Gio. Dic 1st, 2022

Può esser lo sport la miglior cura per la vita? Sì, basta vederci e averci sempre passione

Dal nostro Francesco Fiori su Gazzetta Fan News

Questa è la storia di un mandorlo che aveva radici fragili nella terra. Troppi gli anni, troppi i colpi passati, ma come cantava Louis Armstrong era pur sempre un mondo meraviglioso.

Cosa c’entra lo sport con un mandorlo? C’entra quando è lo sport ad esser linfa vitale, a far battere i cuori quando uno non ne ha più la forza e non riesce a vedere il mondo a colori. 

Dodici mesi fa io guardavo un foglio bianco e bianco lo lasciavo. Nessuna parola scritta, niente di niente. La testa era altrove. Un mese intero di telefonate ad una determinata ora, di notizie più o meno false, nel senso che non rispettavano la realtà, poi il reale dramma di una persona a me molto cara che in ospedale, in piena pandemia, viene ulteriormente colpita dal covid.

E’ il colpo di grazia. Ingiusto, crudele e pur sempre il colpo di grazia. E cosa c’entra lo sport?

C’entra quando si ha la passione del pallone e un tifo che un sorriso o un’imprecazione te la fa nascere sempre. E’ il derby Milan-Inter di Coppa, Ibra e Lukaku lo accendono per bene, non rendono la gara noiosa, ma per il momento che si vive l’umore è pari a quello di Christian Eriksen, spento, triste, soprammobile in panchina pur avendo piedi d’oro. 

E’ la vita. Quando tutto gira storto non cambia mai niente. Si passa dal “Sia fatta la volontà del Signore” a “Fai un po’ come ti pare“. Poi ecco l’occasione per strappare il sorriso. Eriksen entra come sempre nei minuti finali, neanche fosse l’estrema umiliazione per una vita che non ti sorride. Ma il calcio è come la vita, è come una salita, dura, ma in alto riesci a vedere meglio il cielo e in alcuni casi il mare.

Punizione al limite, palla a Chris, tiro, gol, vittoria. E cosi s’immagina la vita, slavo poi le badilate che essa stessa ti dà e che tu puoi scegliere come incassare: o al tappeto o seguendo le tue passioni per risalire, che sia un gol di Eriksen o uno scatto di Pogacar, o il sorpasso di Verstappen su Hamilton, tutto fa brodo. 

L’importante sarà non fermarsi mai. E il mandorlo che c’entra? 

Quel mandorlo venne abbattuto e quella sera stessa mi venne comunicata la morte di mia madre, era la mezzanotte del 30 gennaio 2021. Una coincidenza che mi venne fatta notare da chi era con me quel giorno che pareva gioioso, fino alla telefonata che avrebbe devastato chiunque.

Chiunque, ma non chi si ricordava del gol di Eriksen. O di tutto il resto dello sport che emoziona.

Vedo alberi verdi, ed anche rose rosse

Le vedo sbocciare, per te e me

E penso fra me e me
Che mondo meraviglioso

Vedo cieli azzurri, e bianche nuvole
Il giorno luminoso beato, la solenne
notte buia
E penso tra me e me
Che mondo meraviglioso
I colori dell’arcobaleno, così belli nel cielo
Sono anche sui volti delle persone che Passano.
Vedo amici che si stringono la mano dicendo
“Come va?”
Ma in realtà dicono “ Ti voglio bene”
Sento i bimbi gridare. Li guardo crescere.
Loro apprenderanno molto di più di quanto
Io possa mai immaginare
E penso fra me e me
Che mondo meraviglioso
Sì, penso fra me e me
Che mondo meraviglioso”.

Louis Armstrong, What A Wonderful World

Fonte: l’autore Francesco Fiori

Il mandorlo della vita, quando è lo sport a farti rinascere

Di Francesco Fiori

Francesco Fiori è un giornalista sardo, classe 1983, con la passione per il racconto dello sport. Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, captò la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l’esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risultò migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane più tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoledì prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda “Hai solo il calcio in testa?” rispondeva “No, anche il ciclismo” e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo “psicopatico sportivo”. Tra gli sport di cui si innamora c’è l’hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da lì altra promessa, qualora arrivi la possibilità di scrivere un articolo, questo sarà su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto più noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale “Sa Bovida” gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilità di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell’immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: “Beh, perché non provi a scriverne uno tu?” Il resto è la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volontà, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l’opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all’esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l’impegno è triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor più sorprendente è la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che è. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo è brutale. Il conto è pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, è di una difficoltà che ad oggi è ancora lontana dall'essere superata. Il resto è storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perché per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perché ora, con IspirazioneSportiva.com, sarà ancor più spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: “Nella vita mai smettere di sognare!”. Anzi, scusate il ritardo! Mail: fcroda@yahoo.it Fb: supermariolemieux pec: francesco.fiori@pecgiornalisti.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.