Mer. Gen 7th, 2026

Data di pubblicazione: 2023

Editore: Minerva Edizioni (Bologna)

208 pagine

Ferenc Puskás è una leggenda ben viva ancora oggi nei cuori degli appassionati calcistici. In questo libro, Il Campione dei due mondi, consigliato dalla biblioteca di Ispirazione Sportiva, Claudio Minoliti, messinese classe 1963, ne traccia alla perfezione una storia che va ben oltre i confini pallonari.

Puskás è uno dei miti della storia del calcio, stella dell’Ungheria che ha dominato la scena a inizio anni Cinquanta. Attaccante dal tiro secco e preciso, grande realizzatore, con almeno 700 gol fatti tra club e Nazionale in 23 anni di carriera, protagonista prima nell’Honved, la squadra dell’esercito, e il Real Madrid di Gento e Di Stefano, dove arriva sovrappeso dopo due anni di inattività per squalifica.

Quando i carri armati sovietici nel ’56 invasero l’Ungheria l’Honved era all’estero (amichevoli per riuscire a sopravvivere economicamente) e Puskás non rientrò in patria.

Fu quasi uno scandalo per lui che in Nazionale segnò 84 gol in 85 partite, con una striscia positiva che tocca le 32 partite di fila, con l’oro alle Olimpiadi di Helsinki 1952 come punto più alto, insieme alla lezione di calcio inflitta agli inglesi a Wembley battuti 6-3. Da grande favorita ai Mondiali 1954 l’Ungheria, la squadra d’oro”(Aranycsapat)” batte 8-3 la Germania Ovest di Fritz Walter nel turno preliminare ma poi perde la finalissima, nel cosiddetto “Miracolo di Berna” quando in rimonta i tedeschi passano dal 2-1 al 2-3 finale.

Sulla squadra teutonica ci fu anche l’ombra del doping, con molti di quell’11 colpiti da epatite, una misteriosa infezione itterica causata, secondo i rumors dei tempi, da pratiche dopanti, ma non ci fu nessun’inchiesta.

Giocò fino a 39 anni, allenando poi in 9 paesi diversi.

Il libro è consigliatissimo, corredato di foto che ne suggellano una carriera e una vita da mito calcistico.

La storia di Ferenc nel cartone animato I Ragazzi del Mundial:

https://www.youtube.com/watch?v=MX8vFrikDTY

https://www.youtube.com/watch?v=MkiTRRoTNe0

 

Di Francesco Fiori

Francesco Fiori è un giornalista sardo, classe 1983, con la passione per il racconto dello sport. Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, captò la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l’esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risultò migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane più tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoledì prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda “Hai solo il calcio in testa?” rispondeva “No, anche il ciclismo” e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo “psicopatico sportivo”. Tra gli sport di cui si innamora c’è l’hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da lì altra promessa, qualora arrivi la possibilità di scrivere un articolo, questo sarà su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto più noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale “Sa Bovida” gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilità di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell’immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: “Beh, perché non provi a scriverne uno tu?” Il resto è la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volontà, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l’opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all’esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l’impegno è triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor più sorprendente è la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che è. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo è brutale. Il conto è pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, è di una difficoltà che ad oggi è ancora lontana dall'essere superata. Il resto è storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perché per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perché ora, con IspirazioneSportiva.com, sarà ancor più spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: “Nella vita mai smettere di sognare!”. Anzi, scusate il ritardo! Mail: fcroda@yahoo.it Fb: supermariolemieux pec: francesco.fiori@pecgiornalisti.it