Data di pubblicazione: 27/05/2026
Editore: DIARKOS
288 pagine.
George Best si riassume con la frase a lui tanto cara: “Maradona good, Pelè better, George… Best!“.
Siamo di fronte al giocatore che ha trovato l’apice della carriera ad appena 22 anni e da quel momento la discesa negli inferi è stata drammaticamente velocissima. Stefano Boldrini lo racconta alla perfezione.
Best, nordirlandese, cresce guardando il Wolverhampton, ma è un dirigente del Manchester United a scoprirlo e telefonare subito a Matt Busby: “Matt, ho scoperto un genio”
E’ magrolino ma spavaldo, rompe le scatole al vicino che ha la tv giocando a pallone contro la sua casa finché non viene invitato a vedere la sua squadra del cuore.
Forse accade tutto troppo in fretta nella vita di George Best. Ha un impatto devastante con i Red Devils, la sua numero 7 e la sua spavalderia in campo incanteranno da subito. Per Best sembrava tutto troppo semplice. Ma neanche maggiorenne inizia a bere, prima come rito nel dopo partita poi sempre con maggior frequenza. Matt Busby prova a proteggerlo come può, facendolo esordire ad appena 17 anni. Insieme a Law e Charlton sono inarrestabili. Best poi ci mette del suo, vuole divertirsi e divertire in campo
Lo United dei primi anni di George è un mix tra vecchietti terribili e giocatori di classe. Il campionato del 1967 viene perso per due punti, a favore degli odiati cugini del City, ma è la Coppa dei Campioni che regala la gloria eterna, Best segna il decisivo e unico gol della sfida d’andata in semifinale col Real Madrid, pareggiata poi 3-3 davanti a 125.000 spettatori, poi nella finalissima è Eusebio a inchinarsi al Quinto Beatle, che segna nei supplementari una partita che vede il risultato Manchester United-Benfica 4-1, nel ricordo degli uomini di Busby deceduti dieci anni prima in una sciagura aerea.
Per Best si spalanca l’olimpo, è Pallone d’Oro davanti al compagno Bobby Charlton e Dragan Dzajic. Nessuno in quel momento può saperlo ma è appena iniziata la discesa.
“Fossi nato brutto, avrei oscurato Pelé“.
Nato in un quartiere povero di Belfast, Best (tradotto in inglese Migliore), era il giocatore preferito anche di Pelé. Nel 1973, ad appena 26 anni e mezzo rompe il contratto con lo United, quando ormai è la controfigura di se stesso. Da quel momento è giramondo, tra alcool e donne, tra eccessi e scandali giornalistici, sempre con la bottiglia in mano.
Best venderà le sue ultime foto in vita, quasi fosse da monito per chi si smarrisce e cerca nei vizi l’alternativa alla risalita. Il libro racconta un eroe che non è un eroe, ma che, al pari di Maradona, lascia l’interrogativo su cosa sarebbe potuto essere Best senza i suoi eccessi.

