Due diversi titoli nella stessa categoria di ciclismo.

Da una parte il libro The Program, un pugno allo stomaco che va a smascherare il più grande imbroglio della storia sportiva, ovvero la storia di Lance Armstrong, padrone del Tour e del ciclismo di inizio millennio.

Il libro, tratto dal medesimo film che consigliamo di guardare, è scritto da David Walsh, giornalista che dopo il primo Tour vinto dall’americano, è stato tra i primi a sospettare che la bella storia del ragazzo guarito dal cancro e che vince la gara più importante, sia solo un bluff.

Non sarà facile per Walsh, perché Armstrong e il suo clan arriva a minacciarlo più volte, a ridimensionare la sua posizione e tentare di oscurarlo. Lance verrà fregato da sé stesso, dalla bramosia di avere tutto di nuovo, di non aiutare Floyd Landis, caduto in disgrazia proprio per imitare Armstrong e che una volta rifiutato decide di vuotare il sacco. E’ la fine dell’impero a stelle e strisce.

Per contro, altro pugno allo stomaco, un libro cui basta il titolo: Chi ha ucciso Marco Pantani.

L’italiano è il pericolo pubblico numero uno per Lance e, guarda caso, viene estromesso dal Giro d’Italia 99. La sua morte inizia lì, morte che poi lo troverà quel triste 14 febbraio 2004, tra indagini svolte a metà e un muro di omertà che ancora oggi resiste. Il libro è scritto da Roberto Manzoultimo avvocato di Marco, che ripercorre il calvario del ciclista di Cesenatico.

È stato il suo ultimo difensore e ha avuto modo di consultare i documenti processuali, dormire con loro, odiarli, leggerli e rileggerli, e infine servirsene nei processi. L’avvocato Manzo c’era sempre. C’era per l’assoluzione per i fatti del Giro d’Italia 1999 e c’era durante la pietosa autopsia del 16 febbraio 2004, in una gelida stanza dell’obitorio dell’ospedale di Rimini. E c’è oggi con questo libro per restituire doverosamente al Pirata l’onore perduto e ai suoi tifosi il sogno infranto della bellezza che spunta in testa alla corsa dietro un tornante in salita“.

Lance e Marco, due volti dello stesso sport, due storie finite male. E per il Pirata ancora ci si chiede il perché.

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