Sab. Lug 2nd, 2022

La radio è dei poeti, dei narratori, di chi senza immagini fa immaginare, di chi fa sognare ad occhi chiusi, di chi parla e di chi ascolta, in un unico grande amore!

Sia benedetta la radio!

Era il 5 marzo del 1896 quando Guglielmo Marconi presentò la richiesta per brevettare le proprie migliorie alla telegrafia senza fili, anticipando di qualche settimana la prima trasmissione radio di Popov.

Oggi la radio è compagna costante nella nostra vita. La si ascolta ovunque, in macchina, sul cellulare o direttamente quando si è all’aperto (e magari si è un po’ vintage) la si porta con sé e si apre alla tradizione.

Il primo pensiero è ovviamente per Tutto il Calcio Minuto per Minuto, che in chi vi scrive ha aperto un solco nella vita, esisteva un pre-Tutto il Calcio, fatto di fantasia e risultati al televideo, e un dopo-Tutto il Calcio, quando il Televideo diventa strumento di verifica ma la fantasia viene stimolata all’inverosimile con le voci di Ciotti, Ameri, Cucchi e Luzzi.

Da due anni a questa parte anche il sabato sta avendo la sua tradizione. E badate bene, chi scrive anche nel giorno del suo matrimonio (che comunque avveniva nel pomeriggio e con l’Inter già scudettata, altrimenti guai) mandava un messaggio alla trasmissione Campioni del Mondo condotta magistralmente da Marco Lollobrigida. Il motivo? Boh, probabile dipendenza radiofonica!

Al di fuori molti etichetterebbero il tutto con un “Sei il solito rompiscatole” e questa frase la sento ogni qualvolta mi vien rivolta una domanda il sabato dopo le 12 ma la mia mente è su Radio Due e non ascolto ne partecipo ad altro. Come mi capitava intorno ai 6 anni.

E’ il potere della radio, simile allo sport narrato, si entra in un mondo parallelo dove non esiste altro, che sia scrivere di calcio, di hockey, di una squadra di prima categoria o di una di Champions.

In questo, il trio di Campioni del Mondo fa un qualcosa che spesso dimentichiamo: il calcio è un gioco. Semplice. E come tale deve essere trattato.

Trio, perché il 10 sulla maglia se lo prende Marco Lollobrigida, che parte da centrocampo, segna come Zico e fa assist per Ciccio Graziani che, da palmares mondiale, racconta il mondo del pallone con la decisione del bomber e la saggezza di chi può far innamorare del calcio anche chi non segue la Serie A. E se Ciccio Graziani sbaglia un gol o subisce un torto arbitrale? Beh a quel punto entra in scena il funambolo della trasmissione, Domenico Marocchino, artista di un calcio da luì giocato e che ora ascolteresti per ore, da lui vissuto all’ombra di grandissimi campioni come Paolo Rossi e Gaetano Scirea, affabulatore che dal nulla toglie una citazione degna di nota.

Chissà se lo sanno, ma è anche capitato, forse in un’unica volta nella vita, che Ciccio (130 reti in A) e Domenico (11 reti in A) abbiano timbrato insieme il cartellino dei marcatori in una domenica, era il 21 dicembre del 1980 e solo una mente malata come la mia poteva andare alla ricerca di questa statistica.

Ma più che una statistica è un omaggio, a tre grandi personaggi che raccontano il calcio come lo sognavo da piccolo, quando partivo con Dribbling, poi Guida al Campionato, Tutto il Calcio Minuto per Minuto, 90esimo Minuto e poi La Domenica Sportiva.

Spesso ripenso a quei tempi e son sempre più fiero che Campioni del Mondo alla radio mi faccia tornar bambino.

Applausi!

Francesco Fiori

IspirazioneSportiva.com

Di Francesco Fiori

Francesco Fiori è un giornalista sardo, classe 1983, con la passione per il racconto dello sport. Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, captò la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l’esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risultò migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane più tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoledì prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda “Hai solo il calcio in testa?” rispondeva “No, anche il ciclismo” e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo “psicopatico sportivo”. Tra gli sport di cui si innamora c’è l’hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da lì altra promessa, qualora arrivi la possibilità di scrivere un articolo, questo sarà su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto più noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale “Sa Bovida” gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilità di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell’immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: “Beh, perché non provi a scriverne uno tu?” Il resto è la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volontà, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l’opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all’esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l’impegno è triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor più sorprendente è la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che è. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo è brutale. Il conto è pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, è di una difficoltà che ad oggi è ancora lontana dall'essere superata. Il resto è storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perché per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perché ora, con IspirazioneSportiva.com, sarà ancor più spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: “Nella vita mai smettere di sognare!”. Anzi, scusate il ritardo! Mail: fcroda@yahoo.it Fb: supermariolemieux pec: francesco.fiori@pecgiornalisti.it