Lun. Ott 25th, 2021

Donnarumma, Hakimi, Wijnaldum, Sergio Ramos, ma non solo, alla voce “trattative Psg” si trovano anche i nomi di Cristiano Ronaldo, Fabian Ruiz, Theo Hernandez e Eduardo Camavinga, centrale dello Stade Rennais Fc.

I costi? Altissimi.

Ma come, si parte dal problema che ogni squadra ha dimezzato le entrate a causa del Covid e il Psg può spendere liberamente e fiondarsi su qualsiasi giocatore con una forza di mercato che dà il vantaggio di poter proporre qualsiasi prezzo visto che si va a contrattare con società in grossissime difficoltà economiche.

Esempio lampante: Hakimi – Inter.

Hakimi, fonte transfermarkt.it, viene indicato al Psg con una possibilità del 60% e un costo d’acquisto intorno ai 60 milioni.

60 milioni per un laterale devastante come Hakimi?

E l’Inter che possibilità di difesa ha?

Nessuna, ed è così da parecchi anni, da quando Thohir doveva vendere a tutti i costi Mauro Icardi, unico pezzo pregiato prima dell’era Suning, andando poi a scontrarsi con quell’oggetto misterioso chiamato Fair Play Finanziario, virus che infetta i bilanci calcistici e non consegna l’ok alla partecipazione alle coppe.

I bilanci di tutte le squadre, tranne il Psg (ad esser pignoli anche Manchester City, ma hanno appena perso una Champions e si stanno ancora chiedendo i motivi) che continua a fare la voce grossa in un mare di squadre che oggi non hanno la capacità economica di controbattere.

Eppure si diceva che il calcio fosse di tutti, oppure di tutti gli aspiranti Psg, come succedeva nei simulatori di calcio al videogames dove bastava impostare la voce “facile” negli scambi e come per magia la squadra dei sogni si componeva.

Poi, come nella realtà, gli stipendi superavano le entrate e gli introiti per le coppe vinte e appariva sullo schermo una voce bella grossa ed evidenziata: “GAME OVER“, il bilancio era in perdita. Ma non quello del Psg.

Va anche detto che la Ligue 1 non ha l’appeal di Premier League, Bundesliga e Serie A e che se solo il Psg non si crogiolasse sugli allori la potrebbe vincere già a Natale, risvegliandosi poi in primavera e vedendo che cotanta presunzione da numero 1 viene cancellata dal Lille di un grandissimo mister come Galtier e da una squadra di ottimi gregari che ha più fame dei multimilionari.

Il calcio dovrebbe essere del Lilla, dei Leicester, dell’Atalanta, dei giocatori che diventano grandi in squadre affascinanti e ci restano per la passione e per l’attaccamento alla maglia (in ottica fantasisti chiedere a Calhanoglu chi fosse Matthew Le Tissier) e che fanno sognare il tifoso ogni domenica.

Così invece, nel calcio del Psg, dello spezzatino, delle partite in streaming che si interrompono sul più bello, dei procuratori che decidono sulle società non esiste posto per tutti, e il tutti è inteso per i tifosi.

Altro che azionariato popolare.

Di Francesco Fiori

Francesco Fiori è un giornalista sardo, classe 1983, con la passione per il racconto dello sport. Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, captò la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l’esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risultò migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane più tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoledì prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda “Hai solo il calcio in testa?” rispondeva “No, anche il ciclismo” e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo “psicopatico sportivo”. Tra gli sport di cui si innamora c’è l’hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da lì altra promessa, qualora arrivi la possibilità di scrivere un articolo, questo sarà su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto più noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale “Sa Bovida” gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilità di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell’immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: “Beh, perché non provi a scriverne uno tu?” Il resto è la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volontà, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l’opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all’esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l’impegno è triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor più sorprendente è la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che è. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo è brutale. Il conto è pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, è di una difficoltà che ad oggi è ancora lontana dall'essere superata. Il resto è storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perché per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perché ora, con IspirazioneSportiva.com, sarà ancor più spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: “Nella vita mai smettere di sognare!”. Anzi, scusate il ritardo! Mail: fcroda@yahoo.it Fb: supermariolemieux pec: francesco.fiori@pecgiornalisti.it