Il tabù dei calciatori gay resta ancora un argomento complicato da trattare. Non per Francesca Muzzi, brillante e straordinaria giornalista professionista, che ha raccontato con noi al Festival della Letteratura Sportiva di Bono il suo libro Giochiamo anche noi, l’Italia del calcio gay.
Il libro è un’opera unica, perché solo la classe di Francesca poteva avere l’arduo compito di raccontare un calcio che va oltre i pregiudizi, non è un romanzo ma sono esperienze di vita, che riescono anche a strappare un sorriso in un mare di silenzi attraverso il mondo del pallone.
Ad esempio Alessio, in Sicilia, col presidente che entra nello spogliatoio e grida: “Sembrate dei froci passivi“, che non cambiò dopo lo scontro col giocatore ma che divenne quasi una benedizione, o dell’arbitro tradito per via dei tornei amichevoli, o ancora il bacio Nervo-Bellucci.
Tavecchio, all’epoca, regalò una delle sue perle: “Io sono normalissimo, teneteli lontano da me” e visto lo sfascio che combinò in Federcalcio è tutto dire.
Nel libro si trova anche la “Finocchiona Cup” o la Ligay che in Brasile ha anche una piattaforma tv, pagine che son raccontate con leggerezza ma che fanno anche riflettere e ovviamente il top è la classe di Francesca Muzzi che fa il resto (autrice tra l’altro del libro La vanga in campo, storie di calcio dilettantistico, ne riparleremo ovviamente qui!).

