Mar. Mar 9th, 2021

Ispirazione Sportiva oggi racconta Jimmy Hill, calciatore, presidente, conduttore tv, in pratica tutto, per il calcio inglese che dopo le sue idee è diventato lo show che conosciamo oggi.

James William Thomas Hill nasce a Balham, Londra, il 22 luglio 1928, il pallone segna la sua vita iniziando come dilettante nel Brentford nel 1949 con una paga di 7 sterline a settimana, cui vi aggiungeva la vendita di lampadine in estate e facendo anche lo spazzacamino. Il Fulham lo chiama nel 1952, ammaliata dal suo carisma e da una mente pensante ben oltre i confini degli anni 50.

Si deve a Jimmy Hill l’abolizione del tetto salariale nelle squadre di calcio (massimo 20 sterline), leader sindacale che riesce a ottenere la libertà di un giocatore alla fine del suo contratto ed è lui a proporre e ottenere i tre punti per la vittoria nelle partite.

Nel Fulham è principalmente un attaccante ma durante la sua carriera gioca in tutti i ruoli, tranne portiere, perché dove c’è bisogno c’è Jimmy Hill.

Con i Cottagers segna 41 gol in 277 partite (5 in una sola partita contro il Doncaster Rovers) ma non è come calciatore che farà la storia, Hill inizia a cambiare il calcio inglese da quando nel 1956 viene nominato presidente dell’Associazione dei calciatori professionisti.

La carriera calcistica s’interrompe nel 1961 per un infortunio al ginocchio, ma è solo il calcio giocato a perdere Hill, il meglio deve ancora arrivare.

Hill consegue la qualifica di allenatore ad appena 24 anni, quando era ancora un giocatore del Fulham.

Il Coventry lo nomina manager ad appena 33 anni e appena Hill accetta pretende solo giocatori sotto i 25 anni, usa metodi innovativi come allenatore che pretende oltretutto di essere chiamato per nome piuttosto che capo, sostiene l’introduzione della pausa invernale, una creazione di una super league e partite infrasettimanali e notturne e almeno una in tv e in diretta almeno il venerdì sera, un genio che dal futuro fa un salto negli anni 60.

La sua squadra risale dal fondo della terza divisione sino alla massima serie ma alla seconda promozione per Jimmy Hill ci sono le sirene della tv, oltre al mancato rinnovo che lui aveva richiesto per una durata di 10 anni.

Prima però il Coventry cambia tutto, dal kit in casa (diventa celeste) all’aver un soprannome, un inno (scritto ovviamente da Jimmy), addirittura il primo tabellone elettronico del calcio inglese, una rivista prepartita e quindi uno show che attira il tifoso ben prima del fischio iniziale. Per gli spostamenti in trasferta nessun problema, Jimmy Hill si occupa anche del servizio ferroviario del club. Era l’inizio del “Sky Blue revolution” e Hill ci tornerà nel 1975 come amministratore delegato prima e presidente dopo, abbracciando la prima sponsorizzazione della Talbot sulle maglie.

Quando Jimmy Hill approda alla tv siamo negli anni 70, con tutti i limiti strutturali dell’epoca e quando si voleva analizzare una partita la si doveva vedere dal vivo prima e Jimmy faceva proprio così usando spesso aerei privati arrivando quasi al limite della trasmissione. L’esordio è come opinionista della finale di FA Cup del 1964 per ITV e tra gli applausi è della BBC per il vittorioso Mondiale del 1966.

Da quel momento è tutta in discesa la carriera di Hill. Il suo pronunciato mento e le sue analisi tv colpiscono il pubblico che, con poca concorrenza, pende dalle sue labbra. E’ capo dello sport della London Weekend Television dal 1967 al 1972 e vicedirettore dei programmi nel 1972/73.

Hill è tuttofare, ma niente può far pensare che possa fare anche il guardalinee. Ebbene, nel 1972, durante Arsenal-Liverpool si stira un muscolo il sig.Dennis Drewitt che impossibilitato al proseguo della gara rischia di non far disputare la partita. La FA è chiara sulle regole, senza un arbitro e due assistenti non si gioca, così lo speaker annuncia (calcio romantico) se per caso allo stadio ci sia un arbitro qualificato chi vi si trova tra il pubblico? Jimmy, “arbitroqualificato” Hill, che al volo indossa una tuta e fa disputare il match.

Quando nasce Match of The Day nessuno immagina che ci sarà un solo uomo al comando e che il sodalizio possa durare 30 anni. L’uomo solo al comando è ovviamente Jimmy Hill, programma che in coppia con Malcolm Allison diverte e fa diventare il conduttore una celebrità.

Nel 1977, per far capire il grado di onnipotenza, a Loftus Road Grand, vicino al Television Center, una foto gigante di Hill è tagliata in 2.000 pezzi e tenuta in alto dagli scolari per omaggiarlo.

Istrionico, nemico degli scozzesi che non perdevano occasione per cantargli coro contrari, Hill godeva in tutto questo, lui che aveva cambiato per sempre il modo di vivere il calcio inglese.

Un giorno nel 2004 suona l’allarme antincendio negli studi televisivi dove Hill sta raccontando il calcio inglese, tutti vorrebbero scappare d’impeto, lui disse: “La nazione ha bisogno di noi. Da qua non andiamo via!

Alla BBC resta fino al 1999 prima di approdare a Sky Sports dove partecipa al Sunday Supplement di Jimmy Hill, con la Hall Of Fame del National Football Museum che lo accoglie col premio speciale alla carriera nel 2010.

Non si dimentica di lui il Coventry che nel luglio 2011 al Ricoh Stadium erige una statua in bronzo per la loro leggenda

Alla fine dei conti Hill conduce Match of The Day dal 1966 al 1998, un record assoluto, con oltre 600 apparizioni.

Jimmy Hill morirà a 87 anni, il 19 dicembre del 2015, immaginandolo oggi a raccontare il calcio tra gli angeli.

Match of The Day ancora adesso è l’icona del calcio inglese ed è condotto dall’ex bomber irriverente Gary Lineker.

Di Francesco Fiori

Francesco Fiori è un giornalista sardo, classe 1983, con la passione per il racconto dello sport. Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, captò la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l’esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risultò migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane più tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoledì prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda “Hai solo il calcio in testa?” rispondeva “No, anche il ciclismo” e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo “psicopatico sportivo”. Tra gli sport di cui si innamora c’è l’hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da lì altra promessa, qualora arrivi la possibilità di scrivere un articolo, questo sarà su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto più noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale “Sa Bovida” gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilità di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell’immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: “Beh, perché non provi a scriverne uno tu?” Il resto è la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volontà, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l’opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all’esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l’impegno è triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor più sorprendente è la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che è. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo è brutale. Il conto è pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, è di una difficoltà che ad oggi è ancora lontana dall'essere superata. Il resto è storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perché per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perché ora, con IspirazioneSportiva.com, sarà ancor più spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: “Nella vita mai smettere di sognare!”. Anzi, scusate il ritardo! Mail: fcroda@yahoo.it Fb: supermariolemieux pec: francesco.fiori@pecgiornalisti.it