Ven. Giu 12th, 2026

Data di pubblicazione: 01/01/2020

Editore: Gia

Andrea Coco in Sardegna è un mito. Nel suo libro O’Fro’, l’intercalare cagliaritano che è “un modo apparentemente gentile di rivolgersi a qualcuno” è anche l’autobiografia di un giornalista che ha visto nascere Raitre e il TG3, Videolina, Tuttoquotidiano, passando per il Marabotto, il bar dei ritrovi adolescenziali, ma anche arrivando poi alla trasmissione più bella di sempre: Tutto il Calcio minuto per minuto, quando Coco (che noi abbiamo conosciuto, ammirato e apprezzato di persona al compleanno della stessa trasmissione radiofonica per i 60 anni) era l’inviato niente meno che della Formula Uno di fine anni ’80, l’epoca magica delle quattro ruote.

Nel libro si spazia in qualsiasi passione, dai primi campi da calcio alla f.1 di Senna, passando per Radiolina, Videolina, rally, Motomondiale, mondiali di calcio in Germania e le Olimpiadi. Per noi Andrea Coco aveva già confezionato un regalo per il trentennale della morte di Ayrton Senna (clicca sul nome del pilota per vederlo).

Il libro racconta spezzoni di vita che ci fanno sognare anni d’oro, dove le persone comunicavano a quattr’occhi e non cui oggi in cui tutto è ovattato dalla tecnologia. Andrea Coco si racconta anche per la passione per i motori e noi abbiamo provato a stuzzicarlo proprio nell’epoca in cui nel paddock si era in pochi ma buoni, anzi buonissimi!

Donne e motori innanzitutto, noi cresciuti col mito di Claudia Peroni!

Allora, cominciamo con il primo argomento (visto che l’hai toccato tu con la Peroni). Ai miei tempi (anni 70/80) nel mondo dell’automobilismo sportivo le ragazze più carine secondo me erano Antonella Mandelli (pilota rally), Maria Lechleitner che arrivò in F.1 da Bolzano al seguito del suo mentore Ezio Zermiani per apprendere i primi rudimenti del giornalismo e che oggi è in forza al Tg2 (che conduce spesso) e, anche se ha rinunciato al Lech e si fa chiamare semplicemente Maria Leitner, continua a occuparsi della sua passione, i motori appunto. Collega brava, preparata e serissima oltre che, come detto, molto carina anche oggi. La più bella del reame, però, sempre secondo me, in quegli anni era una meteora tra le navigatrici, la francese Francoise Conconi, copilota di Michelle Mouton, guarda caso la “pilotessa” (termine orrendo) forse non la più bella ma certo la più brava di tutte, di sempre, in assoluto. A proposito di Rally, giusto per chiudere questa parentesi. Il pilota sardo più bravo di tutti in assoluto (lasciando perdere i risultati e la carriera, spesso condizionati da troppi fattori) per me è stato Italo (Bebo) Gasole, cagliaritano. Non lo dico perché sono stato per molti anni il suo navigatore ma proprio perché lo conosco bene, posso affermare che è stato un rallysta unico: velocissimo, intelligente, tattico. Non a caso un certo Attilio Bettega, ai tempi del primo Trofeo A112 Abarth, lo considerava il suo più forte avversario, quello che temeva più di tutti, su asfalto, sterrato, asciutto o bagnato. Non a caso gli aveva regalato la sua coppa di vincitore del rally di Sanremo 1977 dove Gasole e il sottoscritto arrivarono solo secondi alle spalle dei coniugi Bettega per un banale errore di Bebo sul finire di un rally che stavamo (immodestamente mi ci infilo) dominando. Bettega lo considerò pubblicamente il vero vincitore di quella gara mentre Cesare Fiorio, altrettanto pubblicamente affermò durante la premiazione del Trofeo che secondo lui Gasole non aveva avversari almeno sull’asfalto ma che era troppo grande d’età per diventare pilota ufficiale Lancia. Per ulteriori giudizi su questo pilota, ove non bastassero i citati, basterebbe rivolgersi ad altri ex rallysti di prestigio come Gianfranco Cunico, Fabrizio Tabaton, Pierluigi Comelli o Mauro Pregliasco. Dimenticavo: rivolgersi anche a un certo Dario Cerrato che pure conosceva bene Gasole…

Se ti dico tre parole: AYRTON

Il più grande di tutti, in tutti i sensi, di sempre. Per Ayrton in verità mi vengono in mente le sue lacrime durante la conferenza stampa in Giappone 89 dopo che gli avevano rubato un titolo sacrosanto conquistato con le unghie e con i denti. Io ero seduto in prima fila davanti a lui.

VIDEOLINA:

NIKI Grauso, il pretore Ubaldo Crispo, un cancelliere e il sottoscritto appesi ( si fa per dire) su un traliccio della Canonica del Duomo di Cagliari per il dissequestro degli impianti. Poteva essere fine 1976-inizi 77.

TUTTO IL CALCIO:

Il sottoscritto, Enrico Ameri e un tecnico radio per la mia prima radiocronaca ( primo tempo) di Cagliari-inter 1981.

Grazie mille Andrea e ribadiamo, il libro è veramente bello!!!

A presto per altri aneddoti!!! Ti vogliamo bene!!!

Di Francesco Fiori

Francesco Fiori è un giornalista sardo, classe 1983, con la passione per il racconto dello sport. Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, captò la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l’esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risultò migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane più tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoledì prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda “Hai solo il calcio in testa?” rispondeva “No, anche il ciclismo” e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo “psicopatico sportivo”. Tra gli sport di cui si innamora c’è l’hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da lì altra promessa, qualora arrivi la possibilità di scrivere un articolo, questo sarà su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto più noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale “Sa Bovida” gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilità di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell’immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: “Beh, perché non provi a scriverne uno tu?” Il resto è la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volontà, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l’opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all’esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l’impegno è triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor più sorprendente è la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che è. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo è brutale. Il conto è pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, è di una difficoltà che ad oggi è ancora lontana dall'essere superata. Il resto è storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perché per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perché ora, con IspirazioneSportiva.com, sarà ancor più spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: “Nella vita mai smettere di sognare!”. Anzi, scusate il ritardo! Mail: fcroda@yahoo.it Fb: supermariolemieux pec: francesco.fiori@pecgiornalisti.it