Lun. Set 20th, 2021

Hamilton braccato dalla furia Verstappen. Un film già visto in passato, quando una nuova era invade la formula uno

Correva l’anno 1984, Niki Lauda sognava il tris iridato, questa volta con la Mclaren dopo i 2 vinti con la Rossa. Aveva già 35 anni quando di prepotenza arrivò un nuovo prototipo di pilota, più ragioniere che spericolato: Alain Prost, anni 29 e da 4 nel circus iridato.

Non fu mai una guerra fratricida tra Lauda e Prost, con l’austriaco più furbo del francese e Alain più marpione. E’ l’anno che vede un rocambolesco gp di Monaco interrotto per pioggia, quando la gara, guidata da Prost, viene interrotta su suggerimento del francese che ha alle sue spalle un aereo dal casco giallo che sotto l’acqua sta volando. Prost pensa “meglio una gallina oggi che un uovo domani”, meglio una vittoria oggi che domani… così tra le polemiche vince ma la sorte vuole che i punteggi vengano dimezzati perché la gara non è stata completata.

Ecco, Prost perderà quel mondiale con Lauda per 0,5 punti, il margine più risicato della storia della Formula Uno. Per il vecchio Lauda tris iridato e voglia di appendere il casco al chiodo, cosa che avverrà in un anonimo 1985.

La storia che vede oggi la sfida tra Hamilton e Verstappen è un remake di quanto storicamente ci ha offerto la formula uno.

Lo stesso Prost, a 33 anni, nel 1988 consiglia a Ron Dennis un buon pilota come compagno di squadra per detronizzare Piquet campione in carica. L’unico problema è che quel pilota che vedeva in Alain una sorta di mito (agli inizi sia chiaro) ha talento da vendere. Si son conosciuti di botto per inaugurare il nuovo Nurburgring in una gara per sole Mercedes che quel pilota prima chiede a Prost tante informazioni sul circuito e poi li batte tutti: si chiama Ayrton da Silva, Senna.

Oggi, dice Prost, non consiglierebbe mai a Dennis di ingaggiare il brasiliano, che al primo colpo vince il mondiale e sposta su di sé le attenzioni del box. Forse Prost sottovaluta il pericolo o forse pensa di essere nettamente più bravo di Senna ma tant’è che il vecchio leone ora è sfidato da un pilota di 5 anni più giovane.

Quello stesso pilota, divenuto leggenda, che si scontra fisicamente in un gp di Francia con un astro nascente dalla faccia tosta. E’ ora Senna a fiutare l’arrivo di un nuovo leone che, dopo la ramanzina e la gara sospesa, rifà stessa mossa e lo caccia sulla sabbia. Non è che non abbia capito niente, è che quel trono da numero 1 è solo per un unico pilota: Michael Schumacher, anni 25 quando Senna affronta il mondiale 1994 a 34 anni.

La Formula Uno è una lunga tradizione che oggi ha perso molto del suo fascino pericoloso. Il destino purtroppo ci ha negato la sfida Senna-Schumi e ne Damon Hill e ne Mika Hakkinen hanno regalato scontri epocali, ci hanno provato, con diverso esito Villeneuve e Montoya e per un po’ ci siamo divertiti.

Si è divertito di meno il Kaiser Schumi che a 37 anni vuole ancora la gloria ma dal cilindro di Flavio Briatore spunta un altro talento dal carattere esuberante, ha 25 anni proprio come il tedesco quando sfidava Ayrton e si chiama Fernando Alonso. Vince 2 mondiali consecutivi poi si vende male e da quei 2 titoli non si muove. Un vero peccato.

Alonso, da numero uno, guida il post Schumi convinto di esser il più forte ma ad appena 26 anni va a sbattere contro un fenomeno di 22 anni che catalizza su di sé il cuore di Ron Dennis: si chiama Lewis Hamilton ed è destinato ad avere numeri da primato assoluto.

Hamilton a differenza di Alonso si sa vendere benissimo, passa dalla Mclaren alla Mercedes quando questa ancora non è la monoposto mangia mondiali, resta indifferente al poker Vettel-Red Bull poiché convinto sia la macchina e non il pilota a far la differenza poi ecco che la storia si ripete, e a spuntar dal nulla è un olandese di 24 anni che oggi sfida il britannico che di anni ne ha 36, si chiama Max Verstappen ed è appena entrato in collisione con Lewis in Inghilterra. Da primo in classifica, da pilota che una volta che ha assaporato la gloria della cima della classifica non vuol più scendere.

Ed è la storia che si ripete.

E lasciateli sfidare senza penalità!!!

Fonte: l’autore Francesco Fiori

Di Francesco Fiori

Francesco Fiori è un giornalista sardo, classe 1983, con la passione per il racconto dello sport. Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, captò la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l’esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risultò migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane più tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoledì prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda “Hai solo il calcio in testa?” rispondeva “No, anche il ciclismo” e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo “psicopatico sportivo”. Tra gli sport di cui si innamora c’è l’hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da lì altra promessa, qualora arrivi la possibilità di scrivere un articolo, questo sarà su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto più noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale “Sa Bovida” gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilità di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell’immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: “Beh, perché non provi a scriverne uno tu?” Il resto è la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volontà, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l’opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all’esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l’impegno è triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor più sorprendente è la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che è. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo è brutale. Il conto è pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, è di una difficoltà che ad oggi è ancora lontana dall'essere superata. Il resto è storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perché per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perché ora, con IspirazioneSportiva.com, sarà ancor più spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: “Nella vita mai smettere di sognare!”. Anzi, scusate il ritardo! Mail: fcroda@yahoo.it Fb: supermariolemieux pec: francesco.fiori@pecgiornalisti.it