Ven. Ago 12th, 2022
Correva l’anno 1991, si giocava con poco ma si giocava bene, con la fantasia a farla da padrone. 


Avevo il vizio di interrompere puntualmente il tg delle 20 perché dovevo sistemare sul tavolo due scatole di scarpe che avrebbe avuto la funzione di porte di calcio, poi tappo di bottiglia di plastica come palla e dieci giocatori “in campo“, dove i prescelti erano dei pupazzi che uscivano con una raccolta di fiabe.
Fiabe? Si, le leggevo quel poco che bastava, a me interessava inserire un nuovo giocatore a sorpresa, quindi Pinocchio era un buon portiere, Soldatino di Piombo una buona ala e addirittura AZ Verde un ottimo attaccante, altro che CR7 nelle statistiche. Così, ciao pace prima della cena perché iniziavo telecronache infinite, alcune delle quali talmente inventate bene che trovavo i miei genitori intenti a capire chi avrebbe vinto e con quale colpo a sorpresa.

Poi però si erano palesemente “frantumati le scatole” perché quel bimbo era una vera rottura. Col detersivo (non mi ricordo quale ma, grazie!) all’epoca in omaggio si aveva una radio a forma di palla di diversi sport e a me era capitata quella di calcio. Era una reliquia, una compagna di giochi che ancora oggi (intesa come radio) non mi lascia mai.
Poi, ecco la tragedia.

Finiti i compiti, una domenica pomeriggio si era liberi di inventare giochi, ma non so il perché e soprattutto che cercavo in radio ecco che dal nulla spunta il gracchiare della voce di Sandro Ciotti. Era in collegamento con Tutto il Calcio Minuto per Minuto ed era l’unica voce che avrei riconosciuto perché la domenica notte era impossibile dormire prima di vedere tutta La Domenica Sportiva.
Ricordo la corsa da un piano all’altro della casa: “Mamma, mamma, l’ho scoperto! Ho scoperto Sandro Ciotti“. 
Ma i miei genitori mica esultarono, anzi, si guardarono come se il figlio avesse trovato qualcosa di pericoloso. E avevano ragione! Da quel momento Tutto il Calcio Minuto per Minuto è divenuto, e lo sarà per sempre, la malattia più bella del mondo.

Da quel giorno i pomeriggi domenicali erano con quadernone per le partite in cui venivano scritti nell’ordine: radiocronisti in collegamento, partite, arbitririsultatimarcatori e colonna del Totocalcio (ho ancora quel quadernone) e guai a saltare il collegamento radiofonico iniziale perché dapprima non si doveva sbagliare il radiocronista e poi subito dopo, ormai a memoria, bastava scrivere stadio e collegamento che alla prima frase sapevo chi raccontava la partita, chi era il poema di una domenica da sogno.
Tutto il Calcio Minuto per Minuto compie gli anni il 10 gennaio, esiste dal 1960 e per quanto lo spezzatino della Serie
A non dà più la magia dei 9 campi in collegamento simultaneamente, lo si ascolta sempre e volentieri, perché ad un uomo ormai grande non va mai tolto quello che ha fatto sognare da piccolo. 
Cambiano le voci e i protagonisti in campo, ma mai cambierà l’emozione di un’interruzione da campo a campo e l’urlo: “reteeeeee!” 
Buon compleanno Tutto il Calcio Minuto per Minuto. 
E grazie. Grazie. Grazie!

Fonte: l’autore Francesco Fiori

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Di Francesco Fiori

Francesco Fiori è un giornalista sardo, classe 1983, con la passione per il racconto dello sport. Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, captò la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l’esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risultò migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane più tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoledì prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda “Hai solo il calcio in testa?” rispondeva “No, anche il ciclismo” e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo “psicopatico sportivo”. Tra gli sport di cui si innamora c’è l’hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da lì altra promessa, qualora arrivi la possibilità di scrivere un articolo, questo sarà su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto più noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale “Sa Bovida” gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilità di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell’immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: “Beh, perché non provi a scriverne uno tu?” Il resto è la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volontà, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l’opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all’esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l’impegno è triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor più sorprendente è la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che è. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo è brutale. Il conto è pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, è di una difficoltà che ad oggi è ancora lontana dall'essere superata. Il resto è storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perché per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perché ora, con IspirazioneSportiva.com, sarà ancor più spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: “Nella vita mai smettere di sognare!”. Anzi, scusate il ritardo! Mail: fcroda@yahoo.it Fb: supermariolemieux pec: francesco.fiori@pecgiornalisti.it