San Siro, icona romantica e italiana, luogo dove sogni e speranze vengono vissuti in 90 minuti, dove non esiste ceto sociale quando arriva il gol. Dove però oggi non esistono più certezze, tra squadre di club di proprietà di fondi e nessuna bandiera a calcare lo storico manto erboso.
Gianfelice Facchetti racconta C’era una volta a San Siro, vita calci e miracoli, con prefazione di Luciano Ligabue.
Il libro, scritto nel 2021, si apre così:
“Che sarà di San Siro? Le società di Milan e Inter, cittadini, comitati, e istituzioni s’interrogano e si scontrano sul suo futuro: rinnovare la Scala del Calcio italiano o ricostruire uno stadio più funzionale? Difficile rispondere, soprattutto dopo che la pandemia, oltre alle nostre vite, ha stravolto anche il pallone, con porte chiuse e conti in rosso.
C’era una volta a San Siro ci invita allora a riguardare il film di ciò che è successo, ricordando protagonisti e prodigi compiuti grazie alla santa alleanza tra spalti e campo. Riavvolgendo il nastro dell’epopea, davanti agli occhi di San Siro vediamo sfilare protagonisti celebrati e dimenticati, derby rosso-nerazzurri, fratelli di campo e fratelli di sangue, gol indimenticabili e gol annullati, notti azzurre, notti magiche o da incubo.
Tanti i campioni e gli squadroni cui San Siro ha impresso il marchio dell’immortalità: l’attuale padrone di casa Peppino Meazza e il Grande Torino, il Milan di Rocco e l’Inter di Herrera, Gigi Riva e Pelé, gli olandesi di Sacchi e i tedeschi di Trapattoni, capitan Maldini e capitan Zanetti, Maradona, Totti, Baggio e Del Piero. Ma San Siro siamo anche noi, tifosi che dopo quasi un secolo siamo ancora ai piedi della cattedrale del pallone, confessandole i nostri affanni sottovoce, cantando o gridando, trasfigurandoli in emozioni.
Rinnovando amore e fedeltà di anno in anno con un anello – primo, secondo o terzo non fa differenza.
Nelle parole di Gianfelice Facchetti, figlio del grande Giacinto e straordinario narratore di sport, la Storia con la S maiuscola si intreccia alle nostre vite e alle nostre passioni. Perché San Siro è la nostra storia”.
Con la speranza che San Siro ci sia sempre e che il libro non si trasformi in un C’era una volta San Siro.






