Data di pubblicazione: 27/01/2021
Editore: Libreria Pienogiorno
158 pagine.
Alex Zanardi. Ancora. Ci manca Alessandro da Castel Maggiore, il suo sorriso, la sua ironia, la sua classe, ora che gli hanno anche intitolato il Cavatappi di Laguna Seca dove fulminò Brian Herta con “The Pass“, il sorpasso più bello visto nella Formula Indy.
La nostra biblioteca di Ispirazione Sportiva ha qualsiasi opera su Alessandro Zanardi, a partire da Però, Zanardi da Castel Maggiore, libro prima letto in biblioteca e poi acquistato per averlo sempre a disposizione.
Nel libro Ancora si ripercorre la vita e la carriera di Alex, la sofferenza per la perdita della sorella in un incidente e poi del padre quando è ancora giovane. Ma Zanardi non molla, nel 1992 non ha posto e si vede sorpassare da piloti che hanno una classe infinita minore della sua.
Dopo l’incidente del 2001 scherzando dirà “sono un miscuglio tra la Carrà e Padre Pio. La crono che vince in handbike è a Brands Hatch, circuito che lo vede vincitore anche come pilota. Poi c’è il cuore di Alex, l’impresa commovente con francesco Canali, giornalista colpito dalla SLA e che Zanardi traina a forza di colpi di braccia nella maratona di Parma, dove, al momento del traguardo, scende dalla sua bici speciale e spinge la carrozzina, facendo in modo che Francesco tagli il traguardo prima di lui.
Non capiremo mai i disegni che da lassù ognuno di noi ha. Ma su Alex c’è stato un errore, Alex doveva star ancora qua con noi. Ancora.
Scrive l’autore:
So come mi chiamo?, Domanda ancora una volta l’uomo col camice chinandosi su di me. Diamine, se so chi sono. Mi chiamo Alessandro Zanardi e sono un pilota. Non ho mai smesso di esserlo.
Ciò che rende Alex un simbolo per i nostri tempi non sono solo le sue gesta da pilota e da atleta paralimpico – con quattro ori ai Giochi e otto titoli mondiali – e nemmeno solo il coraggio nell’affrontare le avversità. Ciò che lo rende così amato è l’arte di far sembrare un po’ nostre, anche le sue imprese eccezionali. Una “normalità”, condita dal suo umorismo da eterno ragazzo emiliano, che ha aiutato molti a credere in se stessi, a porsi nuovi insperati traguardi, a mordere la vita sempre, senza lasciarsi vincere dal fatalismo. È a questo Alex che Papa Francesco ha voluto mandare una carezza in forma di lettera, ringraziandolo per aver dato forza a chi l’aveva perduta e aver fatto della disabilità una lezione di umanità. Nell’esistenza di ciascuno ci sono spartiacque. Anche se, come dice Alex, “sono sempre io, con le gambe o senza”, vero è che è la vita che cambia e si deve imparare ad affrontarla in altri modi. Gli spartiacque di Alex sono incisi nella memoria collettiva. Il primo al circuito del Lausitzring, nel settembre 2001 “con la mia vettura che si spezza in due, e io con lei”, è solo il drammatico preludio di ciò che avrebbe saputo trasformare “nella più grande opportunità della mia vita”. Il secondo, nel giugno 2020, è ancor più vivo nel cuore di tutti , come un brivido che risale la schiena: sulle strade della Val d’Orcia, a una curva la sua handbike si scontra con un camion. È l’inizio di una nuova faticosa maratona, la più impegnativa e difficile di sempre. Ma chi lo conosce bene sa che se c’è qualcuno che può affrontare una volta di più questa sfida contro il limite è Alessandro Zanardi da Castel Maggiore. Lui può farlo. Ancora.



