Gio. Apr 3rd, 2025

Data di pubblicazione: 19/06/2024

Editore: Minerva Edizioni, 160 pagine

Sulla mia tomba basterebbe scrivere Amburgo, 1974. Tutti capirebbero chi è sepolto lì“. Con queste parole si descrive Jurgen Sparwasser, raccontato in maniera meravigliosa da Giovanni Tosco nel libro: Jurgen Sparwasser, l’eroe che tradì.

Sparwasser è l’uomo che ha segnato una delle reti più importanti nella storia del calcio. Siamo al mondiale 1974 e si sfidano le due rappresentative tedesche, Germania Ovest contro Germania Est, ad Amburgo il 22 giugno 1974. Nessuno dà credibilità alla squadra dell’Est, relegata nella tristezza del muro di Berlino che ne limita la vita. Sparwasser è un grandissimo attaccante che gioca nel Magdeburgo e che non ha paura di niente, neanche di confezionare uno scherzetto ai “cuginetti”.

Fu l’unica volta che le due squadre si affrontarono e l’1-0 che decretò la vittoria dell’Est rappresenta una pietra storica sportiva e di vita. “Accalappiò il pallone con la testa, se lo portò sui piedi, corse di fronte al tenace di Vogts e, lasciandosi dietro perfino Hottges, lo piantò in rete alle spalle di Maier“.

Marco Tardelli a quell’attaccante chiese la maglia, cosa che tuttora ha in salotto e Sparwasser ricorda anche la successiva multa per aver consegnato l’indumento al giocatore italiano: “Lo fece anche un mio compagno ma inquadrarono solo me e pagai solo io, perché agli atleti dell’est era vietato scambiare la maglia con un atleta “capitalista“.

Magdeburgo, 381 partite con 173 gol, tre volte campioni nazionali e nel 1974 addirittura vincendo la Coppa delle Coppe contro il Milan, l’unico trofeo vinto da una squadra della Germania Est. Tutti i giocatori di quella squadra erano nati a Magdeburgo o nel raggio di 40 chilometri.

Coppa che anticipò di un mese la vittoria sulla Germania Ovest, su quell’ovest dove tutti volevano andare, scappando dall’opprimente regime dell’est e al Partito Socialista Unificato che controllava i cittadini attraverso la Stasi. Si narra di una spia ogni 50 persone, proporzione superiore a quella dell’Unione Sovietica perché le fughe dall’altra parte della Germania erano temutissime.

E nel 1988 arriva anche il momento per Sparwasser di cambiare aria. “E’ indescrivibile la sensazione che provai il giorno della fuga con mia moglie Christa. Sapevo che se fossi rimasto sarei impazzito e che era la cosa giusta. Però il rischio fu altissimo“.

Fuga senza la figlia Silke, poiché incinta ma gioia nel rivederla quando cadde il Muro di Berlino, con Sparwasser di ritorno da un allenamento con le giovanili dell’Eintracht Francoforte e l’inizio di una nuova vita piena di luce.

La storia di Sparwasser resta unica al mondo, Giovanni Tosco (dalla sua intervista abbiamo preso spunto) la racconta in maniera minuziosa e pare, al giorno d’oggi, un’epoca che gli attuali giovani non riescono ad immaginare, talmente sia al limite.

Di Francesco Fiori

Francesco Fiori è un giornalista sardo, classe 1983, con la passione per il racconto dello sport. Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, captò la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l’esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risultò migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane più tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoledì prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda “Hai solo il calcio in testa?” rispondeva “No, anche il ciclismo” e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo “psicopatico sportivo”. Tra gli sport di cui si innamora c’è l’hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da lì altra promessa, qualora arrivi la possibilità di scrivere un articolo, questo sarà su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto più noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale “Sa Bovida” gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilità di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell’immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: “Beh, perché non provi a scriverne uno tu?” Il resto è la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volontà, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l’opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all’esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l’impegno è triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor più sorprendente è la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che è. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo è brutale. Il conto è pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, è di una difficoltà che ad oggi è ancora lontana dall'essere superata. Il resto è storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perché per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perché ora, con IspirazioneSportiva.com, sarà ancor più spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: “Nella vita mai smettere di sognare!”. Anzi, scusate il ritardo! Mail: fcroda@yahoo.it Fb: supermariolemieux pec: francesco.fiori@pecgiornalisti.it