Gio. Giu 13th, 2024

Io immagino che per il paradiso ci sia una lunga scala mobile verso le stelle ma che prima, chi viene a mancare, si ritrova insieme a tutti quelli che trapassano nello stesso giorno.

Un ragazzo di nome Roland sta inseguendo il suo sogno, complicato da morire. Ed è appunto la morte che si aggira nefasta nel weekend più drammatico della Formula Uno, è il 30 aprile 1994.

La Simtek-Ford, numero 32, sta disperatamente inseguendo la possibilità di qualificarsi alla gara. Un salto su un cordolo, poi un altro con irruenza e lo schianto a tutta velocità contro un muro di cemento a causa del distacco parziale dell’alettone anteriore.

Roland, che di cognome fa Ratzenberger, aveva appena 31 anni e si ritrova ad essere “Il morto del giorno prima”.

Che colpa ne ha Roland? Ha inseguito il suo sogno ed è morto per quello. Ma se, risultati alla mano, è una meteora nello sport, mai avrebbe pensato di salire i gradini del cielo in compagnia.

Ehi, Ratzenberger, aspetta, non volerai da solo. Ci sono anche io”, gli venne urlato, e una luce talmente paurosa accecò chiunque nei dintorni, angeli, diavoli, belle persone e persone birichine. Se l’austriaco si aspettava una giornata a lui dedicata, 24 ore dopo un sorriso beffardo gli rigò la faccia.

Dimmi che non è possibile, che ci fai qui tu?” Era la prima volta che dava del tu “A quello lì”. E aggiunse: “Non si può neanche morire in pace che dal nulla uno ti toglie la visibilità?”.

I sorrisi aumentarono, ma Roland fu purtroppo “Il morto del giorno prima” perché 24 ore dopo quello schianto alla curva Villeneuve, curva intitolata ad un altro funambolo del motorismo che già si scaldava le mani lassù.

Finalmente ora l’affronto”disse Gilles-  nel tempio di Imola, nella terra dei sognatori, al Tamburello perché se ne andava il più grande di tutti, Ayrton Senna da Silva.

Alla fine, Roland e Ayrton si ritrovarono insieme, non coperti da un lenzuolo bianco come nella camera mortuaria di Bologna, a pochi centimetri uno dall’altro, la meteora e il tre volte campione, il sognatore e il Messia, tutti e due uniti da un destino che ancora oggi, a 30 anni di distanza, fa un male pazzesco.

Roland fu estasiato dal paradiso, Ayrton in terra aveva vissuto come in un paradiso e guardava ammirato gli occhi dell’austriaco. Le nuvole avrebbero fatto il resto e la pioggia mitigato le lacrime. Sul bagnato il brasiliano non avrebbe chiesto di meglio, almeno avrebbe coccolato ugualmente il povero Roland, la cui unica pecca fu averlo preceduto, e non sia mai di chi voleva la prima posizione in griglia, di sole 24 ore.

Chi muore inseguendo un sogno vivrà in eterno

Di Francesco Fiori

Francesco Fiori è un giornalista sardo, classe 1983, con la passione per il racconto dello sport. Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, captò la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l’esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risultò migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane più tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoledì prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda “Hai solo il calcio in testa?” rispondeva “No, anche il ciclismo” e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo “psicopatico sportivo”. Tra gli sport di cui si innamora c’è l’hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da lì altra promessa, qualora arrivi la possibilità di scrivere un articolo, questo sarà su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto più noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale “Sa Bovida” gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilità di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell’immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: “Beh, perché non provi a scriverne uno tu?” Il resto è la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volontà, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l’opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all’esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l’impegno è triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor più sorprendente è la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che è. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo è brutale. Il conto è pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, è di una difficoltà che ad oggi è ancora lontana dall'essere superata. Il resto è storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perché per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perché ora, con IspirazioneSportiva.com, sarà ancor più spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: “Nella vita mai smettere di sognare!”. Anzi, scusate il ritardo! Mail: fcroda@yahoo.it Fb: supermariolemieux pec: francesco.fiori@pecgiornalisti.it