Sab. Mag 16th, 2026

Data di pubblicazione: 2022

Editore: Rusconi Libri

418 pagine

Un libro che assolutamente non può mancare in nessuna biblioteca sportiva. Basta il nome dell’autore per spiegarne il capolavoro: Gianni Brera. In Storia critica del calcio italiano l’asso del giornalismo nostrano ripercorre i primi calci alla Dea Eupalla, da “brocchetti” alla nascita del campionato italiano a girone unico come ora, dai due Mondiali vinti (chissà che direbbe oggi, presumiamo non salverebbe niente e nessuno) alla missione per Argentina 1978.

Da “Accaccone” (Helenio Herrera) ad Accacchino (Heriberto Herrera), al Tetnico Fabbri, raccontando poi la sciagura di Superga, la Corea Del Nord al Mondiale 1966 (battuti da Ridolini) e svariate sciagure di un’Italia capace di tutto. Scrive l’autore:

Nessun popolo ha avuto con il calcio il rapporto che hanno gli italiani: intenso, legato a momenti personalissimi e, al tempo stesso, a memorabili situazioni pubbliche e collettive. Per questo ogni tentativo di ripercorrere epopee di campioni, avventurose scalate in classifica e rovinose cadute, finisce col delineare un itinerario inevitabilmente personale e dunque “critico”, come acutamente aveva intuito Brera. In questa indimenticabile opera l’autore si offre al lettore con un insuperabile generosità di scrittura mai disgiunta dalla ricchezza dei dettagli, dall’abbondanza di personaggi unici, dalla provocatoria e polemica intelligenza. I racconti del grande calcio: dai miti degli anni 60 e 70, – Rocco, Herrera, Riva e Rossi – sino ai Mondiali in Argentina. Storia critica del calcio italiano è un’occasione formidabile per ripercorrere non solo le vicende del nostro calcio, ma tutti i momenti magici che hanno accompagnato generazioni di italiani.

Gianni Brera, noto a tutti come grande giornalista sportivo, è stato anche brillante autore di romanzi e commedie. Nato a San Zenone al PO, nella provincia Pavese, Brera raccontava di essere cresciuto “brado o quasi fra boschi, rive e mollenti”. Sempre profondamente legato ai propri luoghi, aveva una grande passione per la Storia, necessaria magistra vitae per conoscere la ricchezza del proprio territorio, ma anche per capire cosa significhi davvero “la disgrazia di nascere italiano” è prendere coscienza di sé. Durante la Seconda guerra mondiale combatte tra i paracadutisti e poi tra i partigiani in Val d’Ossola. Nel 1943 si laurea in Scienze Politiche all’Università di Pavia. Uomo di notevole cultura Brera decide di scrivere di sport e si presenta con successo nella redazione della Gazzetta dello Sport, dedicandosi inizialmente all’atletica leggera, sino a diventare vicedirettore e direttore a soli trent’anni. Subito rivoluzionò le regole del gioco e portò la tecnica e le tattiche sportive al centro dei propri articoli, inventando la critica sportiva vera e propria, sempre arricchita dai suoi innumerevoli neologismi e soprannomi ormai di uso comune. Nonostante la carriera da giornalista sportivo, non mancarono per Brera le occasioni di felici evasioni letterarie e storiche, in cui dimostrò di saper scrivere con chiarezza, originalità e uno stile dal taglio inimitabile.

Di Francesco Fiori

Francesco Fiori è un giornalista sardo, classe 1983, con la passione per il racconto dello sport. Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, captò la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l’esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risultò migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane più tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoledì prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda “Hai solo il calcio in testa?” rispondeva “No, anche il ciclismo” e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo “psicopatico sportivo”. Tra gli sport di cui si innamora c’è l’hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da lì altra promessa, qualora arrivi la possibilità di scrivere un articolo, questo sarà su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto più noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale “Sa Bovida” gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilità di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell’immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: “Beh, perché non provi a scriverne uno tu?” Il resto è la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volontà, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l’opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all’esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l’impegno è triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor più sorprendente è la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che è. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo è brutale. Il conto è pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, è di una difficoltà che ad oggi è ancora lontana dall'essere superata. Il resto è storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perché per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perché ora, con IspirazioneSportiva.com, sarà ancor più spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: “Nella vita mai smettere di sognare!”. Anzi, scusate il ritardo! Mail: fcroda@yahoo.it Fb: supermariolemieux pec: francesco.fiori@pecgiornalisti.it