Gio. Apr 15th, 2021

Ci sono malattie che davanti alla passione per lo sport sono costrette ad indietreggiare. Quando la passione è tutto ci sono dei limiti che nessuno conosce e che vengono superati in automatico. In tutto questo c’è la grande lezione di Oscar Washington Tabarez, il Maestro, che a dispetto della sindrome di Guillain-Barré, malattia autoimmune che attacca gli arti inferiori e superiori rendendo difficile la deambulazione, continua a fare ciò che ama, allenare.

Tabarez è ben conosciuto in Italia, scoperto da Massimo Cellino per la panchina del Cagliari (che ironia della sorte oggi non ha un padrone) il Maestro incanta per calma, gentilezza e visione di gioco che gli valgono, dopo il trionfo nel Torneo Apertura col Boca Juniors, un’altra panchina di prestigio: il Milan.

Purtroppo Tabarez incappa in una stagione confusionaria dei rossoneri e si dimette dopo 11 giornate lasciando spazio ad un altro mago, questa volta di Fusignano, Arrigo Sacchi, che però non avvicinerà mai i vecchi fasti  di un tempo.

Il tecnico uruguayano non si dispera, riparte alla conquista del mondo, prima Oviedo, poi di nuovo Cagliari con esonero, poi Argentina con Velez e Boca Juniors, prima che nel 2006 la federazione calcistica del proprio paese lo nomina c.t.

Da quel momento è storia, Tabarez crea e fa crescere la Celeste, con un quarto posto ai mondiali del 2010, eliminati dall’Olanda di Snejider in semifinale, riportando però l’Uruguay ai vecchi trionfi datati 1970.

Tabarez non si ferma, l’anno successivo il suo Uruguay batte 3-0 il Paraguay grazie ai gol di Suarez e alla doppietta di Diego Forlan nella finale di Copa America, riportando sul tetto del Sudamerica la nazione che non vinceva quel torneo dal 1995.

Nel luglio 2016 viene allo scoperto la malattia che sta bloccando il Maestro, che per nulla preoccupato chiede di poter allenare ancora la Celeste, guidandola al mondiale 2018 dove si arrende solo alla Francia, poi campione del mondo, dimostrando tutto il carattere arcigno di chi magari ha difficoltà a camminare ma che nei gol segnati dimentica tutto ed esulta come un bambino, a riprova che l’amore per lo sport non ha mai limiti.

Francesco Fiori

Fonte: GazzettaFanNews

Di Francesco Fiori

Francesco Fiori è un giornalista sardo, classe 1983, con la passione per il racconto dello sport. Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, captò la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l’esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risultò migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane più tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoledì prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda “Hai solo il calcio in testa?” rispondeva “No, anche il ciclismo” e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo “psicopatico sportivo”. Tra gli sport di cui si innamora c’è l’hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da lì altra promessa, qualora arrivi la possibilità di scrivere un articolo, questo sarà su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto più noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale “Sa Bovida” gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilità di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell’immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: “Beh, perché non provi a scriverne uno tu?” Il resto è la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volontà, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l’opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all’esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l’impegno è triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor più sorprendente è la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che è. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo è brutale. Il conto è pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, è di una difficoltà che ad oggi è ancora lontana dall'essere superata. Il resto è storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perché per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perché ora, con IspirazioneSportiva.com, sarà ancor più spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: “Nella vita mai smettere di sognare!”. Anzi, scusate il ritardo! Mail: fcroda@yahoo.it Fb: supermariolemieux pec: francesco.fiori@pecgiornalisti.it