{"id":2852,"date":"2024-05-01T19:48:11","date_gmt":"2024-05-01T17:48:11","guid":{"rendered":"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/?p=2852"},"modified":"2024-05-01T19:48:11","modified_gmt":"2024-05-01T17:48:11","slug":"senna-day-esclusiva-andrea-coco-la-mia-formula-uno-quella-di-senna-e-prost","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/index.php\/2024\/05\/01\/senna-day-esclusiva-andrea-coco-la-mia-formula-uno-quella-di-senna-e-prost\/","title":{"rendered":"SENNA DAY, ESCLUSIVA: Andrea Coco, la mia Formula Uno, quella di Senna e Prost"},"content":{"rendered":"<p><strong>Per il SENNA DAY ci ha fatto un immenso regalo il giornalista Andrea Coco, inviato per Tutto il Calcio Minuto per Minuto tra il 1989 e 1991 a seguire la Formula Uno, quella mistica e magica di Senna e Prost. Gli abbiamo chiesto di aprire la scatola dei ricordi e parlarci di quell&#8217;epoca.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Solo per questo pezzo, riportiamo le sue parole su Senna. A breve sar\u00e0 tutto l&#8217;articolo a farci compagnia, ringraziando per la gentilezza, la simpatia e il suo essere follemente innamorato dell&#8217;automobilismo, grazie Andrea!!!<\/strong><\/p>\n<p><strong>Andrea Coco ha anche scritto il libro <em>O&#8217;Fro &#8211; Quel magico intercalare dei ragazzi cagliaritani degli anni &#8217;70 quando nacquero Tuttoquotidiano, Videolina e RaiTre. Vale la pena sedersi e leggere tutto d&#8217;un fiato.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>LA MIA FORMULA UNO, QUELLA DI SENNA E PROST<\/strong><\/p>\n<p>Jacarepagu\u00e0. Un nome che da anni mi ronzava spesso in testa, un misto di emozione legata alle auto da corsa, di immaginari scenari dello sconosciuto Brasile conditi dalla sua meravigliosa lingua e dalla musica altrettanto meravigliosa di quel genio che si chiamava Antonio Carlos De Almeida Jobim, di Rio de Janeiro e Copacabana, di immagini reali dei miei eroi, i piloti della F.1, e delle \u201cmostruose\u201d <strong>Ferrari, Mc Laren, Lotus, Tyrrell o Williams<\/strong>.<\/p>\n<p>Jacarepagu\u00e0. Un nome anche onirico e misterioso che con la mente mi faceva andare a epiche e irripetibili imprese automobilistiche che a un portatore sano di automobilismo come me, cio\u00e8 a una persona decisamente affetta da <em>automobilistite<\/em> -se mi \u00e8 perdonato questo brutto neologismo- non poteva non suscitare fascino, appunto, e grande emozione.<\/p>\n<p>Figurarsi trovarsi proprio l\u00ec, e non da spettatore, per la prima gara del campionato di F.1 del 1989 che stavolta addirittura dovevo raccontare <strong>in diretta per Radiorai!<\/strong><\/p>\n<p>Erano le 7 del mattino di domenica 26 marzo quando, con il tecnico Franco Corona e a bordo del taxi il cui proprietario\/autista avevamo ingaggiato pochi giorni prima concordando un congruo e giusto compenso forfettario, arrivammo nei pressi dell\u2019autodromo zigzagando tra un mare di folla impressionante. Mai visto nulla del genere, neanche a Monza le tante volte in cui ero stato l\u00ec con qualche amico per assistere ai Gran Premi. Un caldo altrettanto impressionante gi\u00e0 sin da quell\u2019ora, con il sole ancora basso e un\u2019umidit\u00e0 spaventosa. D\u2019altra parte quel nome, Jacarepagu\u00e0, non era senza significato: il famosissimo autodromo di Rio de Janeiro si chiama(va) cos\u00ec perch\u00e9 sorge(va) in una grande zona a sud della citt\u00e0, chiamata appunto pagu\u00e0 do jacar\u00e8, palude del coccodrillo. Quasi un nomen omen, avevo pensato con un sorriso: palude uguale umido assicurato!<\/p>\n<figure id=\"attachment_2859\" aria-describedby=\"caption-attachment-2859\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2859 size-medium\" src=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/30-LUFTWAFFE-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/30-LUFTWAFFE-300x169.jpg 300w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/30-LUFTWAFFE-768x432.jpg 768w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/30-LUFTWAFFE.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2859\" class=\"wp-caption-text\"><em>Ottobre 1978, Aeroporto Militare di Decimomannu, da sinistra il Maggiore Hoffmann, Coco, Annamaria Mameli (Unicef), Josto Manca, Mauro Manunza (L&#8217;Unione Sarda), Ovidio Fioretti e Gianni De Magistris<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Rispondendo a una mia domanda, era stato <strong>Hulk<\/strong> -cos\u00ec avevamo soprannominato il nostro autista, vista la sua stazza- a spiegarmi quel significato sin dal venerd\u00ec, quando per la prima volta ci eravamo recati in autodromo per le prove libere e le conseguenti interviste e servizi da riversare a Roma per i Gr. Proprio Hulk -che il luned\u00ec successivo alla gara, in attesa del nostro aereo di ritorno in Italia, previsto per il marted\u00ec, ci volle a pranzo a casa sua in una favela della periferia, un\u2019esperienza indimenticabile in tutti i sensi- Hulk, dicevo, la domenica -a causa del numero incredibile di persone a piedi sulla strada- fu per\u00f2 costretto dalla polizia a lasciarci a circa 700 metri dall\u2019ingresso a noi riservato, nonostante i nostri \u201cpass\u201d consentissero qualsiasi accesso. Scarpinata e poi arrampicata sino alla sommit\u00e0 dell\u2019arquibancada (la tribuna) dove era ubicata la nostra e tutte le altre cabine di commento-lavoro, proprio difronte ai box e alla linea di partenza sulla pista che ci separava dalla zona \u201cimportante\u201d dell\u2019autodromo, alla quale comunque potevamo accedere attraverso un ponticello pedonale a noi radiotelecronisti di tutto il mondo appunto riservato.<\/p>\n<p>Ebbene non riuscii a superare che pochi gradini di quella benedetta arquibancada <strong>perch\u00e9 all\u2019improvviso mi piegai su me stesso<\/strong>, con il cuore impazzito. Franco si gel\u00f2 forse pi\u00f9 di me. Ricordo che fui sollevato di peso, caricato su un\u2019auto e a tutta velocit\u00e0 portato al pronto soccorso dell\u2019autodromo. Forse il fresco (!? meglio forse dire l\u2019aria) che entrava in macchina dal finestrino aperto, mi consent\u00ec di risvegliarmi sia pure notevolmente intontito.<\/p>\n<p>Fui accolto da un angelo in camice bianco, una giovane dottoressa (la \u201cintervistai\u201d e mi disse che era di Recife) che mi misur\u00f2 subito la pressione, ripetendo l\u2019operazione dopo pochi minuti: la massima era in discesa e al secondo controllo a 190! Figurarsi che sbalzo dovevo aver avuto! Probabilmente il caldo, la fatica e soprattutto lo stress per quell\u2019esordio cos\u00ec importante per me, mi aveva giocato quel brutto scherzo. Mi diedero un po\u2019 di gocce e mi tennero qualche minuto in osservazione prima di rispedirmi nella mia cabina.<\/p>\n<p>Un brutto spavento anche per il tecnico che mi accompagnava. Quindi il lavoro. La partenza\u2026 (<strong>\u201cI motori salgono di giri\u2026<\/strong>\u201d) e poi la gara. Ricordo che tra l\u2019altro descrissi con enfasi ed entusiasmo reali il sorpasso di <strong>Mansell<\/strong> (<strong>all\u2019esordio sulla Ferrari, proprio come il suo diesse, il mio \u201camico\u201d Cesare Fiorio<\/strong>) <strong>sulla Mc Laren di Prost<\/strong> durante uno degli ultimi giri della gara che proprio il neoferrarista fin\u00ec per vincere. La mia radiocronaca and\u00f2 benissimo a detta di Franco e del mio capo diretto, <strong>Mario Giobbe<\/strong>, che mi chiam\u00f2 da Roma per farmi i complimenti.<\/p>\n<p>Per la prima gara dell\u201989, a Rio, la Ferrari era alloggiata nel meraviglioso Hotel Intercontinental di Ipanema che oggi forse ha cambiato nome e gestione. Il gioved\u00ec mattina con il jumbo Alitalia proveniente da Roma sbarcammo nell\u2019Isola del Governatore all\u2019aeroporto internazionale Galeao che oggi \u00e8 doverosamente intitolato a Tom Jobim, \u201co maestro,\u201d il padre della bossanova, di quella bellissima e inarrivabile musica pop brasiliana, autore di centinaia di brani di cui il pi\u00f9 famoso (ma non il pi\u00f9 bello) \u00e8 certo La garota (ragazza) di Ipanema. In taxi, diretti a Flamengo, superato un altro aeroporto, il Santos Dumont, in attesa di poterci recare al Cristo Redentore, potemmo ammirare i primi panorami di Rio, la baia di Guanabara, il ponte di Niteroi, in lontananza davanti a noi il Pao de Acucar, il Pan di Zucchero, di Botafogo. Ci fermammo pochi chilometri prima, proprio davanti alla spiaggia di Flamengo giacch\u00e9 con Franco prendemmo alloggio nell\u2019albergo che mi avevano prenotato, il Gloria, set cinematografico di alcuni importanti film degli anni 60, l\u2019unico che l\u2019agenzia cagliaritana Centromed avesse trovato libero per quei giorni. Appunto nel grande quartiere di Flamengo. Bellissimo albergo anche quello, comunque.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2861\" src=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/WhatsApp-Image-2024-05-01-at-12.48.19-1-rotated.jpeg\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1103\" srcset=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/WhatsApp-Image-2024-05-01-at-12.48.19-1-rotated.jpeg 1600w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/WhatsApp-Image-2024-05-01-at-12.48.19-1-300x207.jpeg 300w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/WhatsApp-Image-2024-05-01-at-12.48.19-1-1024x706.jpeg 1024w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/WhatsApp-Image-2024-05-01-at-12.48.19-1-768x529.jpeg 768w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/WhatsApp-Image-2024-05-01-at-12.48.19-1-1536x1059.jpeg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/><\/p>\n<p>Nel pomeriggio ingaggiammo Hulk e ci facemmo portare dunque all\u2019Intercontinental. Nella hall ci imbattemmo in un quintetto da me ben riconosciuto: <strong>Berger e Mansell, i piloti del Cavallino, Cesare Fiorio e il neo capo dell\u2019ufficio stampa Ferrari, Franco Liistro<\/strong>, da me gi\u00e0 ugualmente frequentato come Fiorio perch\u00e9 sino ad allora i due facevano coppia fissa alla Lancia e quindi erano personaggi di spicco nel mio mondo rallystico. Il quinto del gruppetto era <strong>Ezio Zermiani,<\/strong> \u201ctopolino\u201d come lo chiamava <strong>Poltronieri<\/strong> che invece non c\u2019era. Quella volta avrebbe fatto la telecronaca -mi disse Zermiani- \u201cda tubo\u201d, stando in Italia. Fatte le presentazioni, grazie proprio a Liistro e Zermiani la registrazione delle mie prime brevi interviste. E poi con lo stesso Zermiani e la sua troupe Tv, il cineoperatore Franco Ciotti e i tecnici Beniamino Tivelli e Guido Bellomi, tutti della sede di Milano, decidemmo di andare insieme a cena a Copacabana. Il ristorante si chiamava L\u2019Estrela do Sul, la Stella del sud, dove trovammo casualmente altri due italiani, <strong>i piloti Michele Alboreto e Piercarlo Ghinzani<\/strong>, e ci unimmo a loro in un\u2019unica tavolata. Poi, nei giorni seguenti, l\u2019indomani venerd\u00ec per le libere e il sabato per la pole, cominci\u00f2 in autodromo il lavoro vero per i servizi e altre brevi interviste, prima fra tutte quella con colui che ancora non lo era, nonostante avesse appena vinto il suo primo titolo mondiale, <strong>ma che ben presto sarebbe diventato il mio idolo, Ayrton Senna<\/strong>. Alto pi\u00f9 o meno come me, intorno all\u20191 e 75, uno <strong>sguardo profondo e malinconico ma intelligente, mi colp\u00ec subito per la sua gentilezza e il suo Italiano: lo parlava benissimo sia pure con l\u2019accento della sua lingua, quel brasiliano cantato (dunque leggermente diverso dal portoghese puro) che per me ancora oggi rappresenta la lingua pi\u00f9 bella del mondo. In pochi giorni avevo imparato qualche parola e mi imbarcavo in grandi discorsi con Hulk che mi fece i complimenti per come parlavo la sua lingua.<\/strong> Secondo me esagerava perch\u00e9 semplicemente mi \u201cbuttavo\u201d senza paura di sbagliare o dire stupidaggini, come del resto facevo con qualsiasi altra lingua straniera -a eccezione del francese che conoscevo piuttosto bene-, ma comunque capivo e mi facevo capire. <strong>Con Senna poche parole per intuire che i rapporti col suo compagno di squadra in Mc Laren, quell\u2019antipatico, presuntuoso e supponente di Alain Prost, non fossero proprio idilliaci,<\/strong> nonostante in pubblico i due apparissero come grandi amiconi. D\u2019altra parte, dopo l\u2019esordio con la Toleman nell\u201984 e qualche anno di Lotus, Senna era passato alla Mc Laren del \u201cprofessor\u201d Prost, diventando suo compagno di squadra, proprio nell\u201988, quando all\u2019esordio con la macchina di Ron Dennis vinse subito il suo primo mondiale, beffando il gi\u00e0 famosissimo suo compagno di squadra. Il quale, parere personale, non lo poteva sopportare e aveva cos\u00ec cominciato a essere un tantino invidioso di Ayrton, preoccupato che la stella nascente del brasiliano potesse offuscare la sua, che forse allora era all\u2019apice.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2862\" src=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/WhatsApp-Image-2024-05-01-at-12.48.19-2-rotated.jpeg\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"926\" srcset=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/WhatsApp-Image-2024-05-01-at-12.48.19-2-rotated.jpeg 1600w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/WhatsApp-Image-2024-05-01-at-12.48.19-2-300x174.jpeg 300w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/WhatsApp-Image-2024-05-01-at-12.48.19-2-1024x593.jpeg 1024w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/WhatsApp-Image-2024-05-01-at-12.48.19-2-768x444.jpeg 768w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/WhatsApp-Image-2024-05-01-at-12.48.19-2-1536x889.jpeg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/><\/p>\n<p>Sin dai primi Gran Premi chi mi dava una mano a trovare notizie e numeri di telefono, a parte Zermiani o Poltronieri, erano un PR belga (mi par di ricordare della Rothmans) ma di origine italiana nonostante il cognome straniero, <strong>Nigel Wollheim<\/strong>, il collega della Radio svizzera Sergio Noseda o la PR della Marlboro Agnes Carlier che anni prima avevo conosciuto a Losanna durante una mia visita-lavoro alla fabbrica di Neuchatel. Tra i direttori sportivi, c\u2019erano Fiorio (o meglio, il suo portavoce Liistro che una volta mi disse che i miei servizi nei Gr e le mie radiocronache erano apprezzate dall\u2019avvocato, come tutti notoriamente chiamavano Gianni Agnelli) e soprattutto Gianfranco Palazzoli (direttore sportivo dell\u2019Osella, amico e collaboratore di Poltronieri e in passato grande pilota di cronoscalate e gare in pista con lo pseudonimo di Pal Joe); ancora <strong>Daniele Audetto<\/strong>, ex navigatore nei rally e allora direttore sportivo della Lambo. Naturalmente nulla dagli inglesi e in particolare dal Re degli antipatici, Ron Dennis. Qualche dritta me la davano invece pure <strong>Giancarlo Minardi<\/strong>, anche lui amico intimo di Poltronieri, o Enzo Coloni, preparatore umbro con officina sul lago Trasimeno, che aveva tentato di affacciarsi in F.1. Con Flavio Briatore, allora diesse\/proprietario della Benetton, invece, non avevo mai avuto grande feeling. Non mi era molto simpatico e credo che la cosa fosse reciproca: buongiorno e buonasera! Ancora i colleghi P<strong>ino Allievi e Raffaele Della Vite (La Gazzetta dello sport), Umberto Zapelloni (allora al Giornale), Nestore Morosini e Flavio Vanetti (Il Corriere della Sera), Giuliano Capecelatro de L\u2019Unit\u00e0, Alberto Sabbatini (figlio di Marcello Sabbatini, un mito del giornalismo automobilistico anni 60\/70, anche lui amico di Poltronieri), Alberto Antonini, Roberto Gurian o Leo Turrini<\/strong> che lavoravano tutti per Autosprint. Strinsi poi subito un bellissimo rapporto con un cineoperatore italiano della societ\u00e0 di Bernie Ecclestone, Franchino, molto affettuoso e gentile, e col Re dei fotografi, Ercole Colombo, che nel primo week end di Monza (abitava proprio l\u00ec, in Brianza) mi volle a casa sua dove mi present\u00f2 la figlia che cominciava a muovere i primi passi nella stessa professione di suo padre.<\/p>\n<p>Carlo Marincovich (La Repubblica) stava in verit\u00e0 abbastanza per i fatti suoi, anche se sempre molto gentile, cos\u00ec come <strong>Giorgio Piola<\/strong> che, nonostante il suo contratto di collaborazione con la Rai in qualit\u00e0 di esperto tecnico di Poltronieri in Tv, stava spesso anche lui per i fatti suoi. Con i colleghi dell\u2019allora Fininvest, <strong>Andrea De Adamich e Guido Schittone<\/strong>, vista la concorrenza tra le nostre testate, c\u2019erano solo rapporti cordiali di colleganza ma niente di pi\u00f9. Con gli altri, compresi Renato D\u2019Ulisse e Fulvio Solms del Corriere dello Sport, c\u2019erano invece rapporti tanto cordiali che spesso si finiva per pranzare o cenare insieme. Non mancava mai ovviamente Franco Lini che collaborava con Il Giorno di Milano ma che era stato direttore sportivo della Ferrari ai tempi di Chris Amon. A proposito, avevo conosciuto anche Franco Gozzi che era stato per decenni amico e braccio destro di Enzo Ferrari, scomparso proprio l\u2019anno prima del mio arrivo in F.1. Cos\u00ec come avevo conosciuto, intervistato e instaurato un buon rapporto con Piero Lardi Ferrari, il figlio del Drake, e soprattutto con l\u2019ingegner Piero Fusaro che allora era il presidente della Scuderia di Maranello e che era persona davvero gentile e disponibile. Di tanto in tanto per qualche Gran Premio pi\u00f9 importante degli altri arrivavano quindi \u201cmostri sacri\u201d del giornalismo come <strong>Vittorio Zucconi, la bravissima Manuela Audisio o Gianpaolo Ormezzano e Oscar Orefici<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-823\" src=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Mostra-ayrton-senna-Imola.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Mostra-ayrton-senna-Imola.jpg 720w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Mostra-ayrton-senna-Imola-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/p>\n<p>C\u2019erano poi ovviamente i piloti. A parte Prost, Piquet, Arnoux, Mansell, e Senna, erano gli anni d\u2019oro degli italiani. Perch\u00e9 in F.1 allora ce n\u2019era davvero una valanga. Vediamo se me li ricordo tutti. <strong>Riccardo Patrese<\/strong> (col quale ebbi un litigio in Inghilterra, con prologo a Montecarlo), <strong>Alessandro Nannini, Michele Alboreto, Andrea De Cesaris, Eddie Cheever<\/strong> (italo-americano di Roma, sposato con una figlia del collega del Messaggero Gianni Melidoni), <strong>Emanuele Pirro, Nicola Larini, Piercarlo Ghinzani, Gabriele Tarquini, Stefano Modena, Alex Caffi, Pierluigi Martini<\/strong> e per qualche gara anche Enrico Bertaggia. Con quasi tutti avevo instaurato ottimi rapporti, in particolare con Alboreto, un vero signore, Nannini, un gran simpaticone (O Hoho -Coco in toscano-, mi salutava per primo appena ci incontravamo, sempre sorridente), Cheever, Caffi (da Rovato, in provincia di Brescia, paese che mi decantava con giusto orgoglio) e Bertaggia che avevo personalmente conosciuto in Giappone la sera in cui, a cena in albergo con il mio tecnico di allora, Salvatore Pistis, era stato lui a presentarsi e unirsi al nostro tavolo raccontandoci la sua vita di emigrato dell\u2019automobilismo: nel \u201990 viveva proprio in Giappone dove partecipava alla locale Formula 3000.<\/p>\n<p><strong>Ma il numero 1 in tutti i sensi era lui, Ayrton Senna da Silva,<\/strong> il pi\u00f9 grande di sempre, ammirato, rispettato e certo anche invidiato da molti suoi colleghi ma comunque amato da milioni di persone in tutto il mondo anche, se non soprattutto, per la sua natura, per la sua grande umanit\u00e0 pari almeno alla sua riconosciuta bravura nella guida che rasentava la perfezione. Dopo di lui, anche se \u00e8 sempre difficile fare paragoni con piloti di vere e proprie ere sportive diverse, per me solo Hamilton gli pu\u00f2 essere accostato in qualche modo per abilit\u00e0 di guida, coraggio e intelligenza. <strong>Per il resto non c\u2019\u00e8 Schumacher, Alonso, Vettel o Verstappen (almeno sinora) che tenga!<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2867\" src=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/90gergp90-senna.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"447\" srcset=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/90gergp90-senna.jpg 696w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/90gergp90-senna-300x193.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px\" \/><\/p>\n<p>Sono passati giusto 30 anni da quando -per dirla con Lucio Dalla- Ayrton ha chiuso gli occhi e riposa\u2026E mi sembra giusto ricordarlo. La mia ammirazione per lui nacque dopo pochi Gran Premi, <strong>quando avevo capito il suo modo di guidare, la sua intelligenza anche tattica<\/strong>, (niente a che vedere col \u201cragionier\u201d Lauda per intenderci), ma soprattutto la sua tecnica, il modo di impostare le curve, le traiettorie che sceglieva, il coraggio e la spregiudicatezza nei sorpassi. La sua incredibile abilit\u00e0 sotto la pioggia: non per nulla uno dei suoi soprannomi era Magic. In gara era imbattibile e non ce n\u2019era per nessuno se naturalmente la macchina lo sosteneva. C\u2019era un per\u00f2 che lui sentiva. \u201cNel momento stesso in cui sei visto come il migliore, il pi\u00f9 veloce, come colui che non pu\u00f2 essere toccato da nulla, diventi estremamente fragile\u201d diceva. Ed era vero, perch\u00e9 lui almeno apparentemente era davvero fragile, certo tormentato, anche dalla sua costante ricerca del rapporto con Dio. Cercava di sfuggire sempre alle enormi pressioni dell\u2019ambiente, anche a quelle dei semplici tifosi.<\/p>\n<p>Preferiva la solitudine, la concentrazione, che in realt\u00e0 erano forse una difesa dalle sue paure, i suoi fantasmi, che pure lo tormentavano. Maniacale nel collaudo e nella messa a punto della macchina, anche nelle prove ufficiali per la pole position era imbattibile, con una strategia supercollaudata, una tattica tutta sua, maniacale anche quella. Usciva subito dai box e in pochi giri faceva il suo miglior tempo. <strong>Rientrava e non si muoveva pi\u00f9 per diverse decine di minuti, sempre fermo dentro la sua macchina, casco in testa e cinture allacciate, mentre tutti i suoi avversari, con la pista che man mano si gommava e quindi aumentava il grip, facevano meglio di lui. E lui naturalmente controllava quei tempi; anzi, li studiava cercando di capire dagli intermedi dove avrebbe potuto strappare qualche decimo di secondo<\/strong>. Quando mancavano pochi minuti al termine dell\u2019ora fatidica usciva di nuovo e immancabilmente faceva la \u201cpole\u201d come diceva lui pronunciando anche la e finale. <strong>Che pilota, che ragazzo eccezionale, in tutti i sensi!<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2863\" src=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/90fragp90-senna.jpg\" alt=\"\" width=\"1386\" height=\"908\" srcset=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/90fragp90-senna.jpg 1386w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/90fragp90-senna-300x197.jpg 300w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/90fragp90-senna-1024x671.jpg 1024w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/90fragp90-senna-768x503.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1386px) 100vw, 1386px\" \/><\/p>\n<p>Veniva da una famiglia ricchissima ed era consapevole delle sue fortune: ricco appunto, intelligente, fortunato per aver potuto svolgere quello che considerava il suo lavoro e al quale dedicava davvero tutta la sua vita concedendosi solo qualche breve vacanza soprattutto ad Angra Dos Reis, localit\u00e0 turistica a sud di Rio che lui adorava e dove poteva sfogarsi con un\u2019altra sua passione, lo sci nautico. Un lavoro, quello della F.1, che in verit\u00e0 era una passione, appunto, un hobby, nato sin da quando, ragazzino, correva nei kart e il padre Milton l\u2019aveva mandato in Europa, per la precisione prima in Italia, a \u201cfarsi le ossa\u201d, e poi in Inghilterra. Ed essendo molto religioso era riconoscente a Dio. Ci credeva, aveva davvero una grande fede ed era convinto di dover restituire all\u2019umanit\u00e0 -e in particolare ai meninos de rua, i ragazzi di strada del suo Brasile- qualcosa di importante, almeno di parte delle sue ricchezze materiali. Per dar loro una possibilit\u00e0 di riscatto. \u201cI ricchi -diceva- non possono vivere in un\u2019isola circondata da un oceano di povert\u00e0. Bisogna dare a tutti una possibilit\u00e0.\u201d Ed \u00e8 per questo che gi\u00e0 qualche tempo prima della sua morte non gli bastava pi\u00f9 la beneficenza che faceva e aveva espresso a sua sorella Viviane (la madre di Bruno Senna, anche lui pilota di buon livello ai primi del 2000) il desiderio di creare una fondazione che nacque giusto un anno dopo la sua morte, nel \u201995, e che oggi, anche grazie all\u2019incredibile impegno nientemeno che di Prost (proprio lui!), va sempre avanti soprattutto nella megalopoli San Paolo. Perch\u00e9 Ayrton (che aveva scelto il cognome della madre Neide, appunto Senna) non era carioca ma paulista di nascita, anche se lui naturalmente si sentiva soprattutto brasiliano non rinnegando neanche lontane origini italiane, napoletane della mamma, o lontanissime, toscane addirittura, del padre.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2864\" src=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/90gergp90-senna1.jpg\" alt=\"\" width=\"1377\" height=\"1839\" srcset=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/90gergp90-senna1.jpg 1377w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/90gergp90-senna1-225x300.jpg 225w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/90gergp90-senna1-767x1024.jpg 767w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/90gergp90-senna1-768x1026.jpg 768w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/90gergp90-senna1-1150x1536.jpg 1150w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/90gergp90-senna1-1024x1368.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1377px) 100vw, 1377px\" \/><\/p>\n<p>Una mattina a Phoenix, in Arizona, <strong>con il tecnico eravamo arrivati presto in \u201cautodromo\u201d (un circuito stradale), alle 7 del mattino. Lui era arrivato pochi minuti dopo di noi e probabilmente aveva parcheggiato la sua auto accanto alla nostra.<\/strong> Perch\u00e9 a quell\u2019ora c\u2019era davvero pochissima gente e altrettanto poche auto parcheggiate negli spazi a Vip e giornalisti riservati e perch\u00e9 prima ancora che mettessi piede nella mia postazione di lavoro me lo trovai davanti solo soletto in abiti borghesi e con la sua inseparabile valigetta (nella quale c\u2019era sempre anche una copia della Bibbia), diretto a piedi ai box.<strong> Un\u2019apparizione!<\/strong> Pochi secondi per riprendermi dalla sorpresa e lo fermai per un\u2019intervista che mi concesse in esclusiva. Parlammo anche della sua fede ma io ero troppo emozionato. <strong>Alla fine mi resi conto che l\u2019intervista non era bellissima, davvero non ero molto lucido, mi aveva preso in contropiede.<\/strong> E quindi decisi di tagliuzzare il registrato in decine di piccoli pezzi che in quei giorni usai per i giornali radio: sempre una dozzina di servizi al giorno, la mia media, tutti diversi l\u2019uno dall\u2019altro, montati in loco -testo e voci- e trasmessi a Roma per i principali GR del giorno. Forse in quello stesso week end americano un giorno mi trovai difronte, sempre casualmente, anche un altro grandissimo personaggio: Paul Newman. Curiosavo tra i box al termine di una gara di contorno, per la Can Am. Proprio davanti a me si ferm\u00f2 una Camaro e ne discese proprio lui, il grande attore, malato di automobilismo, anche pi\u00f9 di me. Non molto alto come invece credevo (pi\u00f9 o meno anche lui come me e Senna, intorno all\u20191,75) ma due incredibili occhi grigi, \u201cocchi di ghiaccio\u201d come da suo soprannome. Si tolse il casco e fu subito attorniato da decine di meccanici e curiosi che si complimentavano per la sua gara. Non ricordo se fu proprio lui a vincerla. E comunque non ebbi il coraggio -men che meno in quella circostanza- di chiedergli un autografo, anche se avevo a portata penna e taccuino. <strong>Cos\u00ec d\u2019altra parte come non avevo mai chiesto l\u2019autografo neanche al grande Ayrton col quale ero stato a contatto decine di volte.<\/strong> <strong>Non mi sembrava professionale che un giornalista, l\u00ec per lavoro, chiedesse gli autografi come un fan qualsiasi! A proposito: soprattutto in Giappone Senna era letteralmente idolatrato.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2865 alignright\" src=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/444.jpg\" alt=\"\" width=\"343\" height=\"282\" srcset=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/444.jpg 343w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/444-300x247.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 343px) 100vw, 343px\" \/><\/p>\n<p>Con un gruppo di colleghi italiani una sera lo sottraemmo letteralmente all\u2019assalto dei ragazzini, chiudendolo con noi all\u2019interno del ristorante nel quale finimmo per cenare tutti insieme. <strong>Un\u2019altra volta a Monza lo convinsi a regalare il suo cappellino azzurro Nacional a una ragazzina<\/strong> che -non si sa come- era riuscita a intrufolarsi in sala stampa ma che non riusciva ad avvicinarsi a lui. Era una persona di una sensibilit\u00e0 non comune. Lo vidi commuoversi sul serio nella pit-lane, durante le visite guidate che ogni tanto venivano consentite, davanti a un giovane in carrozzina al quale aveva chiesto qualcosa dei suoi guai. Era anche un bel ragazzo, indubbiamente. Qualcuno nell\u2019ambiente mormorava che fosse gay. In realt\u00e0 era stato brevemente sposato con una sua compagna di scuola e poi aveva avuto almeno tre relazioni importanti, la prima con una showgirl brasiliana, Xuxa, la seconda con la modella Adriana Galisteu e la terza con l\u2019attrice Carol Alt, giovane allora conosciutissima proprio per la sua bellezza pi\u00f9 che per la bravura da attrice, in compagnia della quale lo vidi pi\u00f9 volte in quegli anni. <strong>E che dire delle conferenze stampa seguite ai famosi tamponamenti con Prost in Giappone, sia nell\u201989 che nel 90 e che ebbi la fortuna di vivere sul posto e raccontare anche in diretta? Due gare, quelle di Suzuka di quei due anni, che val la pena ricordare.<\/strong> Era il penultimo Gran Premio della stagione. In testa alla classifica generale, come al solito, loro due, i piloti della Mc Laren che allora dominava la scena. Prost era davanti di qualche punto ma se Senna avesse vinto l\u00ec e poi nell\u2019ultima in Australia, avrebbe vinto lui il suo secondo mondiale consecutivo. Anche in gara Prost era in testa ma Ayrton cerc\u00f2 un sorpasso prima della chicane.<\/p>\n<p>Viste e riviste cento volte quelle immagini, anche se ancora oggi c\u2019\u00e8 chi d\u00e0 ragione al francese, mi sono invece convinto che Prost avesse chiuso apposta anticipando troppo la curva e insomma i due si toccarono e gara finita per entrambi, con Prost che si sarebbe laureato campione con una gara d\u2019anticipo. E invece Senna, con l\u2019aiuto dei commissari, riusc\u00ec a rimettere in moto e riprendere la gara. Si ferm\u00f2 ai box per farsi sostituire il musetto danneggiato della sua Mc Laren e poi cominci\u00f2 una strepitosa rimonta, riuscendo a superare la Benetton di Nannini -che nel frattempo si era portato al comando- negli ultimi giri. Fin\u00ec quindi addirittura per vincere incredibilmente il Gran Premio. Le telecamere del circuito, mentre lui compiva quell\u2019impresa pazzesca, inquadrarono Prost che probabilmente aveva intuito quello che stava accadendo, e correva verso la direzione gara, certamente a protestare per qualcosa e sollecitare magari qualche provvedimento disciplinare nei confronti del suo avversario.<\/p>\n<p><strong>E in effetti sul podio inspiegabilmente non si present\u00f2 nessuno<\/strong>. Il perch\u00e9 fu chiaro dopo un\u2019oretta di attesa: Senna venne squalificato (tesi sostenuta dal presidente della Fia Jean Marie Balestre, connazionale e amico di Prost) perch\u00e9 non solo si era fatto spingere per rimettere in moto ma aveva evitato di fare la chicane passando attraverso le vie di fuga per rientrare in pista. Tesi assurda giacch\u00e9 in circostanze analoghe non solo nessuno anche negli anni precedenti si era comportato in maniera diversa da Senna ma per poter fare la chicane dal punto dove era fermo lui, qualsiasi pilota finito fuori strada come lui, avrebbe dovuto compiere un centinaio di metri in senso contrario a chi correva: manovra assurda che sarebbe stata pericolosissima. Insomma, l\u2019impressione (ma Senna ne era convinto) che Prost e Balestre gli avessero giocato un brutto scherzo. <strong>La sostanza fu che il titolo and\u00f2 proprio al francese, al \u201cnano\u201d come con disprezzo lo chiamava Ayrton.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2868\" src=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/90mcogp90-prost.jpg\" alt=\"\" width=\"645\" height=\"440\" srcset=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/90mcogp90-prost.jpg 645w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/90mcogp90-prost-300x205.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 645px) 100vw, 645px\" \/><\/p>\n<p>L\u2019anno successivo, il 90, posizioni di classifica invertite: se Prost non avesse finito la gara il titolo sarebbe andato a Senna. <strong>Che fece la pole position chiedendo per\u00f2 che la posizione di partenza in griglia fosse invertita perch\u00e9 incredibilmente chi partiva in pole era penalizzato<\/strong>, relegato cio\u00e8 nella parte interna dove l\u2019asfalto era sporco e dunque aveva minore grip. In un sopralluogo i commissari gli diedero ragione ma poi nulla fu modificato, secondo Senna ancora una volta per l\u2019intervento a gamba tesa di Balestre. Al via dunque, Prost, che quell\u2019anno era passato alla Ferrari, riusc\u00ec a spuntare meglio di lui ma, cercando di sorpassarlo alla prima curva, Senna lo tocc\u00f2 (secondo me volontariamente) e finirono entrambi fuori strada e fuori dal Gran Premio.<\/p>\n<p>Con Senna matematicamente bicampeao ma non felicissimo, forse perch\u00e9 consapevole di una conclusione non pulitissima del campionato, d\u2019altra parte come quella dell\u2019anno precedente. Chiamato in causa da tutti noi per un commento sull\u2019accaduto, Cesare Fiorio non si schier\u00f2 apertamente per il suo pilota ma cerc\u00f2 di gettare acqua sul fuoco. Anche perch\u00e9 tra i grandi estimatori di Ayrton c\u2019era proprio lui che -lo si seppe molto tempo dopo- aveva segretamente convinto il brasiliano a tornare in Italia la stagione successiva per a salire finalmente sulla Ferrari. Ma i vertici di Maranello e della Fiat in particolare non diedero l\u2019ok -probabilmente per questioni economiche- e l\u2019accordo salt\u00f2. E forse fu proprio questo uno dei motivi, <strong>mai ufficialmente svelati, che portarono al divorzio, proprio alla fine di quel 1990, Ferrari-Fiorio. Intanto in Giappone, come detto ci furono conferenze stampa una dietro l\u2019altra<\/strong>.<\/p>\n<p>Quando fu la volta di Senna ci guardammo tutti esterrefatti, ma non troppo, perch\u00e9 tanto era il coinvolgimento emotivo nel racconto che faceva di quegli avvenimenti, che il grande Ayrton pi\u00f9 volte scoppi\u00f2 a piangere. Come piansi io il giorno della sua scomparsa quando -avendo \u201cmollato\u201d da qualche anno per vari motivi la F.1- avevo seguito in diretta alla Tv il suo incidente al Tamburello, metro pi\u00f9 metro meno nello stesso punto in cui cinque anni prima si era schiantato Gerard Berger con la Ferrari: incidente, quello, che raccontai in diretta dalla mia postazione di Imola intervenendo in Tutto il calcio minuto per minuto. <strong>Tra le tante cose scritte per Senna e riportate dai giornali dopo quel tragico 1 maggio 1994, una in particolare, autrice una ragazzina, mi colp\u00ec parecchio e mi \u00e8 sempre rimasta in testa: \u201cciao Ayrton, lass\u00f9 le piste non hanno muri\u2026\u201d<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2869\" src=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/90porgp90race-podium.jpg\" alt=\"\" width=\"1380\" height=\"915\" srcset=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/90porgp90race-podium.jpg 1380w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/90porgp90race-podium-300x199.jpg 300w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/90porgp90race-podium-1024x679.jpg 1024w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/90porgp90race-podium-768x509.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1380px) 100vw, 1380px\" \/><\/p>\n<p>Sulla morte di Ayrton Senna in effetti si \u00e8 detto e scritto molto. Quel che \u00e8 certo, dopo ben quattro processi, \u00e8 che causa dell\u2019incidente fu il cedimento del piantone dello sterzo della sua Williams. Il sabato Senna -peraltro molto scosso dall\u2019incidente letale a Roland Ratzenberger e in dubbio se presentarsi al via l\u2019indomani- aveva chiesto ai tecnici della sua scuderia, maggiore spazio nell\u2019abitacolo. Il responsabile tecnico, l\u2019ingegner <strong>Patrick Head<\/strong> (socio di Frank Williams) e il progettista <strong>Adrian Newey<\/strong>, visto il pochissimo tempo a disposizione, decisero di aumentare la distanza tra volante e pilota facendo segare il piantone, accorciandolo e poi saldandolo. Le vibrazioni in gara fecero per\u00f2 saltare la saldatura e quindi Senna si trov\u00f2 improvvisamente senza sterzo finendo per schiantarsi sul muro di protezione. Dopo i primi due gradi di giudizio, la Williams, Newey e Head (tutti accusati di omicidio colposo) vennero assolti con la formula ampia \u201cperch\u00e9 il fatto non sussiste\u201d. In verit\u00e0 l\u2019appello c\u2019era stato solo per i due tecnici ma in sostanza secondo i giudici nessuno era colpevole.<\/p>\n<p>La Cassazione per\u00f2 annull\u00f2 tutto e ordin\u00f2 un quarto processo. Newey venne definitivamente assolto per non aver commesso il fatto mentre per Patrick Head fu applicata una formula che lascia un\u2019ombra pesante sul suo operato: reato prescritto, visto che dalla morte di Senna erano passati gi\u00e0 11 anni, ma saldature mal progettate ed eseguite, come fu scritto nero su bianco nella sentenza. Venne poi respinto l\u2019ulteriore ricorso in Cassazione presentato dagli avvocati di Head. Un giudizio finale dunque che amareggi\u00f2 non poco il tecnico inglese il quale pian piano fin\u00ec per uscire di scena abbandonando la F.1 una decina di anni fa, dopo che la Regina l\u2019aveva insignito del titolo di baronetto per i suoi meriti ingegneristici. Non una beffa o un paradosso ma una sorta di compensazione per quella sentenza da molti ritenuta davvero ingiusta. Sposato con la cagliaritana Monica Colombelli, Head (oggi vicino all\u2019ottantina) diversi anni fa aveva acquistato un terreno davanti alla Basilica di Bonaria per costruirvi una villa ma credo che ci abbia rinunciato per le troppe difficolt\u00e0 burocratiche e, a quanto mi dicono, pochi mesi fa ha ceduto quel terreno in cambio di un meraviglioso ed enorme attico nel viale Diaz nel quale non so se viva o se abbia deciso di adibirlo ad affitti brevi come residenza di superlusso.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2870\" src=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1990Italia-Senna-Mclaren-01.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"505\" srcset=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1990Italia-Senna-Mclaren-01.jpg 800w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1990Italia-Senna-Mclaren-01-300x189.jpg 300w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1990Italia-Senna-Mclaren-01-768x485.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>Sulla vita di Ayrton e sulla sua scomparsa, come dicevo, si \u00e8 scritto molto. Meno invece sulle cause vere, sulle responsabilit\u00e0 e sui processi seguiti a quel tragico incidente di Imola. <strong>C\u2019\u00e8 per\u00f2 un libro, scritto dal mio collega e amico Franco Panariti<\/strong>, che \u00e8 molto circostanziato e interessante. Per la presentazione ufficiale di quel libro, nel molo vecchio di Porto Cervo una decina di anni fa, Franco volle accanto a s\u00e9 il sottoscritto ed <strong>Emanuele Pirro<\/strong>. Un grande piacere per me che ebbi cos\u00ec l\u2019opportunit\u00e0 di incontrare nuovamente non solo il mio amico Franco ma anche il romano ex pilota di F.1 ai miei tempi e che in seguito, negli anni 2000, aveva vinto addirittura ben 5 volte la 24 ore di Le Mans, sempre con l\u2019Audi. Lui non mi riconobbe ma mi riconobbe la moglie, belga, che disse al marito: \u201cCome non te lo ricordi? Ti ha intervistato un sacco di volte!\u201d E in effetti mi venne in mente che quando lo intervistavo, Pirro, se non l\u2019unico, era uno dei pochi piloti ad avere quasi sempre la moglie al suo fianco.<\/p>\n<p>Ayrton insomma scomparso proprio nella terra dei motori a lui molto cara, in quell\u2019autodromo anche per me in qualche modo speciale soprattutto per l\u2019indimenticabile radiocronaca dell\u2019incidente -cui ho gi\u00e0 accennato- di Berger con la Ferrari. Quel giorno, dopo aver detto in diretta \u201cDovrebbe essere cosciente, ho visto che ha mosso la testa mentre i soccorritori della Cea stanno spegnendo l\u2019incendio\u2026\u201d e Berger fu portato al pronto soccorso, non avevo altre notizie. Pi\u00f9 volte avevo vanamente chiesto ai tecnici Rai di darmi un auricolare con il ritorno audio di Ezio Zermiani che per la Tv stava ai box e poteva muoversi ovunque per raccogliere qualsiasi notizia.<\/p>\n<p>Ebbene, la gara era sospesa e davvero io non sapevo pi\u00f9 che notizie certe riferire in diretta. Fu cos\u00ec che decisi di lasciare la mia postazione e correre in quella vicina della Tv per carpire qualche notizia ascoltando la voce di Zermiani che si era piazzato davanti al Pronto Soccorso. Vidi la faccia esterrefatta di <strong>Mario Poltronieri<\/strong> (col quale avevo uno splendido rapporto) ma riuscii finalmente a sapere che Berger era comunque fuori pericolo. Nella mia cabina, prima che chiedessi la linea per riferire la bella notizia, il tecnico (della sede di Bologna) Alfredo Corda-Leone mi disse che da Tutto il calcio minuto per minuto mi avevano chiamato in causa pi\u00f9 di una volta ma che lui ovviamente aveva tenuto chiuso il microfono. A fine serata mi telefon\u00f2 Giobbe e mi fece un cazziatone perch\u00e9 avevo abbandonato la postazione (cosa che non si deve mai fare) ma poi, sentite le mie giustificazioni anche a voce alta, incazzata a mia volta, si scus\u00f2 e mi fece i complimenti per il lavoro svolto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2871\" src=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/91itagp91-senna.jpg\" alt=\"\" width=\"1385\" height=\"905\" srcset=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/91itagp91-senna.jpg 1385w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/91itagp91-senna-300x196.jpg 300w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/91itagp91-senna-1024x669.jpg 1024w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/91itagp91-senna-768x502.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1385px) 100vw, 1385px\" \/><\/p>\n<p>Non tutti gli autodromi allora avevano -oggi men che meno- le cabine di commento radio-tv, isolate l\u2019una dall\u2019altra. Anzi, da molte parti (Le Castellet, Silverstone, Adelaide) c\u2019era un\u2019unica lunghissima cabina all\u2019interno della quale i radiotelecronisti stavano attaccati, seduti l\u2019uno accanto all\u2019altro con una grande vetrata davanti e i monitor ai lati della postazione di ognuno, ma su un unico lunghissimo ripiano\/tavolo. A me capitava spesso di avere accanto il mio collega di Radio Bandeirantes, una delle Radio pi\u00f9 seguite del Brasile, mentre Rede Globo, la pi\u00f9 grande e seguita rete televisiva del Brasile, con il suo telecronista aveva la postazione molto distante dalla mia. Il loro \u201cPoltronieri\u201d non so come si chiamasse ma il loro \u201cZermiani\u201d dai box era conosciutissimo in Brasile e soprattutto da Senna del quale si diceva fosse molto amico. Si chiama(va) Reginaldo Leme e lo conoscevamo tutti giacch\u00e9 tutti cercavamo di carpirgli qualche \u201cchicca\u201d su Ayrton. Ebbene, dicevo che ascoltando il collega di Bandeirantes, mi capitava di ridere da solo, per il suo modo di raccontare. Identico a quello dei radiotelecronisti del calcio. Con un lessico molto colorito e un\u2019incredibile partecipazione provincialmente campanilistica, alla faccia della dovuta imparzialit\u00e0, urlata con le vene fuori dal collo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2872\" src=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1990Ungheria-Senna20Mclaren-Nannini20Benetton20B190-01.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"889\" srcset=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1990Ungheria-Senna20Mclaren-Nannini20Benetton20B190-01.jpg 1024w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1990Ungheria-Senna20Mclaren-Nannini20Benetton20B190-01-300x260.jpg 300w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1990Ungheria-Senna20Mclaren-Nannini20Benetton20B190-01-768x667.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>Una volta nell\u2019autodromo Hermanos Rodriguez, a Citt\u00e0 del Messico, non ricordo se il venerd\u00ec o durante la pole del sabato, pioveva a dirotto. Anche all\u2019interno della mia cabina: solo in albergo mi accorsi poi che dal soffitto era colato catrame che mi aveva irrimediabilmente rovinato il giubbotto impermeabile che indossavo. Il catrame probabilmente era stato parzialmente sciolto dal gran caldo e dal sole di pochi minuti prima e quindi fatto colare in cabina dall\u2019improvviso acquazzone. L\u2019indomani, durante un generico sopralluogo a tutte le postazioni, era venuto a scusarsi anche nella mia cabina il direttore dell\u2019autodromo, l\u2019ingegner Salinas De Gortari che era nientemeno che il fratello dell\u2019allora presidente della Repubblica messicana. Ma quel che importa nel racconto \u00e8 cha la mia cabina era lateralmente separata da quella del mio collega brasiliano da una paretina non so se di cartone o di cartongesso.<\/p>\n<p>Fatto sta che io sentivo lui e lui sentiva me come se a dividerci fosse solo un velo di carta. All\u2019improvviso, su una curva a destra, Senna usc\u00ec di strada e fin\u00ec sulla sabbia ribaltandosi e fermandosi a testa in gi\u00f9 con la sua Mc Laren. Questo, tradotto pi\u00f9 o meno bene, fu l\u2019urlo-commento del \u201cbandeiranteiro\u201d suddetto: \u201c<strong>Nooo!! Nooo!!! Ohioiohoioi!! Il nostro amatissimo Ayrton \u00e8 fuori strada. Si \u00e8 ribaltato con la sua macchina. Ohiohioioiiii! E\u2019 ancora dentro l\u2019abitacolo, stanno correndo a soccorrerlo. Speriamo non si sia fatto nulla. Facciamo una preghiera a Nossa senora aparecida, a Lemanja!!&#8230;\u201d<\/strong> Seppi pi\u00f9 tardi che la prima \u00e8 la Madonna protettrice del Brasile e Lemanja invece \u00e8 la Madonna delle piogge\u2026<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2873\" src=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1991Brasile-Senna-Mclaren-01.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"426\" srcset=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1991Brasile-Senna-Mclaren-01.jpg 640w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1991Brasile-Senna-Mclaren-01-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p>Un mondo, quello della F.1, al quale ero arrivato davvero per caso, con grande fortuna. Era la fine del 1988, ero in Rai gi\u00e0 da quasi 10 anni. Ero stato appena promosso capo servizio quando un giorno il collega <strong>Luigi Coppola<\/strong>, vicecaporedattore che aveva molti contatti con Roma e che poi ai primi dei \u201990 diventer\u00e0 il capo della (nel frattempo unificata) redazione sportiva della Radio a Saxa Rubra, in sostanza prendendo il posto di Giobbe, mi disse: \u201cGuarda che siccome conosco la tua passione per l\u2019automobilismo (eravamo stati colleghi anche a Tutto Quotidiano dove io, dopo la quotidiana indigestione della giudiziaria, la domenica mi occupavo della pagina degli sport vari, nella quale inserivo di tutto, naturalmente con ubriacature automobilistiche di tutti i tipi), ti informo che alla Radio a Roma stanno cercando un radiocronista che possa seguire la Formula Uno. Chi l\u2019ha seguita sinora, il nostro collega genovese Victor Balestreri, \u00e8 stato promosso vice capo della sede ligure e non pu\u00f2 ovviamente pi\u00f9 viaggiare. Mi ha detto Giobbe (all\u2019epoca ancora responsabile del pool sportivo radiofonico) che questa volta vogliono fare una selezione interna. Se ti fa piacere -aggiunse- gli chiedo di inserirti nell\u2019elenco degli \u201caspiranti\u201d\u2026\u201d \u201cGrazie, va bene\u201d gli risposi con non molto entusiasmo pensando che tanto avrebbero scelto qualche \u201caccozzato\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2874\" src=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1991Messico-Senna-Mclaren20Mp4-6-01.jpg\" alt=\"\" width=\"505\" height=\"438\" srcset=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1991Messico-Senna-Mclaren20Mp4-6-01.jpg 505w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1991Messico-Senna-Mclaren20Mp4-6-01-300x260.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 505px) 100vw, 505px\" \/><\/p>\n<p>Ai primi di gennaio del\u201989 mi chiam\u00f2 Mario Giobbe: \u201cHo saputo che sei interessato alla F.1. Come sai faremo una selezione interna. Ti mando a Cagliari una cassetta registrata di un Gran Premio, ovviamente senza audio. Studiatela perch\u00e9 tra non molto ti chiameremo in via del Babuino (allora ancora sede della Radio) per il provino\u201d. Dopo pochi giorni mi arriv\u00f2 la cassetta in VHS e la guardai velocemente: era il GP di Montecarlo dell\u2019anno prima, con i soliti protagonisti, l\u2019emergente Senna, Arnoux, Alboreto, Patrese, Nannini, tanto per stare in casa nostra. Poi la convocazione. A Roma trovai altri due o tre colleghi provenienti da altre regioni. Dopo le presentazioni e i veloci convenevoli nell\u2019ufficio di Mario, dove c\u2019erano anche Massimo De Luca, caporedattore dello sport del GR1, e Alberto Bicchielli, capo del GR2, ci recammo tutti nelle sale-regia. Le gambe cominciavano a tremare. Avevano sistemato due grandi monitor, uno in regia e uno nello studio, separato dalla regia appunto, dalla solita grande vetrata. A turno ci fecero i provini.<\/p>\n<p>Dalla regia Giobbe ci dava la linea, e noi facendo finta di essere in diretta mentre le immagini scorrevano sui monitor, dovevamo appropriatamente commentarle in radiocronaca diretta. Ogni tanto ci interrompeva con qualche domanda, sempre fingendo di essere in diretta. Quando termin\u00f2 il mio turno mi resi conto di non essere andato male rispetto a chi mi aveva preceduto e poi, sentendo chi mi aveva seguito, confermai a me stesso il giudizio. A fine giornata, di nuovo nel suo ufficio, Giobbe ci conged\u00f2 dicendoci che nei giorni seguenti avrebbero esaminato anche altri candidati e poi avrebbero fatto sentire tutte le registrazioni al direttore Gilberto Evangelisti e quindi avrebbero deciso tutti e quattro insieme. Infine ci avrebbe comunicato lui l\u2019ardua sentenza! Rientrai a Cagliari e non ci pensai pi\u00f9: avevo fatto una nuova esperienza in via del Babuino e basta.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2875\" src=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/123490b_ESPN-grandprixstory-g.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"320\" srcset=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/123490b_ESPN-grandprixstory-g.jpg 560w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/123490b_ESPN-grandprixstory-g-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 560px) 100vw, 560px\" \/><\/p>\n<p>Dopo una ventina di giorni invece ricevetti da Giobbe una stringata e inaspettata telefonata: \u201cAbbiamo scelto te. Il campionato come sai comincia in Brasile fra poche settimane. Noi pensiamo agli accrediti, tu organizzati il viaggio. Se hai un tecnico che ti pu\u00f2 accompagnare da Cagliari bene, altrimenti te lo assegniamo noi. Prima di partire chiama le redazioni dei GR per concordare con loro il piano dei servizi che vorranno giorno per giorno!\u201d Restai senza fiato! Ma una botta del genere non mi poteva capitare prima, quando non ero sposato e non avevo figli in tenera et\u00e0? Ricordo la gioia di mia moglie quando rientrai a casa e le riferii le grandi novit\u00e0. Sarei dovuto stare lontano da casa complessivamente almeno 4\/5 mesi, in giro per il mondo. <strong>Mi tranquillizz\u00f2 subito per i bambini, che allora avevano appena 6 e 3 anni. \u201cCe la far\u00f2 da sola in qualche modo\u201d mi disse.<\/strong> <strong>E cos\u00ec fu davvero per diversi anni, anche dopo la F.1, quando mi assegnarono altri sport e quindi continuai a viaggiare quasi come prima. Grazie, Anna Maria.<\/strong><\/p>\n<p>E poi che dire? <strong>Tanti, infiniti gli episodi, i ricordi di quelle mie esaltanti due stagioni e mezzo.<\/strong> A Montecarlo, sempre nel \u201990, ero nella mia cabina nel rettilineo di partenza, proprio davanti ai box. Una postazione che gi\u00e0 l\u2019anno precedente avevo giudicato pericolosa. E\u2019 vero che a separarci dalla pista c\u2019erano alte reti d\u2019acciaio ma avevo pensato che la vicinanza all\u2019asfalto era cos\u00ec ridotta, solo due\/tre metri, vie di fuga comprese, che un incidente l\u00ec, davanti a noi, avrebbe potuto avere tragiche conseguenze. Purtuttavia ero in collegamento in diretta con una trasmissione che mi pare da via Asiago conduceva il noto presentatore Daniele Piombi. Mentre aspettavo che terminasse di farmi una domanda, successe qualcosa proprio in quel rettilineo. Non ricordo se un incidente o un sorpasso importante. Fatto sta che lui -che evidentemente aveva un televisore davanti a s\u00e9- farfugli\u00f2 qualcosa quasi facendo lui la radiocronaca; ma non potendo ovviamente smascherarsi, balbett\u00f2 un \u201cSuccede qualcosa a Montecarlo, subito linea a Coco!\u201d Sorrisi e raccontai quello che stava succedendo mentre dal microfono ancora aperto a Roma, arrivavano inequivocabili rumori ridanciani dello stesso Piombi e dei suoi collaboratori.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2876\" src=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/senna93.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"676\" srcset=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/senna93.jpg 1024w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/senna93-300x198.jpg 300w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/senna93-768x507.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>A Spa il sabato pomeriggio, dopo la pole, c\u2019era una gara di contorno, mi pare di F.3. Aspettavamo qualche conferenza stampa convocata per le 17.30\/18 e con Franco Lini decidemmo di sistemarci su una terrazza coperta per seguire la gara. \u201cMinchia -feci io a un certo punto- ma chi \u00e8 quello che ha preso il largo sotto il diluvio e guida come se l\u2019asfalto fosse asciutto anche all\u2019Eau Rouge-Radillon?\u201d \u201c<strong>E\u2019 un brasiliano -mi rispose Franco dopo aver controllato un elenco iscritti che aveva in mano- si chiama Rubens Barrichello!\u201d<\/strong> Pronosticargli un futuro non fu impresa difficile. Sempre a Spa una volta Agnes Carlier con la sua Marlboro mi aveva trovato sistemazione alberghiera a Malmedy, una trentina di chilometri dall\u2019autodromo. Era un residence nel quale, a parte il sottoscritto e il suo tecnico -nell\u2019occasione Salvatore Pistis- era alloggiato anche <strong>Andrea De Cesaris<\/strong>. Per arrivare in autodromo il traffico era davvero un ostacolo non da poco. Mi informai e un addetto alla reception mi istru\u00ec su una stradina secondaria, tra gli alberi della bellissima foresta delle Ardenne, che mi avrebbe consentito di arrivarci senza problemi. E cos\u00ec con la mia enorme station wagon Volvo -l\u2019unica che avessi trovato all\u2019aeroporto di Bruxelles- cominci\u00f2 il mio divertimento rallystico con Salvatore Pistis al mio fianco che come sempre non profferiva parola ma che poi regolarmente mi confessava di essersi divertito, a parte qualche \u201cstrizza\u201d.<\/p>\n<p>Sentendomi parlare di quella stradina, anche De Cesaris volle essere ragguagliato e da allora anche lui la \u201cusava\u201d per arrivare e rientrare dall\u2019autodromo. Purtroppo De Cesaris \u00e8 deceduto diversi anni fa per un incidente stradale in moto mentre a Roma percorreva il raccordo anulare. Era un bravo ragazzo, con agganci importanti credo in Vaticano e alla Marlboro, suo principale sponsor. Allora correva con la Dallara-Scuderia Italia, con Caffi secondo pilota. Una volta in un aeroporto mi aveva chiesto in prestito 50 dollari che gli diedi. \u201cNon li rivedrai pi\u00f9 -mi disse ridendo Sergio Noseda che lo conosceva bene- \u00e8 un po\u2019 tirato!\u201d Cos\u00ec fu ma ovviamente di lui ho comunque uno splendido ricordo. Gli aeroporti erano i luoghi d\u2019incontro con piloti, meccanici, direttori sportivi o dirigenti Fia. Si finiva per prendere tutti gli stessi aerei e le attese degli imbarchi, a volte interminabili, erano l\u2019occasione per scambiare quattro chiacchiere in relax, lontani dai rumori e soprattutto dalla tensione dei box. Ricordo simpatiche chiacchierate con i brasiliani Mauricio Gugelmin e Roberto (Pupo) Moreno o ancora con Eddie Cheever o Franco Liistro. C\u2019erano anche sfott\u00f2 e scherzi vari.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2877\" src=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/senna_019.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/senna_019.jpg 800w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/senna_019-300x225.jpg 300w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/senna_019-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>E poi <strong>due episodi indimenticabili<\/strong> che mi fecero sudare freddo nella mia cabina di commento. Il primo a Monza. Al termine del primo giro, all\u2019uscita dalla parabolica, la Lotus gialla di <strong>Derek Warwick<\/strong> si ribalt\u00f2 e la macchina a testa in gi\u00f9 scivol\u00f2 in rettilineo sin quasi davanti alla linea di partenza, con tutte le altre monoposto che riuscirono ad evitarla. Warwick non si fece un graffio, per fortuna. Poche settimane dopo a Jerez de la Frontera un altro incidente terrificante coinvolse sempre la Lotus, stavolta quella di <strong>Martin Donnelly<\/strong>, l\u2019altro inglese della macchina di Colin Chapman. Mi pare il sabato durante la pole o forse nelle prove del venerd\u00ec, Donnelly perse il controllo della sua F.1 probabilmente -si disse- per la rottura di un braccio della sospensione e la vettura letteralmente si disintegr\u00f2 sulle barriere. In quel momento ero in diretta alla radio e mi gelai.<\/p>\n<p>Tra l\u2019altro, dai monitor di servizio non riuscivo a vedere dove fosse finito il pilota, quando finalmente una telecamera inquadr\u00f2 Donnelly esanime riverso su un fianco sull\u2019asfalto, con lo schienale del seggiolino o quel che ne restava ancora attaccato alle sue spalle. Gambe e piedi in posizione non normale, segno di gravi fratture e testa, col casco, anch\u2019essa poggiata sull\u2019asfalto. Intorno a lui solo pezzi di fibra di carbonio e piccole parti meccaniche. Donnelly sembrava davvero morto. E invece per fortuna se la cav\u00f2 sia pure dopo mesi e mesi di ospedale e diversi interventi chirurgici.<\/p>\n<p>Qualche collega mi ha detto che oggi zoppica per via di una gamba un po\u2019 pi\u00f9 corta dell\u2019altra ma \u00e8 vivo, sta bene. Un\u2019immagine, la sua su quel seggiolino isolato sulla pista, che mi riport\u00f2 alla mente quella di 20 anni prima a Le Mans, quando (era il 1969) pi\u00f9 o meno con le stesse modalit\u00e0, <strong>mor\u00ec Lucien Bianchi<\/strong>, uno dei miei idoli da ragazzino. Una foto di Autosprint lo mostrava isolato in mezzo alla pista, seduto ma carbonizzato sul seggiolino della sua Alfa Romeo T33 finita fuori strada e disintegrata durante le prove della 24 ore. Lucien era fratello maggiore di Mauro (grande \u201cmanico\u201d anche lui), <strong>il nonno di Jules Bianchi,<\/strong> il giovane pilota nizzardo morto nel 2015 in seguito al terribile incidente di F.1 in Giappone, dove la sua monoposto fin\u00ec sotto un trattore che stava spostando una vettura incidentata. Ci fosse stato l\u2019halo Jules sarebbe ancora vivo. Una famiglia decisamente sfortunata quella italo-belga dei Bianchi, originari di Milano ma con un ramo anche qui in Sardegna. La sorella di Lucien e Mauro, Laura, oggi vicina ai 90 anni, infatti era sposata con un sardo, Sergio Corridori, scomparso tempo fa. E vive ancora a Porto Pino dove alla fine degli anni 60, appunto sino alla tragica morte di Lucien, tutta la famiglia Bianchi era di casa almeno per le vacanze estive.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2878\" src=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/primopiano_casco03.jpg\" alt=\"\" width=\"353\" height=\"530\" srcset=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/primopiano_casco03.jpg 353w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/primopiano_casco03-200x300.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 353px) 100vw, 353px\" \/><\/p>\n<p>Ad Adelaide la prima volta che ci arrivai presi alloggio nello stesso albergo della Tv. La strada parallela al nostro albergo-mi disse Zermiani- il venerd\u00ec o il sabato, non ricordo, era chiusa al traffico e riservata totalmente agli aborigeni che piazzavano l\u00ec qualche bancarella e facevano festa a modo loro. Spinti dalla curiosit\u00e0, con Pistis andammo a vedere; ma fui subito davvero a disagio. Perch\u00e9 avevo la sensazione di essere entrato in una specie di zoo surreale. Forse mi vennero le lacrime agli occhi, di certo me ne volli andare, pensando a quell\u2019umanit\u00e0 reietta, ghettizzata, trattata davvero senza un minimo di empatia, di solidariet\u00e0 e comprensione o umana piet\u00e0 dai bianchi. Aborigeni davvero considerati quasi come animali, con la polizia a cavallo che ogni tanto non lesinava manganellate per riportare all\u2019ordine qualche ubriaco. Uno spettacolo di abbrutimento, di povert\u00e0, emarginazione e sopraffazione insopportabile. Uno show della disperazione non degno degli esseri umani, uno schifo che mai sono riuscito a cancellare dai miei ricordi. Forse quella sera stessa a un ricevimento Ezio Zermiani mi present\u00f2 un piccoletto grande come una leggenda: <strong>Juan Manuel Fangio<\/strong>. Quando andammo via, sorridendo dissi a Zermiani: <strong>\u201cEzio, mi sa che non mi lavo pi\u00f9 la mano!\u201d Quell\u2019incontro con Fangio mi restitu\u00ec un po\u2019 di buonumore.<\/strong><\/p>\n<p>Il giorno dopo il Gran Premio tutti in aeroporto per il rientro a casa. Era in pieno svolgimento la prima guerra del Golfo e non si ha idea di quale fosse il casino negli aeroporti. Dovevamo prendere un Qantas da Melbourne per Kuala Lumpur o Singapore ma restammo bloccati per ore e ore col rischio che tutti i voli venissero cancellati per paura di attentati.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2879\" src=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/podium11.jpg\" alt=\"\" width=\"1102\" height=\"827\" srcset=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/podium11.jpg 1102w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/podium11-300x225.jpg 300w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/podium11-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/podium11-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1102px) 100vw, 1102px\" \/><\/p>\n<p>E questo fatto, unito ai problemi familiari che indubbiamente si creavano per le mie tante assenze, mi convinse a lasciare. L\u2019anno seguente fui mandato a Maranello per la presentazione della nuova Ferrari ed ebbi un piacevole, imprevisto perch\u00e9 commovente incontro, quello con <strong>Mario Poltronieri col quale come ho accennato avevo uno splendido rapporto anche perch\u00e9 per me era stato una rivelazione. Un uomo colto, simpatico, arguto, autoironico<\/strong>. Aveva la passione per le armature e una volta mi convinse ad accompagnarlo in uno stranissimo negozio in un paesino dell\u2019Inghilterra. Mi aveva raccontato come era diventato radiotelecronista Rai e prima ancora collaudatore dell\u2019Abarth. Proprio durante una Cagliari-Sassari-Cagliari da concorrente privato era stato tra i primi a intuire sulle auto performanti come quelle da corsa, gli effetti del Tubo Venturi, praticamente cio\u00e8 a \u201cinventare\u201d l\u2019effetto suolo sui fondi piatti, cio\u00e8 la maggior pressione sull\u2019asfalto e quindi, aumentando l\u2019aderenza, la maggior tenuta dell\u2019auto.<\/p>\n<p>Credo che abbia ancora lui un record sull\u2019anello parabolico di Monza con un\u2019Abarth 850. Nell\u2019ambiente, e non solo in quello sportivo della F.1, era una vera autorit\u00e0. Conosceva tutti e tutti lo conoscevano, salutandolo per primi e fermandosi sempre a scambiare due chiacchiere con lui nonostante non amasse molto girare per il paddock; anzi in verit\u00e0 ci veniva raramente. Eppure avevo capito che le sue erano amicizie davvero importanti come quelle con l\u2019ingegner <strong>Giampaolo Dallara, con Giorgio Giugiaro o Sergio Pininfarina e Giancarlo Minardi<\/strong>. Miti dell\u2019automobilismo come Fangio o Taruffi lo salutavano come se fossero vecchi amici. Fu proprio lui a presentarmi tra gli altri <strong>Sergio Noseda<\/strong> (che collaborava con lui prima che arrivasse Piola), <strong>Gianfranco Palazzoli<\/strong> (che a Varese faceva l\u2019agente di cambio), Giancarlo Minardi, Clay Regazzoni (erano in gran confidenza) o l\u2019ingegner Mauro Forghieri. Una volta a Milano anche l\u2019anziano collega <strong>Everardo Dalla Noce<\/strong> che sino alla fine degli anni 70 seguiva lui la F.1 per la radio. Poltronieri, per sfotterlo, storpiando il nome Everardo lo chiamava \u201cNonna Abelarda\u201d. E mi faceva davvero ridere con le sue battute a mitraglia.<\/p>\n<p>Appena mi vide, Mario -avevamo condiviso tante trasferte, tante cene insieme, tante risate e soprattutto lunghe ore in macchina (nelle interminabili code per raggiungere gli autodromi) col sottoscritto come al solito sempre alla guida- mi venne incontro serio e mi fece testualmente: \u201cDimmi che non \u00e8 vero! Mi hanno detto che lasci la F.1\u2026Non mi vorrai abbandonare?\u201d Confesso che quell\u2019inaspettata manifestazione di stima e affetto mi lasci\u00f2 senza parole. Poco ci manc\u00f2 che mi mettessi a piangere e mi rimangiassi la mia decisione. Ma il dado era tratto. <strong>Mi sostitu\u00ec Gianfranco Mazzoni (di Pescara) che chiamai al telefono per fargli i miei complimenti e gli auguri, sia pure con il magone in gola<\/strong>. <em><strong>\u201cSei l\u2019unico collega di tutta Italia che mi ha fatto gli auguri, grazie!\u201d,<\/strong> <\/em>mi disse a settembre di quel \u201991 quando lo affiancai a Monza per il Gran Premio d\u2019Italia durante il quale, stavolta come seconda voce, avevamo sperimentato i collegamenti in diretta dai box dove stazionavo insieme con Zermiani.<\/p>\n<p><strong>Fu quella la fine della mia avventura in F.1. Poi, altrettanto inaspettate, cominciarono quelle nei rally mondiali, nella motogp, nella scherma, nel nuoto e nei tuffi, mentre proseguivano anche le avventure olimpiche e naturalmente calcistiche con le domenicali radiocronache per Tutto il calcio minuto per minuto e gli indimenticabili mondiali di Corea-Giappone e Germania. Ma queste sono altre storie, piene anche loro di meravigliosi ricordi e nostalgie, proprio come quelle della mia F.1.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_2866\" aria-describedby=\"caption-attachment-2866\" style=\"width: 1599px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2866\" src=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/WhatsApp-Image-2024-05-01-at-12.58.38.jpeg\" alt=\"\" width=\"1599\" height=\"899\" srcset=\"https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/WhatsApp-Image-2024-05-01-at-12.58.38.jpeg 1599w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/WhatsApp-Image-2024-05-01-at-12.58.38-300x169.jpeg 300w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/WhatsApp-Image-2024-05-01-at-12.58.38-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/WhatsApp-Image-2024-05-01-at-12.58.38-768x432.jpeg 768w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/WhatsApp-Image-2024-05-01-at-12.58.38-1536x864.jpeg 1536w, https:\/\/ispirazionesportiva.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/WhatsApp-Image-2024-05-01-at-12.58.38-1280x720.jpeg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1599px) 100vw, 1599px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2866\" class=\"wp-caption-text\">Due giornalisti a confronto, uno, Andrea Coco, immenso e l&#8217;altro \u00e8 Francesco Fiori, quello che dovete sopportare!<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per il SENNA DAY ci ha fatto un immenso regalo il giornalista Andrea Coco, inviato&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":2881,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7,125,70],"tags":[55],"class_list":["post-2852","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-formula-1","category-larcifiori","category-loro-sono-leggenda-formula-1","tag-senna"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.9 - 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A scuola alla domanda \u201cHai solo il calcio in testa?\u201d rispondeva \u201cNo, anche il ciclismo\u201d e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo \u201cpsicopatico sportivo\u201d. Tra gli sport di cui si innamora c\u2019\u00e8 l\u2019hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da l\u00ec altra promessa, qualora arrivi la possibilit\u00e0 di scrivere un articolo, questo sar\u00e0 su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto pi\u00f9 noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale \u201cSa Bovida\u201d gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilit\u00e0 di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell\u2019immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: \u201cBeh, perch\u00e9 non provi a scriverne uno tu?\u201d Il resto \u00e8 la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volont\u00e0, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l\u2019opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all\u2019esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l\u2019impegno \u00e8 triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor pi\u00f9 sorprendente \u00e8 la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. 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Di tutto lo sport. Aveva 6 anni quando, sicuramente errore o destino, ebbe in regalo una semplice radio, senza pensare alle conseguenze successive del pianeta sportivo. Una domenica, finiti i compiti, giocando con quel mezzo, capt\u00f2 la voce roca di Sandro Ciotti. Aveva appena scoperto l\u2019esistenza di Tutto il calcio minuto per minuto. La prima sfida arriva nella stagione calcistica 90\/91, quando lo zio, incredibile giornalista locale, gli diede come compito raccontare la giornata calcistica appena conclusa. Quel tema, ad appena 7 anni, risult\u00f2 migliore rispetto alle tabelline, mai entrate volentieri in testa. Il premio fu la presenza alla gara di cartello della squadra del suo paese, il Ploaghe, due settimane pi\u00f9 tardi. Destino volle che la morte prese suo zio proprio il mercoled\u00ec prima, innescando in Fiori la voglia di diventare giornalista. A scuola alla domanda \u201cHai solo il calcio in testa?\u201d rispondeva \u201cNo, anche il ciclismo\u201d e gli anni di partite contemporanee la domenica e di Tele +2 col calcio estero crearono un piccolo \u201cpsicopatico sportivo\u201d. Tra gli sport di cui si innamora c\u2019\u00e8 l\u2019hockey americano, soprattutto nella mitologica figura di Mario Lemieux. Poco prima della morte del padre, nel febbraio 2001, Fiori trova su La Gazzetta dello Sport proprio un trafiletto con scritto del ritorno sul ghiaccio di Lemieux dopo aver sconfitto una forma tumorale e un ritiro di 3 anni. Da l\u00ec altra promessa, qualora arrivi la possibilit\u00e0 di scrivere un articolo, questo sar\u00e0 su Lemieux il Magnifico. Diventato ragioniere capisce immediatamente che iva e fatture sono molto pi\u00f9 noiose del previsto e la prima collaborazione col giornale \u201cSa Bovida\u201d gli fanno capire le regole basi del giornalismo, cosa che Fiori ignorava ma che rispettava, chiedendo solo la possibilit\u00e0 di scrivere e far colpo. Chiusa la parentesi Sa Bovida per problemi logistici e di salute dell\u2019immenso Antonio Delitala ecco il primo reale colpo di fulmine, il sito di hockey Nhl Playitusa che non ha un articolo su Lemieux. Il direttore, con una mail che Fiori ancora oggi custodisce, risponde: \u201cBeh, perch\u00e9 non provi a scriverne uno tu?\u201d Il resto \u00e8 la storia scritta al pc dopo averne scritto 5 pagine in un quadernone a quadretti. Un cambio di lavoro, non per sua volont\u00e0, spariglia le carte in tavola, col ragazzo che stando fuori casa tutto il tempo deve abbandonare la scrittura, ma peggio ancora va col primo di 3 ictus che colpiscono la mamma proprio in quel periodo. Tempo al tempo e con un altro cambio di lavoro ecco l\u2019opzione che lo colpisce, scrivere della sua amata Inter sul sito SpazioInter. Gli inizi sono complicati, scrivere secondo le regole e non avere carta bianca lo bloccano un pochino, fino all\u2019esplosione che nel sito si chiama Live. Il Live sarebbe il racconto, minuto per minuto e in contemporanea, della partita in tv e a Fiori tocca esordire con Milan-Inter. Quella sera il divertimento raggiunge le stelle, anzi, le supera e da quel momento l\u2019impegno \u00e8 triplo, con le perle di interviste a Sandro Mazzola (che risate), Gigi Simoni (che gentilezza) e Riccardo Cucchi, suo idolo radiofonico. Il tesserino da giornalista gli fa mantenere la parola data a 6 anni e ancor pi\u00f9 sorprendente \u00e8 la proposta di essere addetto stampa proprio della squadra locale, andare a vedere quelle partite che il destino gli negarono nel 1991. Si chiede spesso se sia il destino a far scherzi oppure se semplicemente la vita va accettata per quella che \u00e8. Il 30 gennaio 2021, dopo un ricovero di un mese con tutte le aggravanti possibili, in ospedale viene a mancare la mamma di Francesco. Il colpo \u00e8 brutale. Il conto \u00e8 pesantissimo, la mente lontana, lo scrivere, anche solo un piccolo pensiero sulla giornata calcistica, \u00e8 di una difficolt\u00e0 che ad oggi \u00e8 ancora lontana dall'essere superata. Il resto \u00e8 storia o noia, dipende da che parte si vuol vedere, dagli articoli su Gazzetta Fan News al raccontare qualsiasi sport, perch\u00e9 per Fiori ogni sport ha un suo eroe e perch\u00e9 ora, con IspirazioneSportiva.com, sar\u00e0 ancor pi\u00f9 spettacolare dar libero sfogo a qualsiasi ispirazione, come dice il nome e come gli ha insegnato Riccardo Cucchi: \u201cNella vita mai smettere di sognare!\u201d. Anzi, scusate il ritardo! 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