{"id":789,"date":"2020-10-20T13:30:16","date_gmt":"2020-10-20T11:30:16","guid":{"rendered":"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/?p=789"},"modified":"2023-12-16T19:50:12","modified_gmt":"2023-12-16T17:50:12","slug":"quelli-che-sinnamorano-di-beppe-viola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/index.php\/2020\/10\/20\/quelli-che-sinnamorano-di-beppe-viola\/","title":{"rendered":"Quelli che&#8230;s&#8217;innamorano di Beppe Viola"},"content":{"rendered":"\r\n<p>Esistono figure mitologiche che invadono il mondo del giornalismo sportivo, in tempi in cui esistevano pochi canali tv e ugualmente tante trasmissioni sportive. Eccellere in quei tempi era sinonimo di una grandezza esagerata ma anche meritata. <strong>Beppe Viola era l&#8217;eccellenza<\/strong>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Beppe Viola non \u00e8 stato solo un giornalista sportivo, sarebbe riduttivo catalogarlo cos\u00ec, \u00e8 stato semplicemente un genio, un paroliere, un umorista, uno sceneggiatore, uno che&#8230;con una faccia cos\u00ec&#8230;avrebbe fatto il botto ovunque.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-style-large is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\r\n<p>&#8220;<em>Da vent&#8217;anni dipendente della Rai-tv, passaporto italiano, militesente, presunto capo di famiglia numerosa, non soltanto ignoravo le regole del football americano, ma non mi era mai passato per la testa di assistere a una partita<\/em>&#8220;.<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"alignright size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"206\" height=\"307\" class=\"wp-image-799\" src=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/beppe_viola-1.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/beppe_viola-1.jpg 206w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/beppe_viola-1-201x300.jpg 201w\" sizes=\"auto, (max-width: 206px) 100vw, 206px\" \/><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Beppe Viola \u00e8 stato parte integrante della Milano che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, quella che giocava ad indovinare, dalla faccia, la squadra del cuore di chi entrava in un bar, in un club, la <strong>Pasticceria Gattullo<\/strong>, che si denominava appunto &#8220;l&#8217;<strong>Ufficio Facce<\/strong>&#8220;, tavolo in cui si ritrovavano <strong>Cochi e Renato<\/strong>,<strong> Teo Teocoli<\/strong>, <strong>Enzo Jannacci<\/strong>, <strong>Boldi<\/strong>, <strong>Villaggio<\/strong>, <strong>Abatantuono<\/strong> e appunto il &#8220;<em>genio di Milano<\/em>&#8220;.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ma non solo, Beppe Viola \u00e8 stato uno che all&#8217;esame di Stato per diventare giornalista fu, in teoria, messo in difficolt\u00e0 da <strong>Enzo Biagi<\/strong>, con la domanda: &#8220;<em>Per lei, Fanfani nello schieramento della Dc, sta a destra o a sinistra?<\/em>&#8221; con pacata risposta: &#8220;<em>Dipende dai giorni<\/em>&#8220;, prendi e porta a casa, il genio sta per arrivare nel mondo giornalistico.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>In Rai, dopo oltre 20 anni, la sopportazione \u00e8 reciproca, ma all&#8217;interno della tv ha solo due amici, <strong>Bruno Pizzul<\/strong> e <strong>Carlo Sassi<\/strong>, definito il &#8220;ragioniere alla moviola&#8221;, capendo da subito che per far carriera avrebbe dovuto &#8220;adulare&#8221; qualcuno dei piani alti, coniando cos\u00ec l&#8217;ennesima frase capolavoro: &#8220;<em><strong>Tengo duro per migliorare il mio record mondiale di mancata carriera<\/strong><\/em>&#8220;, e lo diceva sorridendo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&#8220;<em>Un&#8217;innata onest\u00e0 gli vietava smancerie in qualsiasi campo si trovasse a produrre parole e pensiero<\/em>&#8220;. <strong>Gianni Brera<\/strong>, 19 ottobre 1982.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La sua &#8220;mancata carriera&#8221;, non gli impedisce di essere redattore, radio e telecronista su calcio, pugilato e la sua amata ippica (<em>celebri le gite all&#8217;ippodromo di San Siro, suo paradiso<\/em>), sceneggiatore e dialoghista con l&#8217;inseparabile Jannacci, creatore di testi da cabaret<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Impossibile, da casa, non amarlo, mentre pi\u00f9 complicato nel rapporto con altri colleghi che mal sopportavano uno stile fuori dalle righe, atipico, che per\u00f2 solo Viola sapeva tenere e difficilmente era copiabile.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&#8220;<em>Quello va in tv con la Lacoste sotto la giacca per prendere soldi dalla marca del coccodrillo<\/em>&#8220;, altra accusa cui Beppe, senza troppi patemi d&#8217;animo, rispose: &#8220;<em>Da oggi giacca e cravatta, cos\u00ec posso sudare di pi\u00f9 e meglio<\/em>&#8220;.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-style-large is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\r\n<p>&#8220;<em>Rompersi una gamba a pallavolo \u00e8 come avere un infarto a Disneyland<\/em>&#8220;<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Tra i pi\u00f9 grandi amici di Viola anche<strong> Gino Rancati<\/strong>, giornalista capace di far una reprimenda in diretta all&#8217;allora presidente della Repubblica <strong>Giovanni Gronchi<\/strong>, reo di esser in ritardo al gran premio di Monza (gara che non sarebbe iniziata sino alla presenza di Gronchi), dicendo per radio: &#8220;<em>Chi occupa una carica di rilievo dovrebbe dare il buon esempio<\/em>&#8220;. <strong>Licenziato in tronco il giorno dopo<\/strong>, per Viola Gronchi era semplicemente un mito.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ora, in epoca pay tv dove ogni partita viene vivisezionata ciuffo d&#8217;erba per ciuffo d&#8217;erba immaginate questa scena: una partita \u00e8 stata noiosa e anzich\u00e9 riproporvela nel servizio tv ve ne faccio vedere un&#8217;altra.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ebbene, quella partita \u00e8 stata La partita, ossia il derby di Milano, ma per Viola \u00e8 stato un &#8220;<em>autentico derbycidio, un derby noiosissimo<\/em>&#8221; cos\u00ec, con mossa geniale (o sciagurata, dipende dai gusti), <strong>mand\u00f2 in onda vecchi spezzoni di derby in bianco e nero<\/strong>, molto meglio, a detta sua, del triste spettacolo che 70.000 persone a cui avevano appena assistito.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&#8220;<em>Vi far\u00e0 meraviglia che io mi sia compromesso con una manifestazione del genere, ma sono un impiegato Rai con figlie a carico<\/em>&#8220;, il suo commento ad una manifestazione sportiva lontana anni luce da ci\u00f2 che amava, stile unico, arguto, difficilmente riproponobile senza far danni.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-style-large is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\r\n<p>Il pugile al terzo round: &#8220;Come vado?&#8221;, l&#8217;allenatore, guardando l&#8217;avversario: &#8220;Se l&#8217;ammazzi fai pari&#8221;.<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Tra lo humor di Viola non ha pari, con un faccione sornione che difficilmente uno prende sul serio ma che poi, appena conosciuto, non vorrebbe pi\u00f9 farne a meno.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-style-large is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\r\n<p>&#8220;Sarei disposto ad avere 37 e 2 tutta la vita in cambio della seconda palla di servizio di McEnroe&#8221;<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Difficile far ironia sullo sport, pericolosissimo scherzare sul calcio, eppure Viola rendeva tutto naturale e dal libro &#8220;Quelli che&#8230;&#8221; del 1992, riproponiamo il &#8220;Beppe Pensiero&#8221;:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&#8220;<em>Quando vengono al mondo i bambini ricchi parlano gi\u00e0 quattro lingue, sono abbronzati e hanno le m\u00e8che. I bambini poveri fanno una fatica mai vista a farsi capire almeno fino all\u2019et\u00e0 dei sei anni quando incontrano una maestra appena arrivata da Benevento che insegna loro l\u2019amore per il prossimo. Rinuncio volentieri al vittimismo e ammetto pubblicamente che avrei potuto essere coi primi se mio padre non si fosse ballato ogni mese la paga di aviatore in un posto chiamato San Siro. In questo posto corrono i cavalli, alcuni vincono, quelli sui quali scommetteva mio padre, quasi mai. Ecco perch\u00e9 all\u2019et\u00e0 di anni sei ho incrociato anch\u2019io una maestra proveniente da Avellino. Per lei era gi\u00e0 un successo essere arrivata a Milano, figurarsi se le poteva interessare l\u2019insegnamento della matematica e di altri fastidiosi intralci che separano il periodo pi\u00f9 bello della vita dal pi\u00f9 difficile. Quando mia madre chiese spiegazioni sul fatto che io non sapessi contare fino a venti dopo due anni di scuola, la maestra rispose che ero proprio un bel bambino e che lei mi teneva dentro il cuore. Mia madre non si occup\u00f2 pi\u00f9 della scuola e io ne trassi grandi benefici. Appena fui in grado di giocare un pacchetto di sigarette a carambola con ottanta probabilit\u00e0 su cento di vittoria, la convinsi che il mondo della scuola era molto cambiato rispetto ai tempi suoi. \u201cNon danno pi\u00f9 le pagelle da firmare, n\u00e9 pretendono di incontrarsi coi genitori. C\u2019\u00e8 un metodo nuovo che assegna agli studenti la massima libert\u00e0. Sono loro che decidono quando andare e non andare a scuola, quando devono essere interrogati, vaccinati, rimandati.\u201d Mia madre era una donna eccezionale. Lo capii una mattina quando venne a svegliarmi dicendo: \u201cFuori c\u2019\u00e8 una neve mai vista, fa un freddo cane. Fossi io te non andrei a scuola oggi. <strong>Meglio un asino vivo che un professore morto<\/strong>\u201d. L\u2019asino \u00e8 vivo e vegeto, modestamente. Nel frattempo mio padre era andato a giocare sui cavalli del Venezuela per via di un licenziamento generale dovuto allo scioglimento della societ\u00e0 aerea per la quale lavorava. Penso che mio padre abbia fatto bene a ballarsi i soldi sui cavalli perch\u00e9 se ne avesse lasciati in giro un po\u2019 per casa li avrei fatti fuori io, magari al bigliardo dove, tra l\u2019altro, si respira anche poco per colpa del fumo. Insomma a scuola non mi feci<\/em> <em>vedere per un bel pezzo, diciamo per l\u2019intero anno. Ebbi il coraggio di meravigliarmi, anzi di scandalizzarmi, quando leggendo il risultato scoprii di essere stato respinto. \u201c<strong>Ma come? Se non mi conoscono neanche? Avrebbero dovuto scrivere disperso, mica respinto<\/strong>.\u201d Mia madre fu condita via con un \u201cLe solite tre materie, mamma. Tranquilla anche quest\u2019anno ce la far\u00f2.\u201d Invece niente. Per colpa della madre di un mio compagno, venne a sapere la verit\u00e0 nel modo sbagliato. Una telefonata di vigliaccheria. \u201cHo saputo che suo figlio, signora Viola, \u00e8 stato respinto. Mi dispiace molto.\u201d Ho cominciato a credere nelle spie, nella cattiveria umana. Per mia madre fu un\u2019offesa gravissima. \u201cD\u2019altra parte,\u201d mi disse \u201c<strong>sei troppo grande per essere anche intelligente<\/strong>. La Natura \u00e8 giusta, distribuisce un po\u2019 qua un po\u2019 l\u00e0. Il lusso chiamato scuola non ce lo possiamo pi\u00f9 permettere. Trovati un posto e che Dio ti assista\u201d. Il mio Dio si chiama Liverani Vito e fa il fotografo. Mi raccomand\u00f2 ai redattori dell\u2019agenzia giornalistica per la quale lavorava.\u00a0Entrai a Sportinformazioni come collaboratore e poi fui assunto a trentamila mensili, comprese le domeniche, le ore notturne e tutte le altre feste del calendario. Conobbi giornalisti destinati poi a carriere rispettabilissime. A quei tempi per\u00f2 se la passavano male pure loro per via del padrone che non mollava una lira in pi\u00f9 nemmeno sotto tortura. Lo chiamavano Babbone perch\u00e9, a modo suo, ci voleva bene. Il modo suo era il seguente: il giorno in cui mor\u00ec mia madre venne a casa mia per confortarmi. Mia madre spir\u00f2 alle sette del mattino, lui si present\u00f2 alle nove dicendomi: \u201cGuardi, caro Viola, che per dimenticare dolori tanto grandi c\u2019\u00e8 soltanto il lavoro. <strong>Venga in agenzia e vedr\u00e0 che passer\u00e0 tutto<\/strong>\u201d. Andai in agenzia<\/em>&#8220;.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Viola racconta le cose a modo suo e le racconta con una semplicit\u00e0 disarmante, senza aver bisogno di alzare la voce per attirare tutta l&#8217;attenzione.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-style-large is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\r\n<p>&#8220;La Juventus produce successo, quindi invidia. Ricordo di un professore di filosofia, juventino nel sangue. Quando la Juventus perdeva, il luned\u00ec entrava in classe di pessimo umore e passava immediatamente alle interrogazioni. La vittima era sempre la stessa, tale Angelo Balzarini, noto sostenitore interista. Il mio povero compagno viene massacrato dalle domande impossibili e soltanto il suo sacrificio tradotto sul registro dall&#8217;immancabile \u00abdue\u00bb riusciva a far tornare la serenit\u00e0 nell&#8217;animo del professore. Angelo, poco prima dell&#8217;inizio del terzo trimestre, pass\u00f2 in un club juventino e fu promosso con ottimi voti.\u201c<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-style-large is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\r\n<p>Gigi Radice durante un allenamento del Torino: &#8220;Fuori i coglioni!&#8221;. Eraldo Pecci a Patrizio Sala: &#8220;Guarda che dice il Mister che devi uscire.&#8221;<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il Viola conduttore de La Domenica Sportiva non le mandava a dire se qualcosa andava storto, cos\u00ec un giorno, in diretta, sul mancato arrivo dell&#8217;arbitro Michelotti coni\u00f2 un&#8217;altra perla giornalistica:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-style-large is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\r\n<p>&#8220;Avevamo invitato l&#8217;arbitro Michelotti, la mamma ha detto di s\u00ec, ha detto di s\u00ec la moglie, e pure le figlie, ha detto di no Campanati, il suo presidente, e quindi Michelotti \u00e8 rimasto a Parma a cantare&#8221;<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Geniale, diceva Viola: &#8220;<em>Quando sar\u00f2 grande diventer\u00f2 anche serio<\/em>&#8220;. Non ne avr\u00e0 il tempo, <strong>la sera di domenica 17 ottobre 1982 accusa un malore <\/strong>nell&#8217;ufficio di Carlo Sassi, nella sede Rai di Milano, mentre montava un servizio per Inter-Napoli de La Domenica Sportiva, ricoverto per emorragia cerebrale spira la mattina del 18, ad appena 42 anni.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ciao Beppe e grazie per l&#8217;ispirazione!<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"has-text-align-right\"><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/supermariolemieux\">Francesco Fiori<\/a><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Fonti: https:\/\/le-citazioni.it\/autori\/beppe-viola\/<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Cercaci su facebook: <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/ispirazionesportivacom-105768114468163\/\">https:\/\/www.facebook.com\/ispirazionesportivacom-105768114468163\/<\/a><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"680\" height=\"400\" class=\"wp-image-800\" src=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/141633997-11c22a48-a45d-41bd-8186-760ba11083be.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/141633997-11c22a48-a45d-41bd-8186-760ba11083be.jpg 680w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/141633997-11c22a48-a45d-41bd-8186-760ba11083be-300x176.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/figure>\r\n\r\n\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" class=\"wp-image-802\" src=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/WhatsApp-Image-2020-10-21-at-09.07.59-768x1024.jpeg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/WhatsApp-Image-2020-10-21-at-09.07.59-768x1024.jpeg 768w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/WhatsApp-Image-2020-10-21-at-09.07.59-225x300.jpeg 225w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/WhatsApp-Image-2020-10-21-at-09.07.59.jpeg 972w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esistono figure mitologiche che invadono il mondo del giornalismo sportivo, in tempi in cui esistevano&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":803,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,205,206],"tags":[106],"class_list":["post-789","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calcio","category-i-miti-e-le-leggende-del-calcio","category-i-miti-e-le-leggende-del-pallone","tag-viola"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.9 - 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Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l\u2019opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all\u2019esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l\u2019impegno \u00e8 triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor pi\u00f9 sorprendente \u00e8 la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che \u00e8. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo \u00e8 brutale. Il conto \u00e8 pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, \u00e8 di una difficolt\u00e0 che ad oggi \u00e8 ancora lontana dall'essere superata. Il resto \u00e8 storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perch\u00e9 per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perch\u00e9 ora, con IspirazioneSportiva.com, sar\u00e0 ancor pi\u00f9 spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: \u201cNella vita mai smettere di sognare!\u201d. Anzi, scusate il ritardo! 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A scuola alla domanda \u201cHai solo il calcio in testa?\u201d rispondeva \u201cNo, anche il ciclismo\u201d e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo \u201cpsicopatico sportivo\u201d. Tra gli sport di cui si innamora c\u2019\u00e8 l\u2019hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da l\u00ec altra promessa, qualora arrivi la possibilit\u00e0 di scrivere un articolo, questo sar\u00e0 su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto pi\u00f9 noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale \u201cSa Bovida\u201d gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilit\u00e0 di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell\u2019immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: \u201cBeh, perch\u00e9 non provi a scriverne uno tu?\u201d Il resto \u00e8 la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volont\u00e0, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l\u2019opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all\u2019esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l\u2019impegno \u00e8 triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor pi\u00f9 sorprendente \u00e8 la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che \u00e8. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo \u00e8 brutale. Il conto \u00e8 pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, \u00e8 di una difficolt\u00e0 che ad oggi \u00e8 ancora lontana dall'essere superata. Il resto \u00e8 storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perch\u00e9 per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perch\u00e9 ora, con IspirazioneSportiva.com, sar\u00e0 ancor pi\u00f9 spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: \u201cNella vita mai smettere di sognare!\u201d. Anzi, scusate il ritardo! 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