Correva l’anno 1994 quando è uscito questo libro/capolavoro di colui che è considerato da molti il numero 1 del giornalismo italiano. Purtroppo, è un’edizione post morte del grande Gianni Brera, avvenuta in un incidente stradale a Codogno, a pochi chilometri dalla sua Pavia, il 19 dicembre del 1992.
Brera stava scrivendo il libro che si articola in due parti, “La leggenda dei Mondiali” racconta ogni evento mundial dal 1930, anno d’esordio con trionfo della scuola dell’Uruguay fino alle mitiche Notti Magiche, pensando già a cosa avrebbe potuto fare l’Italia nell’imminente mondiale a stelle e strisce del 1994 che ahimè per noi si ricorda per il rigore calciato alto da Roberto Baggio.
La seconda parte di questo libro è una specie di compendio per diventar calciatori. L’edizione originale, del 1972, si rivolgeva con intenti didattici ai ragazzi desiderosi di intraprendere la carriera pedatoria, come la chiamava Brera, un’opera, come viene riportato, che esprime con particolare chiarezza l’interpretazione breriana del calcio, dei ruoli, dei moduli e dei grandi campioni fioriti nei primi tre decenni del dopoguerra.
Si apre con “Sogni di gloria pedatoria“, un libro che riporta alla mente il calcio romantico che oggi ha perso quel tocco di fascino.
Gianni Brera: La leggenda dei Mondiali e il mestiere del Calciatore


