Ci sono articoli e articoli, alcuni sono forzature di racconti, altri arrivano spontanei e si sente il bisogno di far sapere.

Anche se non c’entra nulla con lo sport ma a quel punto si scrive chi se ne frega.

Questa è la storia di una treccia arrivata a ispirazionesportiva.com, è il racconto di un dono di una ragazza di nome Giusy che saluta per l’ultima volta la sua treccia e l’affida ad un progetto bellissimo.

E siccome ispirazionesportiva.com nasce per la volonta di ricordare Lorenzo e il suo progetto (https://www.facebook.com/Progetto-Lorenzo-301881783539114/) ecco una nuova storia che merita di esser raccontata. Il problema è solo colui che scrive, perché finché è sport tutto gli risulta semplice, ma con altro è impacciato come un elefante in pasticceria.

Che poi non saprei neanche se un elefante può essere impacciato, ma sto chiaramente divagando.

Il messaggio arrivato tramite lettera recita queste, bellissime e rarissime, parole:

Perdonami. Avrei voluto prendere questa decisione tempo fa quando sulla mia testa avevo il triplo dei capelli.

Perdonami perché avrei potuto farti un regalo molto più bello ma sono stata vigliacca ed egoista…e la vita ha deciso di impartirmi una lezione che mi ha portata a capire veramente cosa prova una persona che è chiamata a vivere una prova così dura come quella che stai vivendo tu.

Quelli che stringi tra le tue mani sono 10 anni della mia vita. In ogni capello che toccherai, è racchiuso amore, dolore, partenze e arrivi. Sono 10 anni di sorrisi e lacrime, di risate e silenzi, di lotte e di traguardi raggiunti.

Dentro è racchiusa anche l’ultima carezza di mio padre. Tutto questo è ora tra le tue mani.

Li ho amati e li amo tuttora con tutta me stesso.

Con risolutezza e decisione, li ho lavati ed asciugati con la stessa attenzione di sempre…ma le mani hanno tremato quando ho legato per l’ultima volta la treccia.

Il mio augurio è che tutto l’amore che sento adesso, tutta la vita e la forza racchiusa dentro ai miei capelli, ora possano far parte della tua vita affinché ti accompagnino nella tua rinascita.

Con tutto il cuore, Giusi.

Non ho voluto evidenziare nessuna parola per non far torto a tutti i pensieri arrivati dal cuore di questa ragazza, che non voleva neanche pubblicare o far pubblicità a questa sua missione, ma non ha fatto i conti su chi ha raccolto nella vita parte della sua gioia e della sua follia e che, anche se ha la testa piena di sport (pregio?difetto?idiozia?) non è riuscito, prima a trattenere le lacrime e poi a metter nero su bianco questo capolavoro.

Questa treccia è destinata a al Progetto Smile (http://www.tricostarc.it/tricostarc-sociale) che aiuta le problematiche di chi si trova a dover affrontare la perdita dei capelli a seguito di trattamento chemioterapico, basandosi sull’attuale modello di sharing economy la Tricostarc, insieme all’associazione A.T.R.I. ONLUS e alla Fondazione Prometeus ONLUS, ha istituito una serie di iniziative atte a promuovere e sostenere il “diritto alla bellezza” per tutti.

Vorrei riportare tutto quello che c’è scritto in questo sito ma non riesco, non per egoismo o voglia di non farlo, ma ad ogni singola parola che leggo mi torna in mente la lezione di un bellissimo bambino (ora diventato quasi maggiorenne e mannaggia a lui sempre juventino) che un giorno scrisse: “Ho combattuto per sopravvivere da quando ero bambino, non sono un sopravvissuto ma sono un guerriero

E così, come sia il progetto Smile che il progetto Lorenzo, regalano un pensiero in più a chi affronta una cosa più grande di noi e che non troviamo neanche il modo di descrivere.

D’altronde scrivo di sport, penso anche in malo modo, ma davanti ad una treccia e agli infiniti esempi di chi è un guerriero o guerriera, l’ispirazione trova nuovi spunti.

Come chiudere un pezzo che non sappiamo come concludere?

Semplice, si usano le parole della canzone Immortali tanto cara alla ragazza della treccia, strappandole un sorriso nel farle immaginare che la sua lettera venga letta da Jovanotti e dalla sua s strana.

Realmente, non potevo far finire un pezzo senza farti ridere.

E lo ridico ancora
Per impararlo a memoria
In questi giorni impazziti
Di polvere di gloria
E lo ripeto ancora
Fino a strapparmi le corde vocali
Ora che siamo qui Noi Siamo Gli Immortali

Francesco Fiori

 

 

 

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