Gio. Giu 13th, 2024

Controcorrente, testardo e maestro di un calcio che è bellezza. Magari con poca difesa, ma tanto attacco.

Zdenek Zeman si racconta ad Andrea Di Caro nella sua autobiografia: La Bellezza Non Ha Prezzo, e nel legger i suoi ricordi si capisce che la sua idea di calcio avrebbe cambiato il mondo del pallone.

Lo Zeman bimbo è… juventino! Quando segue lo zio, Cestmìr Vycpalek, che gioca e allenerà proprio i bianconeri. Siamo negli anni che precedono la Primavera di Praga e Zdenek è solito far le vacanze in Sicilia, dove lo zio è un mito a Palermo e dove il futuro creatore di Zemanlandia sogna di allenare proprio i rosanero, cosa che per un soffio non accadrà mai.

Con le frontiere chiuse Zeman è “costretto” a restare in Italia, dove si laurea all’Isef di Palermo con una tesi sulla medicina dello sport col massimo dei voti, diventando poi anche insegnante di educazione fisica.

A Coverciano, dove prende il patentino di allenatore, segue il corso con un altro mago, quello di Fusignano che all’anagrafe è Arrigo Sacchi. Leggenda vuole che nel “test di stress” per Zeman arrivi uno zero come livello e per Arrigo un risultato poco incoraggiante. Sono i due che si fanno notare da neo allenatori e che scriveranno pietre miliari nel calcio italiano.

A Licata, tra il 1983 e 1986, la prima rivoluzione offensiva di Zeman. Le sue squadre, perennemente in campo con un 4-3-3 che per numeri di triangoli in campo definisce “lo schema perfetto” incanta per i numeri di gol che arrivano ogni domenica con una squadra composta interamente da giocatori siciliani, con vittoria del campionato di C2.

Scopre e fa segnare tanti gol a Totò Schillaci nel Messina 1988-89, ma è un altro Schillaci, Maurizio, il giocatore che in quegli anni Zeman definisce il più forte.

Conosce e fa innamorare Don Pasquale Casillo, presidente del Foggia e re del grano che lo prende e lo caccia una miriade di volte. Insieme a loro anche Giuseppe Pavone nel Foggia che diventerà Zemanlandia, che acquista promesse e li rivende come campioni, a peso d’oro. Dal trio Signori-Baiano-Rambaudi al diventare mister prima di Lazio e poi della Roma in due anni, dove Beppe Signori esplode come capocannoniere e Francesco Totti da pulcino diventa star assoluta.

Ma sono anche gli anni degli scandali, dal potere della triade della Juventus che fa diventare Zeman come nemico pubblico numero 1 ad una carriera che nel bel mezzo di due belle squadre come quelle della Capitale trova l’ostracismo di tanti arbitraggi contro. Zdenek è la voce bianca in un pallone cieco, dove ogni grande squadra ha il personale scandalo, dal doping ai passaporti falsi, dalle fidejussioni truccati ad una stampa che se vuole un titolo di grido cerca sempre e solo lui: Zdenek Zeman.

Una carriera che è un ottovolante, immense salite e rovinose discese, i talenti trovati e persi come ad esempio Bojinov o lo spettacolo di un Pescara da 90 gol in cui spiccano i nomi di Insigne, Immobile e Verrati che subito dopo saranno colonne dell’Italia campione d’Europa ad Euro 2020.

Che piaccia o no Zeman non sarà mai un allenatore o un personaggio normale e Andrea Di Caro è bravo a raccontarlo così:

E’ arrivato il momento di rivivere questo lungo viaggio attraverso città, squadre, campi polverosi e prati perfetti, giocatori sconosciuti e grandi campioni, promesse mancate e talenti sbocciati. Oltre cinquant’anni di vittorie esaltanti e sconfitte incredibili. Storie e aneddoti. Gentiluomini e disonesti. Ascese, cadute, ripartenze, addii e ritorni. Battaglie per un calcio pulito e gioco d’attacco come filosofia di vita. Il 4-3-3 come modulo mai rinnegato. Sudore, gradoni e velocità. Record di gol nella continua ricerca dello spettacolo E della bellezza“.

Il libro oltre che interessante è molto, ma molto consigliato!

 

 

Di Francesco Fiori

Francesco Fiori è un giornalista sardo, classe 1983, con la passione per il racconto dello sport. Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, captò la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l’esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risultò migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane più tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoledì prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda “Hai solo il calcio in testa?” rispondeva “No, anche il ciclismo” e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo “psicopatico sportivo”. Tra gli sport di cui si innamora c’è l’hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da lì altra promessa, qualora arrivi la possibilità di scrivere un articolo, questo sarà su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto più noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale “Sa Bovida” gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilità di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell’immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: “Beh, perché non provi a scriverne uno tu?” Il resto è la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volontà, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l’opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all’esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l’impegno è triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor più sorprendente è la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che è. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo è brutale. Il conto è pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, è di una difficoltà che ad oggi è ancora lontana dall'essere superata. Il resto è storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perché per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perché ora, con IspirazioneSportiva.com, sarà ancor più spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: “Nella vita mai smettere di sognare!”. Anzi, scusate il ritardo! Mail: fcroda@yahoo.it Fb: supermariolemieux pec: francesco.fiori@pecgiornalisti.it