Ven. Ago 12th, 2022

Esser la squadra da battere è da sempre un’arma a doppio taglio. E’ più facile ricever critiche al primo scivolone che complimenti per la vittoria. Ma critiche, la squadra della Medikal New Basket Ploaghe, serie C femminile, non ne ha mai ricevuto. Il motivo? Semplice, ha vinto 24 partite su 24, ha saputo mettere sul campo la grinta, la classe e l’esuberanza che un giovanissimo progetto ha fatto in modo di regalare una favola per il piccolo paese del sassarese.

La storia

Quando nel settembre 2013, davanti ad una birra, si decide di fondare una squadra di basket i più son scettici. Matteo Fois è all’epoca giocatore del campionato UISP e neanche lontanamente pensa ad un ruolo dirigenziale, tanto meno presidenziale.

Ma la passione per la palla a spicchi è qualcosa di inarrestabile. La New Basket Ploaghe viene creata così, forse per scommessa, forse per sorpresa, ma sicuramente per l’immensa passione per il gioco della pallacanestro.

Fois ha nel dna il basket. La mamma Maria è stata tra le giocatrici delle “Libellule“, come chiamavano le ragazze che nel 1969 furono le protagoniste della nascita della Pallacanestro Ploaghe, tuttora esistente.

L’idea di fiondarsi anche sul basket femminile è opera di un altro tassello importante della New Basket, perché dopo aver allenato (e vinto) la Promozione maschile è Gian Giorgio Cadoni a promuovere un’avventura senza precedenti.

La vittoria in Promozione ha dato grande entusiasmo. Siamo appena al secondo anno di vita dei gialloneri e il rush finale del 2019 consegna i favori del pronostico al Basket 80 Ozieri che chiude prima la regular season. Ma a soli due punti di distanza ecco la New Basket e ecco la vittoria con Macomer, poi quella contro l’Olbia ed eccola lì, la finalissima, ma contro il Sant’Orsola che nell’altra semifinale ha sconfitto Ozieri. Ed eccolo, se mai ci fosse dubbio che l’appetito vien mangiando, il trionfo in finale per 73-60.

Gian Giorgio Cadoni li abbraccia tutti, ma uno più in particolare degli altri. Si chiama Daniele Porqueddu e la loro amicizia è ormai ventennale. Si consultano e confrontano su tutto, i due più volte inventano nuove sfide a basket. L’amicizia pare inscalfibile.

Invece Daniele verrà vinto da un male incurabile in appena 6 mesi. Il colpo per il coach e per l’universo New Basket Ploaghe si farà sentire.

Ma si tradurrà in determinazione. “Tutti e tutte però, anche lassù“.

All’alba del sogno

Siamo nell’epoca pre covid, le offerte di nuove sfide non mancano – dirà Cadoni a IspirazioneSportiva, ma mi son detto che visto il grande gruppo di amici che si è creato, si sarebbe potuto provare anche una creazione di pallacanestro femminile, con la mia esperienza maturata già a Nulvi (altro paesino del sassarese) dove i titoli non sono mai mancati e che alcune ragazze erano già entusiaste di sposare un progetto simile“.

Costruire una squadra da zero rasentava la follia, ecco perché sia Cadoni che Fois si buttarono a capofitto, con i primi acquisti che risposero ai nomi di Valentina Addis, Sara Santoru, Chiara Marini, Federica Brozzu.

Già, quella Federica Brozzu che va a segnare l’ultimo canestro del 2022.

Sì, quella Sara Santoru che da capitano si porterà a casa il titolo 2022.

“Tutte però!”

Ad ogni partita le emozioni sono tante e tutte diverse. Noi non abbiamo mai dato per scontato nulla. Mai sottovalutare l’avversario perché la palla è tonda e può succedere di tutto!“. Così Sara Santoru raccontava l’anteprima dell’annata nella Medikal New Basket, iniziata, alla faccia del Covid (lo sport sarà sempre superiore a tutto) vincendo per 39 a 82 a Nulvi in trasferta. Da quel momento, dalla vittoria numero 1, sarà come sentir la Valchiria di Wagner, perché la regular season si chiuderà con 18 trionfi su 18, con i 21 punti di Laura Pirino ad Assemini, con la peculiarità di avere spesso protagoniste differenti nel tabellino marcatori, o sotto canestro, dove diventa quasi impossibile superare l’arcigna difesa di Chiara Marini e Valentina Addis, passando poi per Giulia Vanacore, playmaker con licenza di dar vita alle accelerazioni che spesso si rivelano fatali per le avversarie, con Ilaria Capece a spiegar basket spesso e volentieri.

Ma raccontare la New Basket singolarmente sarebbe un peccato, perché su tutte a vincere il gruppo, come racconta ancora Santoru: “Io son stata ferma per 10 anni, poi pian piano ho ripreso proprio a Ploaghe, per l’amore verso lo sport e per le belle persone che ho trovato in squadra. Pian piano ho visto come il gruppo cresceva, mai un terzo tempo mancato (il rituale aperitivo post gara), Abbiamo lottato e giocato ogni partita con la testa giusta, abbiamo superato infortuni, covid, gravi lutti senza mai abbassare lo sguardo dal nostro obiettivo. Gian Giorgio Cadoni in questo è stato fondamentale, ci ha creduto per primo, ci ha allenato per dar il nostro meglio e qui si inserisce anche la figura del preparatore atletico Marco Pinna, una leggenda in terra sarda, che ci ha preparato al meglio per poter correre, anche se stremate, nelle ultime partite“.

Finita la regular season è tempo di playoff, al meglio delle 3 gare, ma la New Basket andrà dritta verso l’obiettivo, prima sbarazzandosi di Oristano per 70-27 e 81-23, con Chiara Marini top scorer, poi avendo la meglio su Nulvi per 63-33 e 49-80 in trasferta.

Se prima avevamo un’obiettivo ora abbiamo una certezza, vincere per zia Maria

Una soddisfazione per il presidente Matteo Fois che prepara la finalissima contro il Ferrini Basket Quartu. Purtroppo però, la vita ci insegna le belle favole hanno anche pagine colme di lacrime. Al mattino della finale di gara 2 viene a mancare la mamma del presidente, sconfitta dopo un lunga battaglia. Ma siccome si dice che finché una persona si ha nel cuore non manca mai ecco che l’immaginiamo in tribuna, a far tifo alle sue ragazze, a gioire come tutti per il 70-47 che decreta la New Basket Ploaghe campione della serie C, Federica Brozzu a segnar l’ultimo canestro stagionale, Ilaria Capece a prendersi il titolo di miglior giocatrice, Alessia Sechi, arma fondamentale per vincere, abbracciata dopo l’infortunio che le ha fatto saltare la sfida, Gian Giorgio Cadoni a inserire un nuovo titolo in bacheca.

La New Basket Ploaghe ha perso solo tre quarti nell’arco dell’intera stagione. Semplicemente imbattibili.

Le protagoniste

#0 Laura Pirino

#3 Maria Pilo

#5 Sara Santoru (K)

#6 Chiara Mesina

#9 Federica Brozzu

#10 Giulia Vanacore

#11 Chiara Marini

#13 Alessia Sechi

#15 Ilaria Palma

#16 Federica Pisanu

#18 Valentina Addis

#20 Ilaria Capece

All. Gian Giorgio Cadoni

Vice: Daniele Demurtas

Preparatore atletico: Marco Pinna

Medico sociale: Laura Ponziani

E ora?

E ora sarà tempo di summer camp, perché il vero obiettivo della New Basket è la crescita dei bambini, poi, con uno sguardo rivolto all’indietro si ricorderà la splendida cavalcata delle ragazze imbattibili in giallo e nero.

E sarà ancora New Basket, verso nuove sfide, verso un campionato di Serie B da affrontare con lo stesso spirito, col ricordo di Daniele, della sig.ra Maria, con le grida di Cadoni, con il presidente a far tifo in modalità indemoniata, ma anche divertita.

Ci saranno bimbi che guarderanno le loro mamme giocare, ci saranno incitamenti per un tiro sbagliato e i sorrisi per una tripla, ci saranno quelle carezze come quelle che le mamme donano ai figli, proprio come la palla a spicchi con la retina.

Cose invincibili, come la Medikal New Basket Ploaghe 2021/22.

Dedicata a tutte le persone che hanno donato tempo per realizzare questo pezzo. Ma soprattutto all’amico Matteo.

Tutte e tutti però eh!

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Francesco Fiori

Di Francesco Fiori

Francesco Fiori è un giornalista sardo, classe 1983, con la passione per il racconto dello sport. Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, captò la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l’esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risultò migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane più tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoledì prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda “Hai solo il calcio in testa?” rispondeva “No, anche il ciclismo” e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo “psicopatico sportivo”. Tra gli sport di cui si innamora c’è l’hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da lì altra promessa, qualora arrivi la possibilità di scrivere un articolo, questo sarà su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto più noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale “Sa Bovida” gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilità di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell’immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: “Beh, perché non provi a scriverne uno tu?” Il resto è la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volontà, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l’opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all’esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l’impegno è triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor più sorprendente è la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che è. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo è brutale. Il conto è pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, è di una difficoltà che ad oggi è ancora lontana dall'essere superata. Il resto è storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perché per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perché ora, con IspirazioneSportiva.com, sarà ancor più spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: “Nella vita mai smettere di sognare!”. Anzi, scusate il ritardo! Mail: fcroda@yahoo.it Fb: supermariolemieux pec: francesco.fiori@pecgiornalisti.it