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Enrico Brizzi – Nulla al mondo di più bello

Data di pubblicazione: 7/06/2018

Editore: Laterza

318 pagine

L’epopea del calcio italiano fra guerra e pace 1938-1950 raccontata da Enrico Brizzi, un calcio che letto oggi deve essere d’esempio, tra la guerra che ha cancellato la vita.

Apre il libro così lo scrittore:

“Parigi 1938, Vittorio Pozzo, commissario tecnico della Nazionale, festeggia la Coppa del mondo vinta dall’Italia per la seconda volta consecutiva. “Nulla al mondo del più bello”, afferma, commosso. È l’apogeo del calcio italiano, con i suoi campioni e le loro fantastiche storie: Meazza, il fuoriclasse nato poverissimo e diventato, grazie al calcio, l’uomo più popolare della sua Milano. Il cannoniere, Silvio Piola, sottratto il nome della ragion di Stato alla Pro Vercelli e consegnato alla Lazio; il “Fornaretto” Amedeo Amadei e gli altri alfieri giallorossi che riusciranno infine a portare lo scudetto sulle sponde del Tevere. E ancora, il bolognese Biavati, imprendibile inventore del “doppio passo”, e lo scatenato triestino Colaussi.

Mentre l’Italia tutta festeggia, ha inizio l’odiosa discriminazione razziale E i venti di guerra travolgono il pallone. La fortissima Austria viene “annessa” alla Germania, in Francia, i nazionalisti storcono il naso di fronte alla presenza dei primi giocatori arabi e neri fra i ranghi della Nazionale, in Russia le purghe decimano intere squadre, gli esuli baschi e catalani in fuga dalla Spagna di Franco si rifugiano a giocare in Messico.

Quando la parola spetterà agli eserciti, i calciatori italiani saranno chiamati a mandare avanti sino all’ultimo momento possibile il torneo di serie A, la “distrazione di massa” che più di ogni altra dovrebbe garantire una parvenza di normalità al Paese prossimo a trasformarsi in campo di battaglia.

Con la pace, ecco Valentino Mazzola, chiamare il Toro alla carica rimboccandosi le maniche della casacca; l’epopea granata restituirà orgoglio e fiducia A un’Italia battuta, umiliata e smaniosa di riscatto sotto le nuove insegne repubblicane. I campioni del pallone sono gli spiriti benevoli che presiedono al “meraviglioso giuoco”, gli uomini che hanno regalato emozioni ai padri dei nostri padri e, così facendo, hanno accompagnato e reso unica la storia del nostro paese”.

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