Ven. Ago 12th, 2022

Il libro che presenta oggi IspirazioneSportiva.com ha un qualcosa di leggendario. Intanto la prestigiosa firma, quella di Rino Negri, giornalista italiano che ha seguito qualcosa come 42 Giri d’Italia, 39 Tour de France e centinaia di altre competizioni ciclistiche. Il tutto con la possibilità di essere grande amico del Campionissimo: Fausto Coppi.

Il libro s’intitola appunto “Un uomo solo” riprendendo la storia narrazione radiofonica di Mario Ferretti che durante l’incredibile tappa Cuneo-Pinerolo, con ben 192 km di fuga solitaria di Coppi raccontò così l’arrivo: “Un uomo solo al comando, la sua maglia è biancoceleste, il suo nome è Fausto Coppi“.

Questo libro è il grande omaggio verso il più grande campione che l’Italia abbia mai avuto, attraverso i ricordi del dualismo con Gino Bartali, con la Nazione spaccata in due per il tifo in uno sport che durante il Giro batteva il calcio per importanza.

Coppi e Bartali non hanno potuto invecchiare insieme, col Campionissimo deceduto il 2 gennaio 1960, per una malaria non riconosciuta in Italia mentre il suo compagno di caccia, Geminiani, veniva curato e salvato in Francia con del banale chinino che da noi si poteva acquistare anche in tabaccheria (il famoso Chinino dello Stato).

La prematura scomparsa potè accrescere il mito di Fausto Coppi che ancora oggi riecheggia nel ciclismo, con Bartali e Magni fantastico trio e subito dopo le leggende di Binda e Girardengo.

Il libro però ha un qualcosa di speciale. Ha all’interno i capitoli “Adesso parla Coppi” dove il campione si racconta a Rino Negri dando consigli e spiegando la sua carriera, tra cadute, infortuni, inseguimenti e vittorie.

Presenti anche numerose fotografie, anche private, che descrivono come un Coppi riservato, simpatico e vincente, col perenne confronto con “Ginettaccio”, dualismo unico per trionfi.

Fausto, qual è il tuo commento alla clamorosa vittoria del Tour di Bartali? La risposta di Coppi: “Io non c’ero!“.

Remo Zanazzi lo racconta così: “Al Giro d’Italia del ’50 Coppi cade a Primolano incrinandosi il bacino. Tutta la Bianchi si ferma sperando possa ripartire, noi ci scateniamo perché non ci riprenda. Ad un certo punto l’avvocato Ambrosini, direttore di corsa, ci dice che Fausto era stato portato all’ospedale. Qualcuno nel gruppo ha urlato “Insistere, insistere, perché se quello esce dall’ospedale ci viene a prendere quando vuole!

Di Francesco Fiori

Francesco Fiori è un giornalista sardo, classe 1983, con la passione per il racconto dello sport. Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, captò la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l’esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risultò migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane più tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoledì prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda “Hai solo il calcio in testa?” rispondeva “No, anche il ciclismo” e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo “psicopatico sportivo”. Tra gli sport di cui si innamora c’è l’hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da lì altra promessa, qualora arrivi la possibilità di scrivere un articolo, questo sarà su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto più noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale “Sa Bovida” gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilità di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell’immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: “Beh, perché non provi a scriverne uno tu?” Il resto è la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volontà, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l’opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all’esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l’impegno è triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor più sorprendente è la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che è. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo è brutale. Il conto è pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, è di una difficoltà che ad oggi è ancora lontana dall'essere superata. Il resto è storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perché per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perché ora, con IspirazioneSportiva.com, sarà ancor più spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: “Nella vita mai smettere di sognare!”. Anzi, scusate il ritardo! Mail: fcroda@yahoo.it Fb: supermariolemieux pec: francesco.fiori@pecgiornalisti.it

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