Dicono che il wrestling sia pure finzione, che sia un grande circo dove abili saltatori intrattengono spettatori con colpi più o meno spettacolari.

Beh, alla finzione ci si abitua, in un mondo di reality show, di soap opera, di trucchi e magheggi.

Trucchi e magheggi?

Mi viene in mente una faccia da schiaffi.

Si, proprio lui, proprio quel poster che da anni ha illuminato una stanza che si teneva per le feste tra amici.

Perché lui? Perché l’espressione da truffaldino faceva ridere e in quello che doveva esser finzione faceva anche ridere.

We lie, we cheat, we steal“, (Mentiamo, rubiamo, imbrogliamo) era il motto di questo signore che ha allietato ben più di una volta i nostri sogni tv.

Ed è strano spiegare cosa sia il wrestling. I pignoli potranno declinare lo spettacolo dicendo che è tutto finto, ma dovrebbero spiegare che sport è totalmente vero, tra truffe, doping, imbrogli vari. A chi ama il wrestling non importa nulla della finzione, è un mondo a parte e che piace parecchio.

Ma stiamo divagando, il primo articolo di IspirazioneSportiva doveva esser su Hulk Hogan, primo mito tra i miti, poi invece ecco lui, che arriva di prepotenza col suo compleanno (9 ottobre) e che “frega” di prepotenza il numero 1 all’Hulkster.

Molti hanno già capito di chi si parla, ma io ancora non lo voglio nominare. Ce l’ho contro di lui, ce l’ho a morte contro di lui. Per un semplice motivo.

Ci ha lasciato troppo presto.

Noi adolescenti che nel 2000 smettevamo di fare qualsiasi cosa perché l’appuntamento con Smackdown! era imprescindibile, abbiamo amato qualsiasi scherzo compiuto da questo personaggio, da quando, “Latino Heat” iniziò a corteggiare la masculina Chyna e i suoi occhi dorati.

Avete già intuito chi è e penso sia normale per chi ama il wrestling, ma noi proseguiamo a non nominarlo, pensando a quante battaglie abbia vinto nella vita, non solo nel ring, superando i problemi di alcolismo e di droga che ad un certo punto lo fecero licenziare dalla federazione americana, la WWE.

Il tutto superato con l’arma finale sul ring, la Frog Splash, mossa copiata in onore del compagno di team nelle leghe minori Art Barr, scomparso prematuramente a 28, gettando l’atleta di El Paso Texas nello sconforto.

Ci vuole una faccia da schiaffi per riemergere dagli inferi e il ragazzo non molla mai. In tv, dopo varie faide a Raw (il wrestling si divide in 2 serie tv di pari livello, Raw, show rosso e Smackdown, blu) nello spettacolo blu fa coppia col nipote Chavo, e qua altro indizio, creando i Los Guerreros.

Quante risate, oltre ai titoli, la memoria va ad un quadro con dipinto di Kurt Angle distrutto, o alla sparizione delle medaglie d’oro dell’olimpionico, per arrivare a Big Show spalmato di escrementi, o chiuso in bagno dopo un attacco di diarrea dopo aver assaggiato dei panini “truccati” dal buon Eddie.

E si, e siamo arrivati a nominarlo, Eddie, il buon Eddie “La Raza” Guerrero, atleta che ci ha saputo prendere in giro, facendoci gridare di gioia quando da “buono” ha saputo battere il “cattivo” Brock Lesnar. Tutto un gioco per molti, ma un bellisimo gioco per noi.

Oggi Eddie avrebbe compiuto 53 anni ed invece ai tanti sorrisi che ci ha regalato la sua faccia da schiaffi (cercatelo su you tube e non ve ne pentirete) ci ha lasciato tra le lacrime il 13 novembre 2005, quando un attacco cardiaco lo fece diventare mito tra gli angeli.

Ma i miti non muoiono mai e sappiamo che anche lassù ne stai combinando di belle. Non per finzione, ma per ridere ancora.