Sab. Lug 2nd, 2022

 

I sogni del Newcastle 1995/96 di vincere un titolo dopo 68 anni vanno a sbattere contro la classe del Re, Eric Cantona

Peter Beardsley, Pavel Srnicek, Les Ferdinand, Steve Watson; Darren Peacock; John Beresford; Alan Shearer; David Ginola; Robert Lee; David Batty and Phillipe Albert. (Photo Michael Cooper/Allsport/Getty Images)

Eric Cantona non è mai stato un tipo convenzionale. Colletto alzato e sguardo minaccioso come carta d’identità, un carattere che dir focoso è poco e sopratutto tanta classe. Nel 1995 annuncia il ritiro ma Alex Ferguson lo convince a proseguire con lo United, c’è un conto in sospeso con la sorte.

Contro il Re francese ci sono le speranze di una squadra che non vince il titolo dal 1926/27, che nel 92/93 è appena risalita dalla First Division e ha nel proprietario, Sir John Hall, la figura ambiziosa di chi vuol vincere e dare al Newcastle una gioia che il suo pubblico, la Toon Army, sogna da sempre. Per vincere la Premier non si bada a spese, i Magpies (le gazze) acquistano Les Ferdinand, bomber di razza e sopratutto David Ginola, funambolo connazionale di Cantona che sembra un divo prestato al mondo del pallone.

Il Newcastle parte con l’acceleratore a tavoletta, Ginola come ala sinistra regala spettacolo e la Toon Army si innamora della squadra targata 95-96 che vince sette delle prime otto partite arrivando ad avere 12 punti di vantaggio sulla seconda. L’avversaria principale è il Manchester United orfano ad inizio stagione di Cantona, causa otto mesi di squalifica a causa di un calcione al tifoso del Crystal Palace, che ha ceduto i vari Ince, Kanchelskis e Hughes, scommettendo sui baby Beckham, Scholes, Butt e i fratelli Neville, i “Fergie’s Fledglings“.

Il 1 ottobre Eric Cantona ritorna in campo segnando nel 2-2 contro il Liverpool. La vecchia volpe Ferguson non si preoccupa di essere a meno dieci dal Newcastle a Natale, mentre sponda opposta si sogna il successo bianconero, nonostante dopo Santo Stefano l’ex Andy Cole (55 gol in 70 partite con i Magpies) consegna la vittoria ai Red Devils nello scontro diretto.

Poco male pensa la Toon Armyil distacco scende a sette punti e qua entrano in gioco due fattori: Ferguson e Cantona. Il manager pluridecorato inizia giochetti mentali che sciolgono il Newcastle, mentre il Re ha semplicemente deciso di dominare in campo. Marzo è decisivo per la Premier, altro scontro diretto con Peter Schmeichel che non fa passare neanche l’aria dentro la porta dei Red Devils, poi nel secondo tempo Neville crossa, il Re colpisce al volo e di contro balzo la palla entra in rete, Cantona decide di tornare sul trono.

Il distacco tra Newcastle e Man.United è ora di un solo punto, l’inesperienza viene pagata cara e i Magpies somigliano sempre più a Ginola, bello ma poco concretoIl sorpasso avviene il 20 marzo, quando sempre Cantona chiude il suo mese d’oro segnando per la terza partita di fila (striscia di gol consecutivi che arriva a 6 gare) battendo l’Arsenal e prendendosi il primo posto che non lasceranno più, vincendo poi anche la Coppa d’Inghilterra per il secondo double della squadra.

Il Newcastle finirà il campionato al secondo posto, votata dalla Toon Army come la squadra più divertente della loro storia ma purtroppo anche perdente. Ginola e Ferdinand chiuderanno 5 e 25 gol, con l’inutile soddisfazione di battere lo United per 5-0 nella stagione successiva. Eric Cantona sarà il demone che distrugge i sogni dei Magpiesvotato calciatore dell’anno grazie a 14 gol in 30 partiteSi ritirerà nel 1997 a soli 30 anni, nonostante una corte spietata di Massimo Moratti che lo desidera nella sua nuova Inter.

La Toon Army sognerà ancora, mettendo sotto contratto nel 1996/97 il ragazzo di Newcastle che ha appena segnato 31 reti e condotto l’anno prima il Blackburn ad uno storico titolo. Si chiama Alan Shearer ma neanche lui, nonostante 206 gol in bianconero (260 complessivi, recordman in Premier), riuscirà a far gioire i Magpies.

Fonte Gazzetta Fan News, autore Francesco Fiori http://gazzettafannews.it/calcio/calcio-estero/quando-la-toon-army-del-9596-sogno-il-titolo-contro-il-re-cantona/

Foto: Getty Images

Di Francesco Fiori

Francesco Fiori è un giornalista sardo, classe 1983, con la passione per il racconto dello sport. Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, captò la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l’esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risultò migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane più tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoledì prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda “Hai solo il calcio in testa?” rispondeva “No, anche il ciclismo” e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo “psicopatico sportivo”. Tra gli sport di cui si innamora c’è l’hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da lì altra promessa, qualora arrivi la possibilità di scrivere un articolo, questo sarà su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto più noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale “Sa Bovida” gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilità di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell’immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: “Beh, perché non provi a scriverne uno tu?” Il resto è la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volontà, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l’opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all’esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l’impegno è triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor più sorprendente è la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che è. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo è brutale. Il conto è pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, è di una difficoltà che ad oggi è ancora lontana dall'essere superata. Il resto è storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perché per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perché ora, con IspirazioneSportiva.com, sarà ancor più spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: “Nella vita mai smettere di sognare!”. Anzi, scusate il ritardo! Mail: fcroda@yahoo.it Fb: supermariolemieux pec: francesco.fiori@pecgiornalisti.it

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