Mer. Giu 23rd, 2021

La biblioteca di Ispirazione Sportiva raccoglie un libro gioiello: “Gioannfucarlo“, la vita e gli scritti inediti di Gianni Brera, scritto dal figlio del numero 1 del giornalismo, Paolo Brera (morto nel 2019 per infarto) e da Claudio Rinaldi.

Il tesoro di Brera nasce leggendo i capolavori del giornalista, termine anche riduttivo nel caso di Gianni, nato a San Zenone al Po l’8 settembre 2019.

La sua vita narra un epoca a noi sconosciuta, dall’aver vissuto la guerra nella scuola per paracadutisti, alla paura dei primi lanci, fino all’amore per il compianto Fausto Coppi, di cui alla “Dama Bianca” dirà: “Io e Fausto siamo principi della zolla“, per non dimenticare il passato modesto in cui si forgia Brera.

Ma Brera è tanto altro, dalle prime iniziative con l’amata penna, corrispondente di guerra, all’esser cronista in cerca della propria strada, facendo di San Siro uno dei giardini preferiti, rimarcando l’uso del catenaccio contro il noto modulo W-M, per questo visto con disprezzo da coloro che non la pensavano come lui.

Esistono due categorie di giornalisti diceva, quelli che hanno fatto sport e che non sanno scrivere e quelli che sanno scrivere ma non avendo mai giocato neanche a calcio non possono aprir bocca con i commenti.

Brera invece sapeva di calcio per averlo praticato, sapeva di boxe per lo stesso motivo e il povero Gino Palumbo in tribuna stampa a Brescia ne seppe qualcosa, quando dopo un ceffone tirato alla sconfidata subì da Brera un uno-due sugli occhi e un destro al petto, calmando il rivale che l’aveva aggredito.

Brera, conosce chi ha stabilito il record di velocità sui 100 metri?” “Si“, rispose Giuannbrerafucarlo, “Il record è mio quando mi puntarono contro un mitra!” è una delle tante battute argute di un personaggio unico per il mondo sportivo, un numero uno assoluto che poteva spaziare dal ciclismo alla boxe, da un quotidiano all’altro, garantendo, con la sola firma ai suoi pezzi almeno 40.000 copie vendute in più.

Perfetto anche nei racconti da casa, quando cioè nelle Olimpiadi disputate in paesi a lui poco graditi gli si chiedeva di stare davanti alla tv e raccontare gli eventi, riuscendo a percepire cose che noi umani mai avremmo visto se non leggendo i suoi pezzi.

Famosissimi poi i neologismi regalati allo sport, dall’Abatino che inizialmente era Berruti ma che poi venne definitavemente affibiato a Gianni Rivera (sportivamente odiato e poi diventato amico dopo il ritiro) a Rombo di Tuono per Gigi Riva, Bonimba per Boninsegna e poi melina, pretattica, incornare, goleador, eupalla, pedatore, libero e almeno altri 100 termini inventati.

Si rammaricava per l’ultimo incarico, a La Repubblica, perché il quotidiano non usciva il lunedì: “L’unica cosa che mi divertiva fare era la cronaca della partita perché mi consentiva di rivivere lo spettacolo che avevo visto ed entrare in una sorta di trance narrativo per cui inventavo anche delle parole. Ora invece devo fare della filosofia sulla pedata e mi rompo i coglioni“.

Mai banale appunto Brera, diceva e scriveva, parlando di Meazza ormai anziano e decadente: “Gli eroi, quelli veri, andrebbero per tempo rapiti in cielo, così come si usava una volta, che non debbano restare fra noi a morire accorati e offesi alla loro ingistissima sorte“.

La sorte toccò a Brera la dama nera a metà dicembre del 1992, era giovedì 17 e non poteva non mancare alla cena pre natalizia del “Club del giovedì”, dove tra le altre cose nacque l’Arcimatto e dove le persone che con lui facevano serata erano iper selezionate. Il 18, invitato ad un convegno medico sullo sport onora il buon cibo e il vino ma nel tratto di strada che lo riporta a casa è vittima di un incidente stradale dove muore sul colpo, insieme agli amici di una vita Vittorio Ronzoni e Pierangelo Mauri, lasciando un vuoto mai colmato nel giornalismo italiano.

Di Francesco Fiori

Francesco Fiori è un giornalista sardo, classe 1983, con la passione per il racconto dello sport. Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, captò la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l’esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risultò migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane più tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoledì prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda “Hai solo il calcio in testa?” rispondeva “No, anche il ciclismo” e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo “psicopatico sportivo”. Tra gli sport di cui si innamora c’è l’hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da lì altra promessa, qualora arrivi la possibilità di scrivere un articolo, questo sarà su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto più noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale “Sa Bovida” gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilità di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell’immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: “Beh, perché non provi a scriverne uno tu?” Il resto è la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volontà, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l’opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all’esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l’impegno è triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor più sorprendente è la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che è. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo è brutale. Il conto è pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, è di una difficoltà che ad oggi è ancora lontana dall'essere superata. Il resto è storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perché per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perché ora, con IspirazioneSportiva.com, sarà ancor più spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: “Nella vita mai smettere di sognare!”. Anzi, scusate il ritardo! Mail: fcroda@yahoo.it Fb: supermariolemieux pec: francesco.fiori@pecgiornalisti.it