Titolo: Pantani per Sempre
Autore: Davide De Zan
Casa editrice: Libreria Pienogiorno
Anno di pubblicazione: 2022, dicembre
Corre l’anno 1994, data nefasta per i motori, per la scomparsa di Ayrton Senna il 1 maggio. Serve una nuova emozione all’Italia e un mese dopo, il 4 giugno, nella Lienz-Merano, spunta un ciclista di 25 anni, ma che ne dimostra molti di più, e che sotto la voce di Davide De Zan (il Giro era trasmetto da Fininvest) si esalta per una vittoria capolavoro. Ma non solo, nell’arco delle 24 ore successive arriva anche il bis, nella tappa che comprende il mitico Mortirolo, schiantando la resistenza di Berzin e Indurain, questo per un semplice motivo:
PANTANI PER SEMPRE
Così s’intitola il libro di Davide De Zan sul ciclista romagnolo, il cui amore dei suoi tifosi resiste al tempo e alle accuse, resiste alla fine tragica e alle imprese memorabile che ognuno di noi, amando la bici, rivede chiudendo gli occhi.
Abbiamo incontrato Davide lo scorso anno e siamo rimasti emozionati dalle parole su Pantani, sincere, vispe, come quelle di chi ha perso un amico, non un personaggio sportivo. Il libro nasce nel nostro periodo più buio, quando sull’Italia grava la nube del Covid e per De Zan l’ispirazione arriva da un incontro casuale in un bar. Nasce soprattutto da un titolo de La Gazzetta dello Sport su Schwazer “Ora fatelo marciare!” strillato sull’atleta dichiarato innocente e che ha resistito alla devastazione delle accuse sul secondo doping (ne parliamo qui)
Nel libro le frasi del Pirata e sul Pirata aprono i capitoli:
- La gente aspetta sempre l’attaccante che scatta e se ne va? Allora aspetta me, è quello che sono, è quello che so fare.
- Per vincere Pantani non ha bisogno del doping, ma ha bisogno delle salite.
- Se puoi vincere devi farlo.
- Avrei voluto essere battuto dagli avversari, invece una volta ancora mi ha sconfitto la sfortuna. (Ottobre 1995)
- Nel ciclismo non perde mai nessuno, tutti vincono nel loro piccolo: chi si migliora, chi piange per essere arrivato in cima, chi ride per una battuta del suo compagno, chi non è mai stanco, chi non molla, chi non si sente mai solo.
- Non c’è supermarket dove si compra la grinta, o ce l’hai o non ce l’hai.
- Quando stacchi tutti e arrivi solo, la vittoria ha il sapore del trionfo.
- Quando scatto cerco di distruggere psicologicamente i miei avversari, che non sanno fin dove posso arrivare…
- La sciocchezza più grossa sul mio conto? Che ero finito.
- Mi spiace ma non tornerò mai più quello di prima. Ridiventerò competitivo, ma non sarò più quello di prima, perché ho subìto una grandissima ingiustizia.
- A Campiglio mi hanno fregato.
- Chi è Pantani? Uno che ha sofferto tanto. E che in bici si è divertito ma, soprattutto, ha divertito.
- Mi spiace che molte persone che mi hanno portato tra le stalle, mi hanno hanno ributtato nelle stalle.
- Le emozioni più forte le ho provate lungo le strade, quando sentivo la gente che gridava così tanto il mio nome che mi veniva il mal di testa.
- A volte c’è chi paga per tutti e chi incassa per tutti.
- Vado così forte in salita per abbreviare la mia agonia.
- Inutile avere una bici leggerissima, se ti porti nell’anima un corpo che pesa come un macigno.
- Tutti saltano sul mio carro? No problem, chi c’era resta, chi non c’era resta giù!.
- La montagna è solo per pochi. La fatica in montagna, per me, è poesia.
- Cosa mi preoccupa? Deludere me stesso…
Ci manca Marco, eccome se ci manca, questo libro ripercorre alti e bassi di una carriera unica e di una sincera amicizia. Marco Pantani significa poi un’altra musica, quella dove la voce cantante è del padre, Adriano, cantore della sfida con Tonkov e della follia sul Galibier, dirige l’orchestra il Pirata. Il libro è veramente bello!
