La biblioteca di Ispirazione Sportiva presenta oggi un libro a cui teniamo tantissimo, non il solito poema che racconta di un pirata in bici ma l’opera scritta da Tonina Pantani e dal giornalista de La Gazzetta dello Sport Francesco Ceniti: In nome di Marco, la voce di una madre, il cuore di un tifoso.
Il libro è ovviamente su Marco Pantani, uno scritto di una dolcezza unica che si racconta in tre parti, l’esser Marco prima di Pantani, il Marco che diventa Pantani e l’eredità di Pantani.
Noi, anzi, io Francesco Fiori in prima persona, sono spudoratamente di parte. Un giornalista non dovrebbe esserlo e infatti esiste solo un personaggio sportivo che nel mondo non mi si deve toccare ed è proprio Marco Pantani, il Pirata, il mio Pirata, personaggio che viene accomunato al doping e spesso dimenticato per aver portato, quasi da solo, il ciclismo italiano ad esser lo sport più popolare nel 1998.
Il libro è consigliato proprio per chi su Marco ha idee distorte, per carità ognuno giustamente ha la sua, ma che una volta finita l’opera di Francesco Ceniti ha il pensiero del “Comunque si poteva far di più per salvarlo“.
Già, in un’epoca in cui gli scandali nella Federciclismo la fanno da padrone ma che passano anche sottobanco Marco Pantani è quello delle innumerevoli inchieste, dei colpi bassi ogni volta si ripresentava per correre, degli scandali che niente saranno mai in confronto alle imprese, agli scatti, ai voli in salita, a DeZan che aspetta per tutta la tappa il suo acuto.
Dopo di lui nessuno mai. E’ questa è certezza.
Il libro è super consigliato, è facile da leggere non una ma più volte, per rendere omaggio a chi oggi non è più tra noi ma non lo è solo fisicamente, perchè il Pirata è sempre pronto a scattare!
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