Gio. Giu 4th, 2026

Data di pubblicazione: 18/02/2014

Editore: OSCAR BESTSELLERS

197 pagine.

Siamo di fronte a due miti, uno della scrittura, Leo Turrini, l’altro del mondo dei motori: Michael Schumacher. Quando i due diventano un’unica cosa ecco che questo libro “La leggenda di un uomo normale” diventa una perla eccezionale, fino al buio, a quel maledetto 29 dicembre del 2013 quando l’incidente di Maribel mise Schumi alle corde.

Cosa è stato Schumacher per gli appassionati dei motori lo spiega Turrini, dall’infanzia alla ricerca di sponsor per correre alla meticolosità della ricerca della perfezione, arrivando poi, da giovane leone, a sfidare il vecchio, Ayrton, in un uno-contro-uno, durato appena due gran premi (anche meno) e 7 giri, in quel maledetto 1 maggio che ci ha tolto Senna e una sfida epocale.

Chi avrebbe vinto? Ognuno ha la sua rispettabile opinione.

Fino al 1996, quando Michael decide che vincere è sì bello ma diventar leggenda lo è ancor di più. Passare dall’esser il più antipatico nella scuderia meno lineare del Circus (parole riportare dal Guerin Sportivo dei tempi) a insegnare la melodia dell’inno tedesco in quasi ogni domenica, passando dalle 3 leggendarie vittorie del primo anno in rosso sino al disastro del contatto con Jacques Villeneuve, arrivando poi a far dire a tutti “E’ finito” dopo Silverstone del 1999.

Il ritorno, la mano che dà a Eddie Irvine in Malesia che poi non replica in Giappone: “Ai fuoriclasse il piacere lo si chiede una sola volta” disse l’Avvocato Agnelli, arrivando poi alla gloria, alla leggenda, alla storia di un uomo normale capace di far innamorare chiunque.

A lui, a Michael, va il nostro abbraccio continuo. Non smettere mai di mollare! 

Scrive Leo Turrini:

“Cosa conta di più nella Formula Uno, l’uomo o la macchina? Il progresso tecnologico sembrava aver dato la risposta definitiva: la differenza la fa il mezzo meccanico. Poi, è arrivato Michael Schumacher. 7 volte campione del mondo, ha battuto tutti i record: Gran Premi vinti, Pole Position conquistate, giri veloci segnati. Nessuno, nel mondo dell’automobilismo, ha vinto tanto quanto lui. Neppure Juan Manuel Fangio, Ayrton Senna o Alberto Ascari. Di lui si è scritto tanto, dal folgorante esordio con la Benetton fino all’incidente del dicembre 2013. Eppure, l’uomo Schumi rimane un mistero: pochissimi, possono dire conoscerlo veramente. Nell’era della comunicazione globale, l’idolo di milioni di appassionati ha scelto di nascondere la sua personalità e la sua storia. Questo libro, aggiornato con un capitolo inedito agli eventi più recenti, cerca di svelare i segreti di una carriera irresistibile, dai fallimenti scolastici alle fughe per correre in kart, passando per quella autentica ossessione rappresentata da Ayrton Senna, prima modello e poi irriducibile avversario. Fino a capire come e perché Schumi, un “uomo normale” non sia diventato solo il più grande pilota della sua generazione, ma una vera leggenda del nostro tempo”.

Di Francesco Fiori

Francesco Fiori è un giornalista sardo, classe 1983, con la passione per il racconto dello sport. Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, captò la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l’esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risultò migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane più tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoledì prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda “Hai solo il calcio in testa?” rispondeva “No, anche il ciclismo” e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo “psicopatico sportivo”. Tra gli sport di cui si innamora c’è l’hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da lì altra promessa, qualora arrivi la possibilità di scrivere un articolo, questo sarà su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto più noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale “Sa Bovida” gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilità di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell’immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: “Beh, perché non provi a scriverne uno tu?” Il resto è la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volontà, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l’opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all’esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l’impegno è triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor più sorprendente è la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che è. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo è brutale. Il conto è pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, è di una difficoltà che ad oggi è ancora lontana dall'essere superata. Il resto è storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perché per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perché ora, con IspirazioneSportiva.com, sarà ancor più spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: “Nella vita mai smettere di sognare!”. Anzi, scusate il ritardo! Mail: fcroda@yahoo.it Fb: supermariolemieux pec: francesco.fiori@pecgiornalisti.it