Mar. Mar 9th, 2021

Dal sito news.superscommesse.it scrive così Francesco Fiori:

Il calcio moderno è il riassunto d’una gioventù che non ha sogni. Dazn, Sky, gare il venerdì, il sabato, il lunedì insomma un pasticcio. Ma perché? Perché spiegare il sogno della contemporaneità delle partite sembra qualcosa di fiabesco? Io sono cresciuto nell’epoca in cui si giochicchiava con la radiolina la domenica pomeriggio per incontrare Sandro Ciotti. Incontrare, si, perché la sua voce è leggenda e questo pezzo deve spiegarne il motivo. “Quella che ho tentato di chiudere è stata la mia ultima radiocronaca, soltanto dieci secondi per dirvi un grazie affettuoso a tutti gli spettatori, mi mancheranno!“: in maniera così stringata e semplice The Voice appendeva il microfono al chiodo di “Tutto il calcio minuto per minuto”, era il 12 maggio 1996 e si era appena conclusa Cagliari-Parma.

Chi crede che Sandro Ciotti fosse solo un radiocronista sportivo si sbaglia di grosso. La sua esagerata cultura lo ha fatto eccellere in tutte le sue passioni, dallo sport alla musica, il primo amore di Sandro che a 5 anni già suona il violino e gioca a pallone. Ciotti nasce il 4 novembre 1928 a Roma, figlioccio di Trilussa, poeta, scrittore e giornalista famoso per le composizioni in romanesco, apprende dal padrino di battesimo l’arte ironica e la propensione verso il mondo radiofonico e televisivo. In radio esordisce nel 1954 e quattro anni dopo diventa conduttore assieme a Lello Bersani di Ciak, prima trasmissione dedicata al cinema. Nel 1960 racconta i Giochi Olimpici di Roma accanto a leggende del giornalismo italiano del calibro di Adriano DezanNando MartelliniEnrico Ameri e Sergio Zavoli, mentre in tv il palcoscenico è di Paolo Valenti. La voce, ancora non roca, di Ciotti, fa il suo esordio in una gara di hockey su prato, quando solo il suo grande talento lo fa sviare tra i nomi incomprensibili della partita India-Pakistan. Il 10 gennaio 1960 nasce poi il programma che cambierà le domeniche degli italiani, con la prima messa in onda di Tutto il Calcio minuto per minuto.

ciotti

Con Tutto il Calcio arrivano i collegamenti con 4 campi, con Ameri prima voce, poi Ciotti, Claudio Ferretti e Alfredo Provenzali in Serie A, mentre Ezio Luzzi interviene per la Serie B. Nasce così la rivalità del duo Ciotti-Ameri, qualcosa di paragonabile a Coppi-Bartali. E’ un altro calcio, dove giornalisti e calciatori diventano protagonisti della tv e radio italiana, senza vincoli o ostacoli per un’intervista, con Ciotti che tra i protagonisti della massima diventa amico dello sfortunato Agostino Di Bartolomei. Sandro però è anche musica, nel 1967 è il primo a dare l’annuncio della morte di un altro suo grande amico, Luigi Tenco, smentendo da subito l’ipotesi del suicidio del cantautore dichiarando di aver dormito nella stanza accanto e di non aver udito nessuno sparo.

Sono i Giochi Olimpici del 1968 in Messico a causare a Ciotti un’edema alle corde vocali, dopo una diretta di ben 14 ore consecutive sotto la pioggia. La paura iniziale di non poter più tornare al microfono diventa invece la creazione di The Voice, timbro vocale che lo fa riconoscere immediatamente tanto che il giornalista può permettersi anche di scherzarci sopra, rispondendo al telefono: “Chi vuoi che sia? Sophia Loren?“.

ciottiLe 40 americane senza filtro fumate da Ciotti in una giornata aumentano il timbro, ma la classe è innata, il linguaggio ironico lo fa imperversare ovunque, dal Canzoniere del 70′ a frasi passate alla storia radiofonica come “Clamoroso al Cibali”, in coabitazione con Ameri, o per un rigore negato a Riva: “Ha diretto Lo Bello davanti a 80.000 testimoni“.Ameri più Ciotti è la sintesi perfetta del giornalismo. Il primo con linguaggio scorrile e voce melodica, il secondo con mix di ironia e cultura spaventosa, tanto da inventare termini poi rimasti nel calcio narrato. Completamente diversi i due, sposato il primo, single e lupo solitario il secondo, con Ameri che preparava le partite e Ciotti che invece arrivava allo stadio pochi secondi prima dell’evento, quasi fosse una cosa di tutti i giorni, senza ansia.La malinconia non viene mai nascosta da Ciotti che solo in tarda età si rammarica di non aver creato una famiglia con dei figli e quando s’incontra con gli amici le partite a carte e biliardo diventano interminabili.

Ciotti è anche tv. Conduce la Domenica Sportiva ed è lui a scrivere una pagina di storia con il triste annuncio in diretta della morte di Gaetano Scirea, notizia data con classe nonostante la gravità dell’accaduto. Alla DS resta fino al 1993, quando diventa prima voce di Tutto il Calcio minuto per minuto col pensionamento di Enrico Ameri. Il “letterato prestato allo sport” si congeda 3 anni dopo. In carriera vanta 40 Festival di Sanremo narrati, 14 Olimpiadi, 9 Tour de France e oltre 2.400 partite di calcio. Sandro Ciotti ci lascia a 75 anni il 18 luglio 2003, ormai 15 fa, ma il suo timbro di voce che ha fatto innamorare tanti resta unico e indelebile, tanto da non abbandonare mai la radio e lo sport.

Francesco Fiori

Fonte: news.superscommesse.it

Una voce, roca, sola al comando: Sandro Ciotti

Il libro di Riccardo Cucchi “Radiogol” ha un intero capitolo, splendido, dedicato a Sandro Ciotti: “Caro Sandro, non mi hai mai perdonato di non sapere giocare a scopone”.

Inizia così una splendida lettera dedicato al mito del microfono, un personaggio che a vissuto a sé, con le sue regole e i ritmi che difficilmente erano sopportabili.

Al contrario di Ameri, per Ciotti l’arrivo allo stadio era pochi minuti prima dell’evento, e se il buon Enrico si trovava già con cronometro, blocchetto e almeno tre penne, così come Cucchi, per Sandro era giusto importante trovare un foglietto per le azioni salienti, poi entrava in gioco la memoria, impressionante, che a braccio faceva ricordare ogni minimo istante di gioco, raccontato poi in una maniera unica e dai neologismi unici.

Riccardo Cucchi racconta poi le serate complicate nel mantenere i ritmi che lo scapolo Ciotti imponeva, far l’alba a forza di rivincite “costringeva” quasi a far vincere Sandro, altrimenti sarebbe stato complicato andar via dal suo appartamento di Piazza della Libertà.

Tutto il Calcio minuto per minuto era la forza di Ciotti perché qui trovava il suo “Coppi”, ammesso fosse lui “Bartali”, quando con Enrico Ameri si divideva la palma del numero uno, non senza incidenti di percorso come quando “The Voice” intervenendo per segnalare un 3-0, venne apostrofato da Ameri così: “Ma si può essere più coglioni di così?“.
Apriti cielo. L’incidente, davanti a tutta Italia, venne sanato giorni dopo, quando le dimissioni presentate il lunedì non furono accettate da Guglielmo Moretti e Claudio Ferretti riuscì a far fare la pace ai due.

Come Pizzul, Ciotti è stato sfortunato nei Mondiali, raccontando l’errore di Baggio nel 1994 a Pasadena, ma anche il non esultare da campione del mondo ha mai intaccato l’esser leggenda, portare timore nei colleghi che osavano interromperti, come nel maggio 1981 accadde a Giancarlo Degl’Innocenti che andò nel pallone così:

Pronto Ameri?”
“Si, sono Ciotti, vai”
“Pronto Ameri, Degl’Innocenti da Modena. E’ passata in vantaggio la Pistoiese sul Cagliari ed ha marcato Chimenti. Pistoiese-Cagliari quindi 1-0, ti ripasso la linea“.

E subito dopo:
Scusa Ameri, scusa Ameri”
“Sì, sono sempre Ciotti”
“Ameri scusa…”
“Sono sempre Ciotti”
“Scusami Ciotti…sono Ciotti…mmmh…sono Degl’Innocenti da Pis…da Modena”
“Cerchiamo di capire chi siamo sennò andiamo male, eh”, la stroncatura di Ciotti ad un collega che proprio non voleva saperne di azzeccare il suo nome“.

Magie della radio.

Ultimo pensiero, Sandro Ciotti mi ha fatto innamorare della radio e di Tutto Il Calcio Minuto per Minuto. E non è poca cosa.

Francesco Fiori

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Di Francesco Fiori

Francesco Fiori è un giornalista sardo, classe 1983, con la passione per il racconto dello sport. Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, captò la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l’esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risultò migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane più tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoledì prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda “Hai solo il calcio in testa?” rispondeva “No, anche il ciclismo” e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo “psicopatico sportivo”. Tra gli sport di cui si innamora c’è l’hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da lì altra promessa, qualora arrivi la possibilità di scrivere un articolo, questo sarà su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto più noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale “Sa Bovida” gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilità di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell’immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: “Beh, perché non provi a scriverne uno tu?” Il resto è la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volontà, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l’opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all’esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l’impegno è triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor più sorprendente è la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che è. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo è brutale. Il conto è pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, è di una difficoltà che ad oggi è ancora lontana dall'essere superata. Il resto è storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perché per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perché ora, con IspirazioneSportiva.com, sarà ancor più spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: “Nella vita mai smettere di sognare!”. Anzi, scusate il ritardo! Mail: fcroda@yahoo.it Fb: supermariolemieux pec: francesco.fiori@pecgiornalisti.it

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