Data di pubblicazione: 01/01/2020
Editore: Gia
Andrea Coco in Sardegna è un mito. Nel suo libro O’Fro’, l’intercalare cagliaritano che è “un modo apparentemente gentile di rivolgersi a qualcuno” è anche l’autobiografia di un giornalista che ha visto nascere Raitre e il TG3, Videolina, Tuttoquotidiano, passando per il Marabotto, il bar dei ritrovi adolescenziali, ma anche arrivando poi alla trasmissione più bella di sempre: Tutto il Calcio minuto per minuto, quando Coco (che noi abbiamo conosciuto, ammirato e apprezzato di persona al compleanno della stessa trasmissione radiofonica per i 60 anni) era l’inviato niente meno che della Formula Uno di fine anni ’80, l’epoca magica delle quattro ruote.
Nel libro si spazia in qualsiasi passione, dai primi campi da calcio alla f.1 di Senna, passando per Radiolina, Videolina, rally, Motomondiale, mondiali di calcio in Germania e le Olimpiadi. Per noi Andrea Coco aveva già confezionato un regalo per il trentennale della morte di Ayrton Senna (clicca sul nome del pilota per vederlo).
Il libro racconta spezzoni di vita che ci fanno sognare anni d’oro, dove le persone comunicavano a quattr’occhi e non cui oggi in cui tutto è ovattato dalla tecnologia. Andrea Coco si racconta anche per la passione per i motori e noi abbiamo provato a stuzzicarlo proprio nell’epoca in cui nel paddock si era in pochi ma buoni, anzi buonissimi!
Donne e motori innanzitutto, noi cresciuti col mito di Claudia Peroni!
Allora, cominciamo con il primo argomento (visto che l’hai toccato tu con la Peroni). Ai miei tempi (anni 70/80) nel mondo dell’automobilismo sportivo le ragazze più carine secondo me erano Antonella Mandelli (pilota rally), Maria Lechleitner che arrivò in F.1 da Bolzano al seguito del suo mentore Ezio Zermiani per apprendere i primi rudimenti del giornalismo e che oggi è in forza al Tg2 (che conduce spesso) e, anche se ha rinunciato al Lech e si fa chiamare semplicemente Maria Leitner, continua a occuparsi della sua passione, i motori appunto. Collega brava, preparata e serissima oltre che, come detto, molto carina anche oggi. La più bella del reame, però, sempre secondo me, in quegli anni era una meteora tra le navigatrici, la francese Francoise Conconi, copilota di Michelle Mouton, guarda caso la “pilotessa” (termine orrendo) forse non la più bella ma certo la più brava di tutte, di sempre, in assoluto. A proposito di Rally, giusto per chiudere questa parentesi. Il pilota sardo più bravo di tutti in assoluto (lasciando perdere i risultati e la carriera, spesso condizionati da troppi fattori) per me è stato Italo (Bebo) Gasole, cagliaritano. Non lo dico perché sono stato per molti anni il suo navigatore ma proprio perché lo conosco bene, posso affermare che è stato un rallysta unico: velocissimo, intelligente, tattico. Non a caso un certo Attilio Bettega, ai tempi del primo Trofeo A112 Abarth, lo considerava il suo più forte avversario, quello che temeva più di tutti, su asfalto, sterrato, asciutto o bagnato. Non a caso gli aveva regalato la sua coppa di vincitore del rally di Sanremo 1977 dove Gasole e il sottoscritto arrivarono solo secondi alle spalle dei coniugi Bettega per un banale errore di Bebo sul finire di un rally che stavamo (immodestamente mi ci infilo) dominando. Bettega lo considerò pubblicamente il vero vincitore di quella gara mentre Cesare Fiorio, altrettanto pubblicamente affermò durante la premiazione del Trofeo che secondo lui Gasole non aveva avversari almeno sull’asfalto ma che era troppo grande d’età per diventare pilota ufficiale Lancia. Per ulteriori giudizi su questo pilota, ove non bastassero i citati, basterebbe rivolgersi ad altri ex rallysti di prestigio come Gianfranco Cunico, Fabrizio Tabaton, Pierluigi Comelli o Mauro Pregliasco. Dimenticavo: rivolgersi anche a un certo Dario Cerrato che pure conosceva bene Gasole…
Se ti dico tre parole: AYRTON
Il più grande di tutti, in tutti i sensi, di sempre. Per Ayrton in verità mi vengono in mente le sue lacrime durante la conferenza stampa in Giappone 89 dopo che gli avevano rubato un titolo sacrosanto conquistato con le unghie e con i denti. Io ero seduto in prima fila davanti a lui.
VIDEOLINA:
NIKI Grauso, il pretore Ubaldo Crispo, un cancelliere e il sottoscritto appesi ( si fa per dire) su un traliccio della Canonica del Duomo di Cagliari per il dissequestro degli impianti. Poteva essere fine 1976-inizi 77.
TUTTO IL CALCIO:
Il sottoscritto, Enrico Ameri e un tecnico radio per la mia prima radiocronaca ( primo tempo) di Cagliari-inter 1981.
Grazie mille Andrea e ribadiamo, il libro è veramente bello!!!
A presto per altri aneddoti!!! Ti vogliamo bene!!!



