finestra regolare anche sulla Serie B con Giorgio Bubba, facendo diventare così il programma un qualcosa di irrinunciabile alla domenica.

Paolo Valenti conduce dal 1974 al 1976 Dribbling insieme a Gianni Minà e Nando Martellini all’interno di Sabato Sport, poi dal 1976 al 1990 è conduttore e responsabile unico della sua amata creatura in onda la domenica.

Siamo come lo zio che è stato alla partita e te la racconta“, così un sorridente Valenti spiegava cosa fosse 90°Minuto, ma anche “Un punto per uno fa bene a tutti e due“, raccontando con estrema semplicità lo sport pedatorio tanto caro a Brera, quello che in quei 50 minuti di trasmissione si rivela il momento di serenità della domenica.

 Le prime radiocronache che ricordava Valenti erano racconti che si servivano di uno schema riprodotto da Radio Corriere (Una sorta di battaglia navale dove il campo veniva diviso in C2-D3 e così via), dove chi narrava l’evento diceva ad esempio: “Il giocatore X avanza nella zona C2…“, una cosa che oggi pare mistica, però all’epoca unico metodo per spiegare il gioco ai radioascoltatori. Valenti, altro prodotto del maestro Vittorio Veltroni, raccolse i segreti dello stare al microfono, da Carosio in poi, ma solo alla tv riesce a trasformarsi, raccontando di avere una passione unica per i portieri “Perché loro volano e non possono permettersi di sbagliare“.

Una postazione, quella di Valenti, che salta a 90°Minuto solo nel 1976 per raccontare il terremoto del Friuli, con Galezzi già pronto allora per sostituirlo e poi un’altra domenica viene saltata per una fastidiosa colica renale e anche in quel caso “Bisteccone” ne prese il posto.

90°Minuto è il calcio raccontato col sorriso, dal Napoli di Maradona con Necco che manda ironici messaggi alla Milano rossonera in corsa per gli scudetti ai giocatori impronunciabili di Tonino Carino, arrivando ad altri grandi del microfono che successivamente citeremo e dove non arrivano gli abili cronisti ecco i problemi tecnici che fan mettere le mani sui capelli al povero Valenti, ripreso così in diretta nel 1984, con la scenetta poi raccontata dallo stesso con il rassicurante sorriso.

Valenti rischia di abbandonare 90°Minuto per la politica, lui che si candida alle elezioni nella primavera del 1987 come indipendente nelle file della Democrazia Cristiana nelle circoscrizioni di Roma e Milano, ma, nonostante essere uno dei personaggi più popolari d’Italia non viene eletto e ritorna dove può far sognare.

Anni prima presenta Tv Stadio nel 1985 e poi è collaboratore saltuario del Processo del Lunedì affidato ovviamente ad Aldo Biscardi, poi di anno in anno si occupa di Minuto Zero per Italia 90, scrive libri come Manuale della Boxe (1960), Le Olimpiadi del 60, La Bagarre (1963), Novelle al 90°Minuto (1981), Mundial del Messico (1986) e le Grandi Sfide del Calcio.

Valenti non si ferma, è capace di farsi dare un passaggio in elicottero per arrivare puntuale al Gr delle 13, ama essere l’amico della domenica di milioni di italiani, gli stessi che notano un cambiamento fisico del conduttore.

Purtroppo, è la malattia che lo sta divorando interiormente ma Valenti non demorde, conduce, seppur a fatica e con movimenti limitati, 90°Minuto fino alla fine, col sogno di esser lui a salutare per l’ultima volta gli appassionati, svelando anche la squadra del cuore.

Ma la fine non è mai accettata da nessuno, Valenti conduce per l’ultima volta 90°Minuto il 21 ottobre 1990 e pur sapendo di non avere molto tempo a disposizione saluta e dà appuntamento alla domenica successiva.

Il cuore e il sorriso di Paolo Valenti si spengono il 15 novembre 1990, a 68 anni, la domenica dell’Italia perde la sua gentilezza e anche la sigla “Taste of Honey” di Herb Alpert è più triste senza la successiva frase “Amici sportivi, buon pomeriggio”.

Dopo la sua scomparsa è Nando Martellini ad aprire 90°Minuto, con parole che lasciano un velo, enorme, di tristezza in tutti:

“Da questo studio per 20 anni Paolo Valenti ha presentato puntualmente 90° minuto, la sua trasmissione. Paolo Valenti ha presentato la sua trasmissione finché le forze glielo hanno consentito. La sorte gli ha tolto, purtroppo, la gioia dell’ultima trasmissione. Voleva salutare coloro che benevolmente lo avevano appoggiato, ammirato, per 20 anni, e voleva così, innocentemente, comunicare la squadra per la quale faceva il tifo. E oggi, comunicandovelo, mi sembra di assolvere un suo desiderio: Paolo Valenti era tifoso della Fiorentina“.

Fu Fabrizio Maffei a sostituire Paolo Valenti alla conduzione di 90°Minuto e successivamente toccò a Gian Piero Galeazzi l’ardua successione ma niente emozionò più come i bei tempi in cui la trasmissione si apriva con “Amici sportivi, buon pomeriggio“.

Ciao mitico Paolo e grazie per le domeniche stupende.

E con Paolo Valenti ringraziamo anche:

Giorgio Bubba da Genova

Maurizio Calligaris da Udine

Tonino Carino da Ascoli

Cesare Castellotti da Torino

Puccio Corona da Catania

Franco Costa da Torino

Furio Focolari da Roma

Ferruccio Gard da Verona

Emanuele Giacoia da Catanzaro

Marcello Giannini da Firenze

Alfredo Liguori da Genova

Luigi Necco da Napoli

Rolando Nutini da Pisa

Piero Pasini da Bologna

Gino Rancati da Torino

Roberto Scardova da Bologna

Donatella Scarnati da Roma

Lamberto Sposini da Perugia

Franco Strippoli da Lecce

Gianni Vasino da Milano

Beppe Viola da Milano

Di Francesco Fiori

Francesco Fiori è un giornalista sardo, classe 1983, con la passione per il racconto dello sport. Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, captò la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l’esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risultò migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane più tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoledì prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda “Hai solo il calcio in testa?” rispondeva “No, anche il ciclismo” e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo “psicopatico sportivo”. Tra gli sport di cui si innamora c’è l’hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da lì altra promessa, qualora arrivi la possibilità di scrivere un articolo, questo sarà su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto più noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale “Sa Bovida” gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilità di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell’immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: “Beh, perché non provi a scriverne uno tu?” Il resto è la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volontà, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l’opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all’esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l’impegno è triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor più sorprendente è la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che è. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo è brutale. Il conto è pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, è di una difficoltà che ad oggi è ancora lontana dall'essere superata. Il resto è storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perché per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perché ora, con IspirazioneSportiva.com, sarà ancor più spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: “Nella vita mai smettere di sognare!”. Anzi, scusate il ritardo! Mail: fcroda@yahoo.it Fb: supermariolemieux pec: francesco.fiori@pecgiornalisti.it