Gio. Dic 2nd, 2021

Il 22 settembre compie gli anni il Fenomeno. Quello che fece Luis Nazario da Lima nel 97/98 è nell’enciclopedia delle meraviglie del calcio

L’operazione non è poi così impossibile“. Basta accendere l’idea, perché di quel giocatore se ne è innamorato già da tempo Massimo Moratti. E come fai a non amare qualcosa di inimmaginabile? In quella Liga quel brasiliano sta facendo sfracelli, gol impossibili con progressioni da sprinter, poi aggiungiamo che il campionato spagnolo del 96/97 è più affascinante della Serie A: MijatovicSuker e Fabio Capello sulla sponda Madrid, FigoStoichkov e appunto quel ragazzino che non si ferma mai e che ha appena 20 anni, si chiama Luis Nazario da Lima Ronaldo.

Nella Liga spagnola l’Associazione calciatori ha appena creato una genialata, ogni giocatore ha una clausola rescissoria, una sorta di cartellino e che pagata tale cifra può avvenire il trasferimento. Che il Barca si liberi di Ronaldo pare impossibile e quindi son poche le squadre interessate. La soffiata però arriva dal procuratore del brasiliano, Giovanni Branchini, che prima assiste ad una conferenza stampa dei Blaugrana per confermare il rinnovo contrattuale poi, 3 ore dopo, verso le 21, al momento della sottoscrizione di esso trova tutto totalmente cambiato.

E’ un attimo. Ora esiste lo spiraglio. Moratti non aspetta altro, ha già conosciuto Ronnie un anno prima, quando ormai dal Psv ha firmato in Spagna.

Per Ronaldo non è un’asta, va pagata la clausola e poi dovrà scegliere il ragazzo perché sul brasiliano si getta a capofitto Sergio Cragnotti, pronto a regalare un super colpo alla sua Lazio stellare. 

Sembra tutto surreale. Ma veramente quel Ronaldo lì giocherà in Italia? 

L’Inter di Moratti stenta ad avere una stella di portata mondiale. Il presidente in carica da 2 anni ci ha provato prima con Cantona, poi con Baggio, ma nessuno accetta i nerazzurri. Lo fanno Djorkaeff, Ince e Zamorano ma, seppur con buona volontà, non rappresentano un crack mondiale. Ronaldo sì e quando il 27 luglio 1997 indossa la maglia interista per ogni tifoso è il giorno più bello di qualsiasi Natale. 

Ha il numero 10.  

Quel Ronaldo lì, col numero 10, è l’essenza di arte nel pallone. E’ spettacolo puro, è una potenza che non ha bisogno neanche di una spalla in attacco, tanto fa tutto lui anche partendo da centrocampo per il gusto di saltare gli avversari come birilli.

Quel numero 10 incanta, ci mette due partite per mettere a sedere Paganin Nel 4-2 inflitto al Bologna di un altro 10 d’artista, Roby Baggio.

Il tifoso interista entra in un sogno, finalmente, dal 1989, esiste un giocatore capace di sfidare qualsiasi potenza, di battere le leggi della gravità, di esser più veloce della luce.

I gol in quella annata sono 25 su 32 partite in una Serie A che propone Bierhoff, Batistuta, Del Piero, Crespo, Balbo, Montella, Inzaghi, Hubner, Totti. Sublime solo pensare ad un’asta con gli amici.

Ronaldo incanta, trascina l’Inter, Simeone lo lancia contro la Fiorentina e già al momento del controllo di palla si grida al gol, siamo appena alla terza giornata e quel 10 sta riscrivendo la storia del calcio. Per la prima doppietta bisogna aspettare la partita successiva, il Lecce si arrende prima su punizione e poi quando colui che diventa il Fenomeno parte in velocità, sbaracca tutta la difesa avversaria e segna. Moratti gongola, Prisco mette la sua figurina in mezzo a quella dei genitori nel portafoglio: “Loro capiranno, Ronaldo è Ronaldo“.

Siete tutti uguali, tranne uno“, l’affetto di Gigi Simoni è entusiasmo per Ronnie che continua a segnare e prima di Inter-Juve alza al cielo anche il Pallone d’Oro, poi lascia sul posto Iuliano e Montero e fa segnare Djorkaeff. Sublime.

Ed è sublime in Coppa Uefa dove l’Inter si regala grandi rimonte, con Ronaldo in gol, sul ghiaccio di Mosca come neanche il miglior Gretzky può fare. Quel numero 10 sta diventando poesia.

L’annata si chiuderà sollevando il trofeo europeo al cielo, quei gol sono spettacolo da ammirare su Youtube. Quel Ronaldo col numero 10 è il giocatore più devastante mai visto in una singola stagione in Serie A.

Poi cambierà numero e non sarà più la stessa cosa.

Francesco Fiori

Di Francesco Fiori

Francesco Fiori è un giornalista sardo, classe 1983, con la passione per il racconto dello sport. Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, captò la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l’esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risultò migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane più tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoledì prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda “Hai solo il calcio in testa?” rispondeva “No, anche il ciclismo” e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo “psicopatico sportivo”. Tra gli sport di cui si innamora c’è l’hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da lì altra promessa, qualora arrivi la possibilità di scrivere un articolo, questo sarà su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto più noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale “Sa Bovida” gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilità di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell’immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: “Beh, perché non provi a scriverne uno tu?” Il resto è la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volontà, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l’opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all’esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l’impegno è triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor più sorprendente è la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che è. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo è brutale. Il conto è pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, è di una difficoltà che ad oggi è ancora lontana dall'essere superata. Il resto è storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perché per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perché ora, con IspirazioneSportiva.com, sarà ancor più spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: “Nella vita mai smettere di sognare!”. Anzi, scusate il ritardo! Mail: fcroda@yahoo.it Fb: supermariolemieux pec: francesco.fiori@pecgiornalisti.it