{"id":751,"date":"2020-10-11T15:00:00","date_gmt":"2020-10-11T13:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/?p=751"},"modified":"2023-12-16T19:53:53","modified_gmt":"2023-12-16T17:53:53","slug":"la-nhl-ai-tempi-del-messia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/index.php\/2020\/10\/11\/la-nhl-ai-tempi-del-messia\/","title":{"rendered":"La Nhl ai tempi del Messia"},"content":{"rendered":"\r\n<p>Chiudete gli occhi, immaginate classe, potenza, carattere, gol, assist, leadership, sentite il boato dei fan verso l\u2019icona che esce con la Stanley Cup, applausi, ecco tutto questo \u00e8\u00a0<strong>Mark Messier<\/strong>, l\u2019essere perfetto,\u00a0<strong>il Messia<\/strong>!<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il 18 gennaio 1961 nasce colui che d\u00e0 del tu al puck: probabilmente neanche piange appena messo al mondo ma guida gli altri bambini verso la vittoria, \u00e8 fatto cosi Messier, lui \u00e8 leader, \u00e8 il giocatore a cui affidi una squadra sapendo che conti su di lui al 100%.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La sua infanzia \u00e8 piena di hockey come capita ai bimbi in Canada, a quattro anni magari litiga con l\u2019alfabeto ma familiarizza con pattini e bastone.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Gli inizi<\/strong><\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Esordisce sul ghiaccio con i\u00a0<strong>Spruce Grove Mets<\/strong>\u00a0gi\u00e0 dagli\u00a0<strong>11\u00a0<\/strong>anni e li guida al successo cinque anni pi\u00f9 tardi quando dall\u2019alto della roccia che \u00e8 diventato con i quasi\u00a0<strong>100 chili<\/strong>\u00a0di muscoli domina i coetanei e i suoi tanti minuti di penalit\u00e0 spiegano il fuoco interiore che solo i campioni hanno.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il vero impatto con arene calde si ha con il debutto nell\u2019<strong>Alberta Junior Hockey League<\/strong>, lega che per inciso di tanti prospetti fa sollevare la Stanley Cup solo a\u00a0<strong>15 giocatori<\/strong>: Duane Sutter(Islanders), Mike Vernon e Dana Murzyn (Avalanche), Mike Needham (Penguins), Kevin Haller (Canadiens), Troy Murray (Avalanche), Jim Nill (Red Wings) Richard Matvichuk (Stars), Ken Sutton (Flames), Pratt, Reinprecht e Hammett (ancora Avalanche nel 2001), Commodore, Wesley e Adams (Hurricanes), nessun fenomeno esagerato, nessuno prima dell\u2019<em>Alce<\/em>\u00a0di Edmonton.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Messier unisce la potenza e la classe di chi indifferentemente pu\u00f2 giocare ala sinistra o centro, unita ad una cattiveria imprevedibile che lo rende il giocatore pi\u00f9 completo della sua generazione.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>In\u00a0<strong>AJHL<\/strong>\u00a0spiccano i tanti minuti di penalit\u00e0 ma non risalta la classe, il passaggio al livello successivo di hockey \u00e8 complicato eppure l\u2019A<em>lce<\/em>\u00a0(<em>perch\u00e9 questo nickname?scontratevi con un alce poi richiedetelo<\/em>) chiude con 74 punti in 54 partite costellati da\u00a0<strong>194 minuti in panca puniti<\/strong>. L\u2019approdo in Wha prima con gli Indianapolis Racers poi con i Cincinnati Stingers blocca le sue statistiche a livello realizzativo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La\u00a0<strong>Wha<\/strong>\u00a0\u00e8 soppressa nel 1979 e le squadre finiscono nella Nhl, sua acerrima concorrente (<em>al momento del ritiro Messier<\/em>\u00a0<em>sar\u00e0 l\u2019ultimo giocatore Nhl ad aver militato in Wha<\/em>), al primo approccio con i pro Mark continua a non impressionare e tanti nel draft se lo dimenticano. Viene scelto al terzo round\u00a0<strong>col numero 48<\/strong>, destino o fortuna non si sa ma approda negli Edmonton Oilers, la squadra della citt\u00e0 natia, qualcosa di simile ad un dream team che verr\u00e0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Edmonton Oilers<\/strong><\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Gli Oilers passano dalla Wha alla Nhl e il battesimo nel draft \u00e8 con lode, arrivano\u00a0<strong>Kevin Lowe<\/strong>\u00a0al numero 21,\u00a0<strong>Mark<\/strong>\u00a0<strong>Messier<\/strong>\u00a0con la scelta n.48 e\u00a0<strong>Gleen Anderson<\/strong>\u00a0col 69, cui si aggiungono\u00a0<strong>Paul Coffey<\/strong>\u00a0n.6 nel 1980 con\u00a0<strong>Jari Kurri<\/strong>\u00a0n.69 e il portiere\u00a0<strong>Andy Moog<\/strong>\u00a0col numero 132 che condivide il ruolo con\u00a0<strong>Grant Fuhr<\/strong>\u00a0n.8 del 1981. Dimentichiamo una cosa \u201cdi poco conto\u201d, ai sopracitati campioni si aggiunge sua Maestosit\u00e0\u00a0<strong>Wayne Gretzky\u00a0<\/strong>gi\u00e0 tra le fila canadesi, la squadra dei sogni \u00e8 bella e creata.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Da team materasso Edmonton sfida l\u2019egemonia dell\u2019epoca chiamata\u00a0<strong>NY Islanders<\/strong>, Messier cresce e fa vedere una classe cristallina con\u00a0<strong>50 gol<\/strong>\u00a0segnati alla sua terza stagione e un impatto con la Nhl che diventa devastante. Gli Oilers arrivano secondi assoluti con\u00a0<strong>Fuhr che resta imbattuto per 23 partite di fila<\/strong>, record per un rookie e Gretzky sigla 212 punti in stagione, primato ancora assoluto (e inarrivabile). Edmonton \u00e8 macchina da gol,\u00a0<strong>segna 417 reti, 5.2 di media<\/strong>\u00a0a partita ma a sorpresa vengono eliminati dai Kings in una drammatica serie.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Messier impara la dura legge dei playoff, Edmonton si migliora nel 1982-83 arrivando sino alla finalissima ma l\u2019egemonia Islanders di Denis Potvin \u00e8 dura a morire e la disputa si chiude 4 a 0. La classifica marcatori stagionale \u00e8 impressionante, guida\u00a0<strong>Gretzky con 196 punti<\/strong>\u00a0poi\u00a0<strong>Messier a quota 106<\/strong>,\u00a0<strong>Anderson e Kurri 104<\/strong>,\u00a0<strong>Coffey 96<\/strong>\u00a0cosi spiegando i 424 gol stagionali in regular season.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ecco la Stanley Cup<\/strong><\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"http:\/\/www.playitusa.com\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/2-stanley-cup-a-edmonton.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-44954\" src=\"http:\/\/www.playitusa.com\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/2-stanley-cup-a-edmonton.jpg\" alt=\"2 stanley cup a edmonton\" \/><\/a><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La rabbia di aver sfiorato la Stanley Cup crea una squadra mostruosa, al talento enorme ecco la leadership che Mark Messier diffonde tra i compagni. Arriva la stagione perfetta per gli Oilers, primi nella regular season con\u00a0<strong>119 punti<\/strong>,\u00a0<strong>446<\/strong>\u00a0<strong>gol<\/strong>\u00a0(record Nhl), + 15 punti sugli Islanders secondi, con Gretzky, Kurri e Anderson che viaggiano intorno ai 50 gol (The Great One esagerato a\u00a0<strong>quota 87<\/strong>) e iniziano a mietere vittime nei playoff.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Spazzati via i\u00a0<strong>Winnipeg Jets<\/strong>\u00a0gli Oilers devono soffrire le 7 gare per liberarsi dei coriacei\u00a0<strong>Calgary Flames<\/strong>\u00a0per poi eliminare i\u00a0<strong>Minnesota North Stars<\/strong>\u00a0nelle finali di conference.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La finalissima \u00e8 il remake dell\u2019anno precedente contro gli\u00a0<strong>Islanders<\/strong>, questa volta per\u00f2 s\u2019impone Emonton per 4 a 1, rifilando\u00a0<strong>un doppio 7-2<\/strong>\u00a0tra gara 3 e 4 in terra canadese e poi esultando nell\u2019essere la prima squadra ex Wha a imporsi in Nhl.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Se Gretzky \u00e8 il goleador principale\u00a0<strong>Mark Messier incarna il giocatore perfetto<\/strong>, 8 gol e 18 assist fanno di lui il migliore della postseason e si guadagna il\u00a0<strong>Conn Smythe Trophy<\/strong>, ora \u00e8 nell\u2019 olimpo delle leggende Nhl.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Spazzata via la dinastia Islanders per gli Oilers arrivano altre\u00a0<strong>4 Stanley Cup<\/strong>\u00a0nelle successive 5 stagioni con il pokerissimo interrotto solo dai Montreal Canadiens nel 1985-86.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><em>Dai trionfi si passa per\u00f2 allo shock<\/em>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019era post Gretzky<\/strong><\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Riavvolgiamo il nastro alla finalissima Boston-Edmonton in cui l\u2019unico avversario del Dream Team \u00e8 un blackout che azzera la gara giocata nel\u201dgiardino\u201d dei Bruins, la serie si chiude 4 a 0, Gretzky solleva la coppa e chiede a tutti i componenti dello staff canadese di entrare sul ghiaccio e fare una foto tutti insieme, rituale che da quel giorno si ripropone in ogni trionfo con la coppa d\u2019argento.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"http:\/\/www.playitusa.com\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/3-con-Gretzky-arrivano-4-Stanley.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-44955\" src=\"http:\/\/www.playitusa.com\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/3-con-Gretzky-arrivano-4-Stanley-300x193.jpg\" alt=\"3 con Gretzky arrivano 4 Stanley\" \/><\/a><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>In pochi lo sanno ma quell\u2019attimo \u00e8 l\u2019<strong>ultimo ricordo di Great One con la casacca di Edmonton<\/strong>\u00a0visto che le valigie per Los Angeles sono pronte e si concretizzano il 9 agosto 1988.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il degno successore nella gerarchia dei capitani Oilers \u00e8 proprio Mark Messier, \u201c<em>L\u2019Alce<\/em>\u201ddiventa ora l\u2019icona dei fan che subiscono il brutto scherzo del destino di ritrovare i Kings nei playoff 88-89 con conseguente eliminazione al primo turno in favore dell\u2019ex Re che, in ogni caso, a Los Angeles non esulter\u00e0 mai.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Lo sconforto la fa da padrone nella tifoseria di Messier.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><em>L\u2019Alce<\/em>\u00a0non \u00e8 dello stesso avviso dei fan, spinto dalla pesante eredita di Gretzky si regala una stagione 89-90 fantastica (sul ghiaccio all\u2019 epoca fanno esordio Sundin, Kolzig, Lidstrom e Fedorov, i\u00a0<strong>Red Wings non si qualificano<\/strong>\u00a0per l\u2019ultima volta ai playoff, miglior striscia positiva a oggi negli sport Usa), gli Oilers chiudono dietro i Flames in stagione regolare nella Smythe Division, con la soddisfazione di staccare i Kings di 15 punti, col\u00a0<strong>capitano che chiude a 129 punti<\/strong>\u00a0dietro il solito Gretzky a quota 142.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>I Kings sono tutt\u2019altro che sconfitti, anzi battono proprio i Flames testa di serie n.1 e rifilano un 12-4 in gara 4, cosi si arriva all\u2019ennesimo duello.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La vendetta va servita al momento giusto, secondo turno dei playoff e\u00a0<strong>Edmonton spazza via Gretzky e Kings<\/strong>\u00a04 a 0, \u00e8 la semi-apoteosi (<em>solo 7-0 e 6-1 nelle prime 2 gare<\/em>).<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Distratti dalla goduria di aver mandato a casa il Re, gli Oilers combinano un pasticcio con i Blackhawks ma sotto 2 a 1 nella serie Mark Messier si presenta a Chicago spiegando cosa vuol dire la parola leggenda,\u00a0<strong>segna 2 gol e fa 2 assist<\/strong>\u00a0nel 4-2 finale che fa da trampolino di lancio alle successive 2 vittorie che danno il pass verso la finalissima contro Ray Bourque e i suoi Boston Bruins.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"http:\/\/www.playitusa.com\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/4-la-Stanley-Cup-da-Capitano-Oilers.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-44956\" src=\"http:\/\/www.playitusa.com\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/4-la-Stanley-Cup-da-Capitano-Oilers.jpg\" alt=\"4 la Stanley Cup da Capitano Oilers\" \/><\/a><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Le 2 icone della Nhl si contendono anche il titolo di MVP stagionale vinto da Messier con il margine pi\u00f9 ristretto della storia sul secondo, solo 2 punti.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La finalissima \u00e8 a senso unico,\u00a0<strong>Bill Ranford<\/strong>, goalie di Edmonton, blocca Boston ed \u00e8 incoronato MVP dei playoff, Messier solleva la coppa dopo 5 gare e il 4 a 1 inflitto al Boston Garden.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Senza Gretzky, senza lacrime, grossi clamori o aspettative ecco di nuovo gli Oilers campioni, tutto come prima, tranne la visita della Stanley Cup in un<strong>\u00a0locale di streaptease<\/strong>\u00a0come nel 1987, dove, dimenticata, viene ritrovata ammaccata e con i fan che ancora ci bevono su.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il Messia<\/strong><\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Vincere in una squadra di fenomeni \u00e8 gratificante, al limite dell\u2019apoteosi, ma insegna il Mourinho nerazzurro ad un Ibra col mal di pancia in partenza verso Barcellona \u201c<em>se vinci Champions con loro sei uno dei tanti, non il pi\u00f9 grande!<\/em>\u201d, lo stesso discorso si avvicina a Messier nell\u2019 era Gretzky,\u00a0<strong>serve qualcosa di leggendario<\/strong>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Nella Nhl c\u2019\u00e8 una squadra affascinante che ormai non vince da 54 anni e gioca in un tempio dell\u2019hockey, sono i\u00a0<strong>New York Rangers<\/strong>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il binomio\u00a0<strong>Messier-Blueshirts<\/strong>\u00a0nasce nel 1991 quando il capitano Oilers vola nella Grande Mela in cambio di Nicholls, Rice, DeBrusk e appena messa la nuova maglia arrivano subito i gradi di condottiero con la lettera\u00a0<strong>C<\/strong>\u00a0sopra.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Rinvigorito a NY chiude la prima stagione con\u00a0<strong>107<\/strong>\u00a0punti grazie a 35 gol e 72 assist, meglio dei 91 punti che fa l\u2019anno successivo mancando per\u00f2 i playoff e nel 1992 \u00e8 ancora miglior giocatore del campionato.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>\u00c8 il\u00a0<strong>1993-94<\/strong>, intorno a Mark giocano i vari\u00a0<strong>Mike Richter<\/strong>,\u00a0<strong>Kevin Lowe<\/strong>,\u00a0<strong>Esa Tikkanen<\/strong>,\u00a0<strong>Gleen Anderson<\/strong>,\u00a0<strong>Craig<\/strong>\u00a0<strong>McTavish<\/strong>\u00a0(tutti ex Oilers) oltre a campioni come\u00a0<strong>Brian Leetch<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Adam Greaves<\/strong>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La cavalcata in regular season \u00e8 formidabile chiudendo con 112 punti, 11 pi\u00f9 dei Penguins secondi.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Come insegna la storia non si \u00e8 grandi senza la coppa e i Rangers sono a bocca asciutta da troppo tempo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il trampolino di lancio dei Rangers sono i cuginetti degli Islanders che vengono spazzati via subito, poi 5 partite e tanti saluti ai Capitals sino ad arrivare all\u2019ennesimo derby con i New Jersey Devils.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Lo spavento \u00e8 grande, qualcosa s\u2019inceppa e i Diavoli conducono la serie 3 a 2, ad una sola vittoria dalla finalissima, cosi, come consigliato agli eroi\u00a0<strong>parla Mark Messier<\/strong>, \u00e8 il 25 maggio 1994,\u00a0<strong>giorno di Capitan Coraggio<\/strong>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"http:\/\/www.playitusa.com\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/5-mark-messier-la-profezia-prima-dei-Devils.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-44957\" src=\"http:\/\/www.playitusa.com\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/5-mark-messier-la-profezia-prima-dei-Devils-241x300.jpg\" alt=\"5 mark messier la profezia prima dei Devils\" \/><\/a><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>\u201c<strong><em>Noi vinceremo stanotte<\/em><\/strong>\u201d<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Messier non si limita a predicare, scende sul ghiaccio pronto a tutto, avvisa Martin Brodeur e gli<strong>\u00a0rifila una tripletta<\/strong>, i Rangers vincono 4 a 2 e pareggiano la serie, cosi dopo quella dichiarazione Messier diventa il Messia, colui che porter\u00e0 i suoi verso il paradiso.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>In gara 7 l\u2019eroe \u00e8\u00a0<strong>Stephane Matteau<\/strong>\u00a0che segna il gol del 2 a 1 in un doppio supplementare tra il delirio del Madison Square Garden e del radiocronista Howie Rose voce storica a NY.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Si spalancano le porte della finalissima, di fronte ecco la novit\u00e0 Vancouver Canucks guidati da\u00a0<strong>Pavel Bure<\/strong>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Per Messier la motivazione \u00e8 altissima, far meglio del pi\u00f9 grande, quel Wayne Gretzky che l\u2019anno prima porta in finale i Kings ma\u00a0<strong>perde con i Montreal Canadiens<\/strong>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>L\u2019entusiasmo post Devils costa ai Rangers un\u2019altra maratona in gara 1 dove vincono i Canucks al supplementare, Gelinas condanna il Madison e i suoi giocatori.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Colpiti ancora nell\u2019orgoglio i Rangers si arrabbiano e collezionano una tripletta\u00a0<strong>vincendo le 3 successive partite<\/strong>\u00a0per 3-1, 5-1 e 4-2, preparando il palcoscenico della Grande Mela alla festa del 9 giugno.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Con i mondiali di calcio alle porte diventa mondiale anche la reazione dei Canucks che rovinano la festa espugnando il Madison 6 a 3 e addirittura facendo esplodere il Pacific Coliseum in una rocambolesca gara 6 chiusa 4 a 1 tra le polemiche Rangers per un gol non concesso.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Cosi il bivio arriva martedi 14 giugno,\u00a0<em>Mark Messier sar\u00e0 Re o imiter\u00e0 Gretzky<\/em>?<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><strong>Messier \u00e8 il Messia<\/strong>, guida i suoi verso un doppio vantaggio quando i Canucks reagiscono segnando il 2 a 1 con l\u2019icona canadese Trevor Linden e mentre la paura arriva sottile ecco che\u00a0<strong>Mark segna il 3 a 1<\/strong>\u00a0vanificando la doppietta di Linden e rendendo gli ultimi minuti della gara un lungo calvario per tutti i tifosi.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Alla sirena finale Messier regala alla Nhl immagini stupende\u00a0<strong>saltando su e gi\u00f9 come un bambino<\/strong>\u00a0che non ha mai vinto niente e poi non sta nella pelle quando Bettman gli consegna la Stanley Cup, sollevata da capitano con 2 squadre diverse, unico in quest\u2019impresa, col Messia che ha mantenuto la promessa,\u00a0<strong>54 anni dopo i Rangers si meritano la parata di stelle a NY<\/strong>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Epilogo<\/strong><\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Vincere la coppa con i Rangers \u00e8 il punto pi\u00f9 alto dell\u2019Alce, diventato poi Capitan Coraggio e poi il Messia. Un trionfo cosi vale doppio rispetto anche alla gloriosa\u00a0<strong>Canada Cup del 1987<\/strong>\u00a0dove Messier fa da sparring partner a Lemieux e Gretzky, indossando la maglia con la foglia d\u2019acero nel 84-87-91 per la Canada Cup, poi campionato del mondo 1989 e coppa del mondo 1996.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Gli anni successivi alla vittoria della Stanley sono ancora proficui tra gol e assist, con\u00a0<strong>99 punti<\/strong>\u00a0siglati alla soglia dei 35 anni e il regalo della sua squadra di affiancargli nel 96\/97 niente meno che Wayne Gretzky.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>I sogni di gloria della coppia d\u2019oro ex Oilers s\u2019infrangono in finale di conference contro\u00a0<strong>Eric Lindros<\/strong>\u00a0e la sua \u201c<strong>Legion of<\/strong>\u00a0<strong>Doom<\/strong>\u201d linea devastante dei Flyers con LeClair e Renberg.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Oltre al danno la beffa, i Rangers non rinnovano il contratto a Messier vedendo in Gretzky e LaFontaine 2 centri pi\u00f9 forti, cosi tra l\u2019ira dei tifosi per la separazione Mark firma con i Canucks allenati da\u00a0<strong>Mike Keenan<\/strong>\u00a0coach dei Rangers 1994.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>A Vancouver le cose partono subito male quando\u00a0<strong>Trevor\u00a0Linden<\/strong>\u00a0dice di gradire Messier come capitano, mossa che indispettisce i fan che vedono solo lui con la C sulla maglia, poi per\u00f2 lo stesso ex capitano finisce agli Islanders. Il Messia chiede di indossare il suo solito\u00a0<strong>numero 11<\/strong>\u00a0ma i Canucks, in memoria di\u00a0<strong>Wayne Maki\u00a0<\/strong>scomparso a causa di un tumore al cervello nel 1974, quel numero l\u2019hanno ritirato e riconsegnarlo anche a uno come Messier non regala grande credito al feeling con Vancouver.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il momento toccante della nuova avventura con i Canucks \u00e8 il ritorno al Madison dove la venerazione verso la leggenda fa commuovere Messier grazie a standing ovation illimitate.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Le cose in terra canadese non vanno per il verso giusto e l\u2019avventura Canucks si\u00a0<strong>chiude dopo 3 stagioni<\/strong>\u00a0e la mancata convocazione alle Olimpiadi del 1998 finalmente aperte ai professionisti.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Da free agent ha occhi solo per un team, un pianeta, un modo di essere, ritornare ai New York Rangers!<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Brian Leetch gli consegna i gradi di capitano di una franchigia che dimentica subito i dissapori tra dirigenza e Mark.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Non arriveranno trionfi ma il Messia il\u00a0<strong>4 novembre 2003 supera Gordie \u201c<em>Mr.Hockey<\/em>\u201d Howe<\/strong>\u00a0al secondo posto nella classifica a punti di tutti i tempi, anticipando l\u2019emozione della sua ultima passerella al Madison dove \u00e8 applaudito ad ogni tocco del disco, decidendo per il ritiro a\u00a0<strong>43 anni<\/strong>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Chiude con\u00a0<strong>1.756<\/strong>\u00a0gare giocate,\u00a0<strong>694<\/strong>\u00a0gol e\u00a0<strong>1.193<\/strong>\u00a0assist per\u00a0<strong>1.887<\/strong>\u00a0punti, alle spalle dell\u2019irraggiungibile Gretzky primo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Hall of Famer al primo anno in cui \u00e8 possibile eleggerlo, carismatico al punto che la Nhl d\u00e0 il suo nome al premio stagionale per il miglior giocatore che sa motivare i compagni ed \u00e8 esempio di leadership.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Cattivo al punto giusto, mai domo, devastante sia in fase offensiva che difensiva, se chi vuole un cannoniere o assist man sceglie Gretzky o Lemieux con Messier si ottiene il pacchetto totale, il giocatore pi\u00f9 completo della sua generazione, l\u2019essere perfetto, lui, Mark Messier, semplicemente il Messia.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><em><strong>Perch\u00e8 Messier \u00e8 inimitabile<\/strong><\/em>:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>1983-84 \u2013\u00a0<strong>Campione Stanley Cup<\/strong>\u00a0\u2013 Edmonton Oilers<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>1984-85 \u2013\u00a0<strong>Campione Stanley Cup<\/strong>\u00a0\u2013 Edmonton Oilers<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>1986-87 \u2013\u00a0<strong>Campione Stanley Cup<\/strong>\u00a0\u2013 Edmonton Oilers<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>1987-88 \u2013\u00a0<strong>Campione Stanley Cup<\/strong>\u00a0\u2013 Edmonton Oilers<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>1989-90 \u2013\u00a0<strong>Campione Stanley Cup<\/strong>\u00a0\u2013 Edmonton Oilers<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>1993-94 \u2013\u00a0<strong>Campione Stanley Cup<\/strong>\u00a0\u2013 New York Rangers<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>1983, 1984 , 1985, 1987 , 1988, 1990 \u2013\u00a0<strong>Clarence Campbell Bowl<\/strong>\u00a0\u2013 con Edmonton Oilers<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>1986, 1987 \u2013\u00a0<strong>President Trophy<\/strong>\u00a0con Edmonton Oilers<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>1992, 1994 \u2013\u00a0<strong>President Trophy<\/strong>\u00a0con New York Rangers<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>1994 \u2013\u00a0<strong>Prince of Wales Trophy<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>1989-1990 \u2013\u00a0<strong>Hart Memorial Trophy<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>1991-1992 \u2013\u00a0<strong>Hart Memorial Trophy<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>1983-1984 \u2013\u00a0<strong>Conn Smythe Trophy<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>1989-1990 \u2013\u00a0<strong>Lester B. Pearson Award<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>1991-1992 \u2013\u00a0<strong>Lester B. Pearson Award<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>1981-1982 \u2013\u00a0<strong>First Team All-Star<\/strong>\u00a0come Ala sinistra<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>1982-1983 \u2013\u00a0<strong>First team All-Star<\/strong>\u00a0come Ala sinistra<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>1989-1990 \u2013\u00a0<strong>First Team All-Star<\/strong>\u00a0come Centro<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>1991-1992 \u2013\u00a0<strong>First Team All-Star<\/strong>\u00a0come Centro<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>1983-1984 \u2013\u00a0<strong>seconda squadra All-Star<\/strong>\u00a0Ala sinistra<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ha giocato in\u00a0<strong>15 NHL All-Star game<\/strong>\u00a0nel 1982 , 1983, 1984 , 1986, 1988, 1989, 1990, 1991, 1992, 1994, 1996, 1997, 1998, 2000 e 2004<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>L\u2019unico atleta professionista ad aver\u00a0<strong>capitanato due squadre\u00a0<\/strong>di campionato diverse , gli Edmonton Oilers e i New York Rangers .<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Nel 1998, \u00e8 stato classificato numero 12 su The Hockey News \u2018 nella lista dei 100 pi\u00f9 grandi giocatori di hockey .<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>\u00c8 secondo per partite giocate,\u00a0<strong>11<\/strong>\u00a0in meno rispetto alle 1767 di Gordie Howe<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>E \u2018stato l\u2019<strong>ultimo giocatore in attivit\u00e0<\/strong>\u00a0che ha giocato nel\u00a0<strong>1970<\/strong>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>E \u2018stato l\u2019<strong>\u00a0ultimo giocatore in attivit\u00e0\u00a0<\/strong>che ha giocato nel\u00a0<strong>Mondiale Hockey Association<\/strong>\u00a0.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ha giocato a hockey per un\u00a0<strong>quarto di secolo<\/strong>\u00a0(1979-2004)<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><em><strong>Non male per un Messia!<\/strong><\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Fonte: https:\/\/www.playitusa.com\/history\/2013\/10\/44894\/mark-messier-il-messia\/<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiudete gli occhi, immaginate classe, potenza, carattere, gol, assist, leadership, sentite il boato dei fan&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":769,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,72],"tags":[],"class_list":["post-751","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-hockey-su-ghiaccio","category-loro-sono-leggenda-hockey-su-ghiaccio"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.9 - 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Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, capt\u00f2 la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l\u2019esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90\/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risult\u00f2 migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane pi\u00f9 tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoled\u00ec prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda \u201cHai solo il calcio in testa?\u201d rispondeva \u201cNo, anche il ciclismo\u201d e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo \u201cpsicopatico sportivo\u201d. Tra gli sport di cui si innamora c\u2019\u00e8 l\u2019hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da l\u00ec altra promessa, qualora arrivi la possibilit\u00e0 di scrivere un articolo, questo sar\u00e0 su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto pi\u00f9 noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale \u201cSa Bovida\u201d gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilit\u00e0 di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell\u2019immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: \u201cBeh, perch\u00e9 non provi a scriverne uno tu?\u201d Il resto \u00e8 la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volont\u00e0, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l\u2019opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all\u2019esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l\u2019impegno \u00e8 triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor pi\u00f9 sorprendente \u00e8 la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che \u00e8. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo \u00e8 brutale. Il conto \u00e8 pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, \u00e8 di una difficolt\u00e0 che ad oggi \u00e8 ancora lontana dall'essere superata. Il resto \u00e8 storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perch\u00e9 per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perch\u00e9 ora, con IspirazioneSportiva.com, sar\u00e0 ancor pi\u00f9 spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: \u201cNella vita mai smettere di sognare!\u201d. Anzi, scusate il ritardo! 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Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, capt\u00f2 la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l\u2019esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90\/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risult\u00f2 migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane pi\u00f9 tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoled\u00ec prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda \u201cHai solo il calcio in testa?\u201d rispondeva \u201cNo, anche il ciclismo\u201d e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo \u201cpsicopatico sportivo\u201d. Tra gli sport di cui si innamora c\u2019\u00e8 l\u2019hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da l\u00ec altra promessa, qualora arrivi la possibilit\u00e0 di scrivere un articolo, questo sar\u00e0 su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto pi\u00f9 noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale \u201cSa Bovida\u201d gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilit\u00e0 di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell\u2019immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: \u201cBeh, perch\u00e9 non provi a scriverne uno tu?\u201d Il resto \u00e8 la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volont\u00e0, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l\u2019opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all\u2019esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l\u2019impegno \u00e8 triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor pi\u00f9 sorprendente \u00e8 la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che \u00e8. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo \u00e8 brutale. Il conto \u00e8 pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, \u00e8 di una difficolt\u00e0 che ad oggi \u00e8 ancora lontana dall'essere superata. Il resto \u00e8 storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perch\u00e9 per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perch\u00e9 ora, con IspirazioneSportiva.com, sar\u00e0 ancor pi\u00f9 spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: \u201cNella vita mai smettere di sognare!\u201d. Anzi, scusate il ritardo! 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