Mar. Mar 9th, 2021

E’ il Verona di Juric la silenziosa sorpresa di questa Serie A. Ben più dell’Atalanta di Gasperini, ormai abituata ai piani alti del massimo campionato calcistico italiano.

La banda di Juric, tecnico perennemente sottovalutato e guarda caso, allievo di Gasperini, ha la miglior difesa della A, è riuscita a non deprimersi dopo il gol lampo di Lozano (8 secondi) e ribaltare una partita poi vinta per 3-1, mettendo in mostra un grande Zaccagni e un ottimo Dimarco, terzino classe 1997 in piena maturazione.

ILICIC

Qua bisogna ammetterlo, siamo un pochino di parte per Josip Ilicic e per la simpatia che trasmette vederlo gioire in campo. Certo, non la pensa così Kessie che prima gli rifila una gomitata e poi vede il gioiello della Dea segnare il rigore che conclama una vittoria per 3-0 che è l’ennesima perla di questa fiaba chiamata Atalanta. Gongola il Gasp che esce nettamente vincitore nello scontro con il Papu Gomez, lato negativo del pianeta bergamasco, si gode Muriel e Zapata e continua a sognare, senza mettersi limiti.

MILAN

Il Milan si riscopre Calha-dipendente, con un Ibra troppo solo e male ispirato dal povero Meité alla prima, e forse ultima, prova da trequartista. Il derby di coppa nella giornata di martedì potrebbe essere benzina, o per alimentare il fuoco di passione verso lo scudetto o far danni all’integrità morale di una squadra che, comunque vada, è quella che più a migliorato il girone di andata dello scorso anno e che nonostante i brutti stop con Juve e Atalanta guarda tutti dall’alto. Theo Hernandez guida le stelle di questo primo giro di campionato, con la capolista che si attende anche i guizzi di Mandzukic.

CONTE

Perennemente insoddisfatto è Antonio Conte e la sua Inter. A detta di tutti la favorita del campionato ecco che i nerazzurri ogni volta che devono affondare per il sorpasso in classifica si perdono in errori sul campo (Lautaro), recriminazioni arbitrali (fallo di Arslan, già ammonito e poi sostituito, su Lukaku) fino allo sfogo con crisi di nervi contro l’arbitro Maresca. Mettiamo poi le voci, fondate o no, di crisi societaria, vendita, pagamento di Hakimi, ormai tutto ciò che ruota intorno ai nerazzurri viene preso come bersaglio e ingigantito all’impossibile. L’andata però ha messo in mostra Bastoni e Barella, gioielli che il Mancio in Nazionale si coccola alla grande.

MCKENNIE

La Juve si coccola il suo maghetto risolutore, Weston McKennie, che a 22 anni si rivela l’arma in più del centrocampo di Pirlo. Fan di Harry Potter l’americano eguaglia Bradley come miglior marcatore a stelle e strisce in Serie A e si merita il 7.5 in pagella de La Gazzetta dello Sport con seguente motivazione: “Dove sarebbe la Juve senza questo marine? Un gol, una parata impossibile di Skorupski, occasioni, ripartenze, chiusure. Leader

Pirlo così rende meno amaro un girone di andata che, ambiente bianconero abituato al dominio, lo vede a quota 36 punti, meno 7 punti dalla vetta e con una partita in meno. In pratica per lo scudetto c’è anche la Vecchia Signora.

NAPOLI

Chi vive di emozioni, salti di gioia e tonfi depressi è il Napoli di Gattuso, uscito tramortito dal già citato mago Juric e una fatal Verona che non si incanta al gol velocissimo di Lozano e fa perdere ulteriori certezze ai partenopei. A scriverla con una battuta ci viene in mente Oronzo Canà che per giustificare una sconfitta della sua Longobarda contro la Roma per 5-1 disse: “E’ colpa del gol a freddo – poi al giornalista Ceretti che gli fa notare che il vantaggio è stato dei suoi – appunto, a freddo perché noi eravamo freddi e loro caldi e incazzéti…“.

SERIE B

Ad oggi la serie tanto cara ad Ezio Luzzi di Tutto il Calcio Minuto per Minuto vedrebbe ai nastri di partenza 2021/22 Crotone, Parma e Cagliari, col Toro a pari punti con i sardi e a meno 4 dalla zona “respiro” dove Udinese, Genoa e Spezia cercano di mantenere lo stato di allerta sul pericolo discesa nei cadetti.

Il Crotone neopromosso può sperare nella vena realizzativa di Simy, quota 7 gol e unico valido terminale offensivo dei suoi, mentre Parma e Cagliari stanno subendo un involuzione preoccupante. I parmigiani di D’Aversa hanno 15 punti in meno dello scorso anno, hanno vinto solo 2 gare su 19 e, mancando di un reale bomber, possono sperare solo sulla geometria di Kucka e sull’intermittenza di Gervinho.

Il Cagliari merita un capitolo a parte. I nomi, Nainggolan, Godin, Joao Pedro, Simeone, potrebbero far ipotizzare ad un piazzamento Uefa invece di un tristissimo terz’ultimo posto. In rossoblù sembra sia spenta la spia della ferocia che il buon Di Francesco, per quanto sia un buon tecnico, proprio non riesce ad accendere.

Di Francesco Fiori

Francesco Fiori è un giornalista sardo, classe 1983, con la passione per il racconto dello sport. Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, captò la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l’esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risultò migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane più tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoledì prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda “Hai solo il calcio in testa?” rispondeva “No, anche il ciclismo” e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo “psicopatico sportivo”. Tra gli sport di cui si innamora c’è l’hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da lì altra promessa, qualora arrivi la possibilità di scrivere un articolo, questo sarà su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto più noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale “Sa Bovida” gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilità di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell’immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: “Beh, perché non provi a scriverne uno tu?” Il resto è la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volontà, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l’opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all’esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l’impegno è triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor più sorprendente è la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che è. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo è brutale. Il conto è pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, è di una difficoltà che ad oggi è ancora lontana dall'essere superata. Il resto è storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perché per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perché ora, con IspirazioneSportiva.com, sarà ancor più spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: “Nella vita mai smettere di sognare!”. Anzi, scusate il ritardo! Mail: fcroda@yahoo.it Fb: supermariolemieux pec: francesco.fiori@pecgiornalisti.it