Data di pubblicazione: 19/10/2017
Editore: Rizzoli
261 pagine
La biblioteca di Ispirazione Sportiva racconta oggi un libro di una ragazza che dire ispiratrice o ispirazione è poco: Bebe Vio.
Il suo libro è un concentrato di carica e passione, di chi ha superato gli ostacoli col sorriso, quasi ad annoiarsi se tutto le andava bene, una splendida persona che forse nella sua vita ha avuto paura di non farcela una sola volta, quando cioè si era messa in testa di fare un selfie con Obama.
Il risultato? Vince sempre Bebe.
Il libro si apre così:
“Chiunque incontri Bebe, o anche solo la vera in TV, rimane incantato dall’energia positiva che sprigiona a ogni parola, ogni gesto, ogni sguardo. Come si spiega questo suo modo di essere che le ha permesso non solo di superare difficoltà apparentemente insormontabili, ma anche di raggiungere eccezionali traguardi sportivi? Sembra un mistero.
Invece, se si leggono gli spassosissimi racconti dei tanti episodi raccolti in questo libro, si scopre che Bebe affronta ogni genere di ostacolo utilizzando strumenti e risorse che ciascuno di noi ha a disposizione… anche se spesso non se ne accorge nemmeno!
Innanzitutto Bebe è da sempre consapevole che bisogna trovarsi un sogno da perseguire con la massima passione: Per esempio, lei ha iniziato a 5 anni a desiderare con tutte le sue forze di andare alle Olimpiadi. Per raggiungere la propria meta è fondamentale poi imparare a collaborare con gli altri, fare squadra, chiedere aiuto perché da solo non sei nessuno. Ma ci sono anche tanti altri alleati a portata di mano: l’ironia, la capacità di rimanere “scialli”, Il saper fare tesoro delle critiche positive, stando però attenti a quelle cattive e agli hater.
E persino la paura, un’emozione normalissima, può essere gestita: basta sapere come prenderla. Scritto con uno stile spontaneo e frizzante che contraddistingue Bebe, Se sembra impossibile, allora si può fare, è una lettura che può ispirare e confortare persone di tutte le età, dai giovanissimi, che possono rispecchiarsi nella sensibilità e nel linguaggio fresco di una ventenne, agli adulti che si trovano a combattere battaglie quotidiane, magari impercettibili agli altri, ma ugualmente gravose e impegnative.



