Mer. Feb 4th, 2026

Data di pubblicazione: 17/07/2023

Editore: DIARKOS

400 pagine

La biblioteca di Ispirazione Sportiva si arricchisce oggi con il libro Gli Inzaghi, scritto da Francesco Pietrella e che racconta la storia di due fratelli che hanno fatto gol nel calcio.

Pippo, 70 reti in Champions, 25 in Nazionale in una carriera che si divide tra il suo pranzo a base di pasta in bianco con un filo d’olio e bresaola senza dimenticare l’amore per i biscotti Plasmon, che visto lo score realizzativo son stati un surplus con le maglie di Piacenza, Parma, Atalanta, Juve e Milan, qualcosa come 695 partite e 316 reti realizzate.

3 scudetti e 2 Champions, cui l’ultima decisa proprio da una doppietta di Super Pippo ne fanno l’amico prediletto del fuorigioco, attaccante di razza implacabile.

Simone, come giocatore più bersagliato da infortuni, ha avuto l’apice nella Lazio, con 28 reti in 133 partite ma è in panchina che ha superato il fratello, vincendo 1 campionato con l’Inter, 5 Supercoppe italiane (record), 3 Coppa Italia, salvo poi esser corteggiato con successo dal calcio arabo, una sorta di pensionamento alla carriera, non vedendo ancora margini per trovare quel ricco mondo del pallone appetibile giornalisticamente.

Il libro si apre così: “La storia dello sport, e più in generale del mondo, è piena di fratelli coltelli che si odiano. Loro no. Gli Inzaghi sono sempre stati rivali sul campo senza mai esserlo nella vita. Da calciatori, opposti come lo Zenit e il Nadir, come il giorno e la notte, uguali solo nel ruolo e nel modo di giocare, Filippo vinceva mentre Simone s’infortunava. A uno spettavano puntuali copertine dei giornali, all’altro le sedute fisioterapiche. Da allenatori, invece, le cose sono cambiate, diametralmente, ribaltando i ruoli. Cosa rende speciali, allora, i fratelli Inzaghi, Pippo e ‘Mone, calciatori e allenatori cresciuti in una famiglia comune, in un paesino come tanti, calpestando un campetto di cemento dove si faceva a gara ad arrivare prima e piazzare gli zaini a mo’ di pali? Amore e destino, le chiavi di volta per aprire il loro mondo, perché dietro i tanti gol segnati, gli altrettanti trofei vinti e i successi da allenatori, si nasconde la storia di due ragazzi che si sono sempre supportati a vicenda, senza invidia o occhiate storte. Due fratelli nel pallone“.

Di Francesco Fiori

Francesco Fiori è un giornalista sardo, classe 1983, con la passione per il racconto dello sport. Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, captò la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l’esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risultò migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane più tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoledì prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda “Hai solo il calcio in testa?” rispondeva “No, anche il ciclismo” e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo “psicopatico sportivo”. Tra gli sport di cui si innamora c’è l’hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da lì altra promessa, qualora arrivi la possibilità di scrivere un articolo, questo sarà su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto più noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale “Sa Bovida” gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilità di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell’immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: “Beh, perché non provi a scriverne uno tu?” Il resto è la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volontà, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l’opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all’esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l’impegno è triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor più sorprendente è la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che è. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo è brutale. Il conto è pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, è di una difficoltà che ad oggi è ancora lontana dall'essere superata. Il resto è storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perché per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perché ora, con IspirazioneSportiva.com, sarà ancor più spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: “Nella vita mai smettere di sognare!”. Anzi, scusate il ritardo! Mail: fcroda@yahoo.it Fb: supermariolemieux pec: francesco.fiori@pecgiornalisti.it