Nelle casacche delle squadre di hockey su ghiaccio c’è un simbolo che rende un giocatore diverso dagli altri.

Ha la lettera C sulla maglia, C come Cuore, C come Coraggio, C come Capitano.

Nella stagione 2012/13 che stenta a partire una maglia sarà orfana del suo capitano, non una qualsiasi ma bensi quella dei gloriosi Detroit Red Wings e del suo capitano Nicklas Lidstrom.

Mr. Perfect” come viene soprannominato Lidstrom si ritira a 42 anni e la frase più ricorrente in chi lo ricorda è semplice: è stato il miglior giocatore della sua era.

La classe 1970 è stata una delle più prolifiche di superstar NHL: Lidstrom, Amonte, Barnes, Brind’Amour, Linden, Modano, Roenick e Selanne, con coach Dan Bylsma a guidare il glorioso anno anche sulla panchina.

Gli inizi

Nicklas Lidstrom viene scelto nel draft del 1989 con la posizione numero 53 in una lotteria che vede il numero 1 sulle spalle di Mats Sundin e con Detroit che prende anche Fedorov, Drake e Konstantinov.

I Red Wings iniziano piano piano a gettare le basi per un ventennio glorioso ma Lidstrom deve aspettare 2 anni per calcare il ghiaccio della Nhl e nel frattempo continua a giocare nel Vasteras facendosi notare anche nelle giovanili della Svezia con cui nel 1991 vince il mondiale.

Il campionato del mondo arriva con Lidstrom che ha già debuttato in National Hockey League con l’asso svedese pronto a guidare la difesa delle Ali Rosse. Nessuno osa immaginare ma è l’inizio della leggenda.

La Nhl

Nella  prima stagione da rookie segna 60 punti ma il trofeo per l’esordiente d’oro va a Pavel Bure, Nicklas non ne fa un dramma e indossa con orgoglio una maglia che non lascerà mai più.

I Red Wings degli anni 90 sono un concentrato pazzesco di classe e campioni, il 7 giugno 1997 con uno sweep ai danni di Philadelphia arriva la prima Stanley Cup ma la festa viene dimenticata quando sei giorni dopo un incidente in limousine causa la paralisi a Vladimir Konstantinov.

Questi Red Wings però hanno un cuore grande quanto un’intera arena: guidati dal leggendario Scotty Bowman (9 Stanley Cup vinte) e capitanati da Steve Yzerman bissano il successo nel 1998 e fanno scorrere fiumi di lacrime quando Lidstrom e compagni portano sul ghiaccio lo sfortunato Konstantinov e gli consegnano la Stanley Cup.

Per Lidstrom apprendere qualcosa da ogni campione di Detroit è fondamentale per creare la sua leggenda, YzermanFedorovFetisov, Kozlov, LarionovShanahan sono nomi che spiegano che menù di classe ci sia in quel roster di Ali Rosse.

Nicklas continua ad avere una regolarità pazzesca in fatto di punti, la sua squadra partecipa sempre ai playoff (e Lidstrom in 20 anni di carriera non manca nessuna postseason) e quando si crea il punto debole per i Red Wings nella figura del portiere ecco che nel 2001/02 la falla viene tappata da “The Dominator Dominik Hasek, il miglior goalie di quegli anni.

La stagione è gloriosa, Detroit conquista la Stanley Cup contro Carolina, Nicklas Lidstrom è addirittura premiato con il Conn Smithe Trophy come miglior giocatore dei playoff, bissa il successo nel James Norris Memorial Trophy quale miglior difensore dell’intera lega diventando il primo giocatore europeo ad arrivare a tali successi.

Nel 2006, quando si ritira Steve Yzerman, all’unanimità si decide di elevare Lidstrom all’interno della squadra, è nominato capitano e continua ad aggiungere trofei alla sua bacheca.

Nel 2008 i Red Wings che, passata l’era dei Russian Five, si affida ancora a Datsyuk come nel 2002 ma vi aggiunge Zetterberg e Franzen per avere la meglio della nuova potenza dell’est, i Pittsburgh Penguins dei baby Crosby e Malkin guidati da Michel Therrien in panchina che nulla possono nella loro arena quando il 3 a 2 del 4 giugno permette a Lidstrom di sollevare al cielo la quarta Stanley Cup a completare un decennio dove i Red Wings raggiungono sempre almeno 100 punti nella regular season.

Ovviamente Mr.Perfect è il primo giocatore europeo a sollevare da capitano la Stanley Cup e aggiunta alla medaglia d’oro che arriva nelle Olimpiadi invernali di Torino rende leggendaria la carriera di colui che assomiglia a Terence Hill con la faccia da bravo ragazzo e un carisma ineguagliabile.

La leggenda avrebbe potuto essere arricchita dalla Stanley Cup dell’anno successivo quando a 6 secondi dalla fine Lidstrom si trova ancora di fronte i Penguins in una drammatica finalissima decisa in gara 7 a Detroit ma il suo puck si sbatte contro Fleury e la coppa più ambita è questa volta di Crosby. Per Lidstrom è l’ultima finalissima che gioca in carriera.

Dopo la finale del 2009 Lidstrom continua a giocare a eccellenti livelli e cosi arrivano ambiti traguardi, il punto numero 1.000 quando Henrik Zetterberg supera Quick con assist del capitano, il 5 marzo del 2010 sigla il passaggio vincente numero 800 e lo stesso anno supera Teppo Numminen quando gioca la gara 1.395 diventando il recordman europeo nella categoria.

Nonostante i Red Wings siano rimaneggiati si arriva sempre ai playoff e il 23 aprile contro i Coyotes arriva la gara in post season numero 237 superando Mark Messier e collocandosi subito dietro a Patrick Roy con 247 e l’immortale Chris Chelios a quota 266 (ha giocato sino ai 48 anni!).

Per festeggiare i suoi 40 anni mette a referto 3 punti e fa meglio il 15 dicembre contro i Blues quando, da buon vecchietto, sigla la sua prima tripletta in carriera, diventando unico anche in questo siglando l’hat trick da difensore più “esperto”superando i 37 anni di Mathieu Schneider.

Diventerà sempre più leggendario, solo Alex Delvecchio e Steve Yzerman giocheranno più di 1.500 partite con la maglia Red Wings ma il 31 maggio 2012 decide che per lui è il momento di appendere i pattini al chiodo rinunciando anche ai 6 milioni che Detroit offriva ininterrottamente pur di averlo ancora sul ghiaccio chiudendo dopo 20 stagioni nella Nhl.

Finita l’era Lidstrom-Red Wings?
Assolutamente no, Detroit lo assume come scout per reclutare dei giovani Lidstrom ma, questo si sa, uno come lui nasce una volta ogni secolo.

I record

Nicklas Lidstrom è sicuramente uno dei più forti terzini che la Nhl abbia mai visto giocare, se la gioca alla pari con pari leggende come Bobby Orr, Doug Harvey e Ray Bourque, difensori che hanno monopolizzato il Norris Trophy in ogni decennio.

Lidstrom è stato unico nel suo ruolo dove chi comanda di solito è una roccia che preferisce attaccare l’avversario alla balaustra, ma il glorioso numero 5 dei Red Wings è differente, micidiale nel leggere le partite e capire anni luce prima degli altri qual è la cosa giusta.

Rapidissimo nell’anticipo del disco è lui che fa fare il salto di qualità a qualsiasi altro difensore che gli gioca nella stessa linea e basta lo sguardo per sentire che oltre la linea blu è sempre un problema attaccare.

La bacheca di Nicklas “Terence Hill” Lidstrom si compone cosi:

Campione del Mondo 1991

Nhl All Rookie Team 1992

4 Stanley Cup vinte (1997,1998,2002, 2008)

12 volte nel roster dell’All Star Game (96,98,99,00,01,02,03,04,07,08,09,11)

10 volte nella squadra dell’anno (98,99,00,01,02,03,06,07,08,11)

2 volte nella seconda squadra dell’anno (2009,2010)

7 Norris Trophy come miglior difensore (2001, 02, 03, 06, 07, 08, 11)

1 Conn Smythe Trophy (2002)

1 medaglia d’oro Olimpiadi invernali (Torino 2006)

Membro del Triple Gold Club (mondiale,olimpiade, Stanley Cup)

Primo europeo a vincere il Norris Trophy

Primo europeo a vincere il Conn Smithe Trophy

Primo europeo a sollevare la Stanley Cup

Primo difensore europeo a raggiungere i 1.000 punti

Norris Trophy più vecchio vincente (41 anni)

Punti stagionali per un difensore nei Red Wings (80 nel 2005/06)

Gol e punti nei playoff per un giocatore di Detroit (54 e 183)

258 gare disputate nei playoff con la maglia dei Red Wings

Gol, assist e punti per un difensore Red Wings (264, 878, 1.142)

Plus/minus nella sua carriera + 450.

Nicklas Lidstrom ha rappresentato l’esempio più efficace di longevità sul ghiaccio, resistenza agli infortuni e grande correttezza nonostante che nella Nhl i difensori causino spesso penalità.

Lidstrom è stato i Red Wings, la sua maglia numero 5 presto sarà immortalata nella parete della Joe Louis Arena insieme agli altri gloriosi giocatori delle Ali Rosse, premio doveroso al futuro membro della Hall of Fame.

Lidstrom è stato colui che ha guidato la retroguardia di Detroit, un mito, un’icona, non provate ad andarci a sbattere contro, Lui d’anticipo vi sorprenderà e farà ripartire i sogni, d’altronde se in America conoscessero il coro “un Capitano, c’è solo un Capitano” il primo a cui dedicarlo sarebbe Mr. PerfectNicklas Lidstrom da Vasteras, il CAPITANO!  

Fonte: https://www.playitusa.com/nhl/2012/11/31729/nicklas-lidstrom-il-capitano/

Di Francesco Fiori

Francesco Fiori è un giornalista sardo, classe 1983, con la passione per il racconto dello sport. Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, captò la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l’esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risultò migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane più tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoledì prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda “Hai solo il calcio in testa?” rispondeva “No, anche il ciclismo” e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo “psicopatico sportivo”. Tra gli sport di cui si innamora c’è l’hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da lì altra promessa, qualora arrivi la possibilità di scrivere un articolo, questo sarà su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto più noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale “Sa Bovida” gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilità di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell’immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: “Beh, perché non provi a scriverne uno tu?” Il resto è la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volontà, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l’opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all’esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l’impegno è triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor più sorprendente è la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Il resto è storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perché per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perché ora, con IspirazioneSportiva.com, sarà ancor più spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: “Nella vita mai smettere di sognare!”. Anzi, scusate il ritardo!