Mar. Mag 11th, 2021

Tra padre e figlio, un unico eroe in comune, da cui sempre si attendeva uno scatto.

Svegliami quando scatta Pantani“, può sembrare una frase banale invece me la ripeteva spesso mio padre e ora che ci penso racchiude la certezza in uno sport durissmo: lo scatto del Pirata. A pensarci bene nessun atleta ha mai regalato una certezza al proprio sport. Ronaldo non può prevedere un gol, Hamilton non può sapere che vincerà sempre…e così via, tranne Pantani, Pantani davanti ad una salita scatta ed è spettacolare.

Non ho bisogno di doping ma di salite” diceva il povero Marco, oggi emblema dei “cattivi”, del doping, della droga, lui che viene ricordato per come ha finito la sua vita senza però ragionare su cosa l’ha portato a quel tragico 14 febbraio 2004. Altro che San Valentino, il 14 febbraio io chiudo gli occhi e sento la splendida voce di De Zan che dice “Ecco che il nostro eroe si toglie la bandana, scatta Pantani, il Pirata“, mi volto per svegliare mio padre ma poi apro gli occhi e ricordo che anche lui è lassù nel cielo a vedere cosa combina Marco, che non fa il pescatore come pensano gli amici, ma getta la bandana tra Coppi e Bartali e se ne va in salita.

Le salite verso il cielo sono iniziate a Madonna di Campiglio, quel 5 giugno 1999 dove il Re del ciclismo doveva essere punito e detronizzato. Una provetta irregolare e subito l’etichetta del dopato, dimenticando che Marco è squalificato solo per 15 giorni a “tutela della sua salute”. Tutela della sua Salute? E’ l’inizio della fine, lo sport che tanto ha amato lo tradisce, lo sopprime, lo giudica e lo condanna ogni qualvolta il Pirata alza la testa. Provateci voi ad amare alla follia qualcosa e poi venir traditi dallo stesso amore. Provate voi a salire sulla bici quando la testa non ne vuol sapere e il cuore è a pezzi.

In quanti ci hanno marciato sul cadavere del Pirata dal 1999 al 2004, ma anche in quanti hanno pianto in quella maledetta caduta sul Sampeyre, era il 2003 e Marco trovò una discesa ghiacciata che lo mise quasi ko con Garzelli. Era il 29 maggio, un giorno prima del mio compleanno. Nessun regalo? Mi aveva già regalato compleanni magnifici il mio Pirata, nel 1998 vince a Piancavallo, preludio della Rosa che arriverà 3 giorni dopo a Selva di Val Gardena, poi nel 1999, beh, dico solo Oropa, l’impresa più bella al Giro, quando umilia i rivali, prima di essere calpestato a Campiglio.

I miei tifosi dormono sulle strade del Giro per vedermi passare, il minimo che posso fare è attaccare e farmi vedere per primoSvegliami quando scatta Pantani“, perché la tappa è in salita e il Pirata c’è, sta controllando il gruppo, si è tolto la bandana, ecco che accelera, li sta staccando tutti, si arriva alle Cascate del Toce e lui prova una, due, cinque volte, stoppato sempre da chi ha umiliato anni prima, non vince, non li stacca, ma attacca, il mio Pirata attacca!

Che spettacolo.  Il ciclismo dell’epoca d’oro per gli ascolti tv, uno sport che tra il 98 e 99 è superiore al calcio, solo e semplicemente perché Pantani è il fantasista del Giro e del Tour, uno che di botto t’infiamma la corsa, uno che ha uno sguardo perennemente triste, quasi a sapere che non vivrà a lungo.

E poi la fine. Solo, quasi fosse abbandonato da tutti, in un maledetto tunnel di depressione che solo la droga può lenire. Abbandonato a quei sogni in cui sa che in salita non riuscirà a scattare, lui che è il figlio prediletto della montagna pur arrivando dal mare di Cesenatico, coccolato da mamma Tonina che ha donato a Marco un cuore immenso e che oggi è diventata “La nostra Pirata” di tutti quei tifosi che rivedono in lei gli occhi e la grinta del figlio.

Non è facile scrivere di Pantani, la paura di scrivere cose banali la fa sempre da padrone. Eppure ogni 14 febbraio sembra tutto sia già deciso. Il sole che splende lassù a far da cornice alle nuvole che si incontrano nell’alta montagna, l’aria di chi attende uno scatto del Pirata, pronto a svegliare tutti, da angeli a diavoli, perché quando scatta Pantani tutto è più bello. Ciao mio Pirata.

Francesco Fiori

Fonte:Gazzetta Fan News

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pantan

Di Francesco Fiori

Francesco Fiori è un giornalista sardo, classe 1983, con la passione per il racconto dello sport. Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, captò la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l’esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risultò migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane più tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoledì prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda “Hai solo il calcio in testa?” rispondeva “No, anche il ciclismo” e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo “psicopatico sportivo”. Tra gli sport di cui si innamora c’è l’hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da lì altra promessa, qualora arrivi la possibilità di scrivere un articolo, questo sarà su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto più noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale “Sa Bovida” gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilità di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell’immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: “Beh, perché non provi a scriverne uno tu?” Il resto è la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volontà, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l’opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all’esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l’impegno è triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor più sorprendente è la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che è. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo è brutale. Il conto è pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, è di una difficoltà che ad oggi è ancora lontana dall'essere superata. Il resto è storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perché per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perché ora, con IspirazioneSportiva.com, sarà ancor più spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: “Nella vita mai smettere di sognare!”. Anzi, scusate il ritardo! Mail: fcroda@yahoo.it Fb: supermariolemieux pec: francesco.fiori@pecgiornalisti.it

8 pensiero su “Svegliami quando scatta Pantani”
  1. Bell’articolo ma non scriviamo più “..oggi emblema dei “cattivi”, del doping, della droga”.
    Sia perché non del tutto vero, sia perché è un modo per tramandare certe inadeguatezze. Grazie

  2. Ciao Francesco, intanto ti ringrazio per aver letto il pezzo. Le parole emblema dei cattivi e della droga le ho usate perché spesso e come dici tu l’esempio di Pantani è usato in esempi completamente errati facendo spesso del male a chi gli sta vicino. Ti saluto cordialmente, Francesco Fiori

  3. Bellissime parole mentre lo leggi ti vine da urlare scatta dai dai xche la tua mente e il tuo cuore ricirdano e rivivono ogni istante. Grazie

  4. Meraviglioso articolo, grazie, si capisce bene che quando scrivi di emblema del doping ecc. Non è un tuo pensiero ma il pensiero comune delle persone che non sanno la vera storia di cosa è accaduto a Madonna di Campiglio a Marco Pantani, e tutto questo solo perché la maggior parte dei tanti suoi colleghi ha scritto e continua a scrivere cose INESATTE, forse perché ignorano o forse per sensazionalismo. Grazie di cuore finalmente un giornalista che scrive le verità.mi permetto di consigliare l’ascolto del brano dal titolo :A mio padre piaceva Pantani. Dei Bertas.

  5. Mi è piaciuto un sacco leggere ciò che hai scritto, e mentre lo facevo pensavo ad oggi, il Tour finito e il Giro appena inziato aspettando sempre succeda qualcosa, qualche scatto importante, ma nulla, di tutto ciò che ci ha regalato Marco

  6. Ti ringrazio tantissimo Michela, primo per aver letto il pezzo, poi per il commento! Puoi seguire la pagina facebook Ispirazione Sportiva così magari altre storie simili potranno emozionarti (Mai quanto il Pirata, sia chiaro!) Francesco

  7. Grazie Moreno per le bellissime parole. Ho promesso a mamma Tonina di scrivere sempre e solo la verità e cercherò di far sempre meglio. Ps…ma la canzone che mi consigli…quella dei Bertas…è la stessa che ho come suoneria? 🙂

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